CINEMA/ “The Social Network”: David Fincher Racconta Il Nostro Secolo

Con un budget di 47 milioni di dollari e un guadagno di 23 milioni di dollari solamente alla prima statunitense del film, Fincher continua a sbancare i botteghini, stavolta con "The Social Network", il film che mette in scena la vera storia di facebook e del suo fondatore, Mark Zuckerberg (interpretato da Jesse Eisenberg). Emblema della nostra contemporaneità, Fincher propone al grande pubblico la verità su una delle creazioni più gettonate degli ultimi anni, per non dire del secolo.

di Alice Coccia

the-social-network-movie-posterI bigliettini che si scambiavano tra i banchi di scuola, i passaparola bisbigliati tra un’ora di lezione e l’altra, i compagni “informatori” sempre pronti a carpire qualche informazione per l’amico innamorato. Sono questi i ricordi che ci riportano ad un tempo non troppo lontano ma ormai concluso. Oggi è troppo tardi per questo genere è di dinamiche sociali. Sono cambiati i presupposti e le abitudini sociali per poter convivere con le antiche consuetudini e si è considerati antichi se non si seguono le mode di una tecnologia inarrestabile.

La generazione del nuovo millennio comunica con file ordinate di bit, scherza, ride e si nasconde dietro i tasti della qwerty con i cosiddetti “smile”.

Siamo già da un pezzo immersi nell’era senza ritorno del computer, parte integrante della nostra quotidianità senza la quale saremmo tagliati fuori dal mondo. La degenerazione di un tale processo è proprio il nascondersi e rinchiudersi in un universo muto, che inibisce qualsiasi forma comunicativo – dialogica tra i membri della nostra collettività. Lungi da me la volontà di moraleggiare attorno a dinamiche comportamentali in cui quasi tutti siamo inclusi, si può comunque dire che se la realtà non fosse stata tale non si sarebbero mai potuti creare i presupposti per un film come The Social Network. Dopo Seven (1995), The Game (1997), Fight Club (1999), Panic Room (2002) e Il curioso caso di Benjamin Button (2008), David Fincher si dedica ad un altro lungometraggio dove stavolta mette in scena la vera storia di facebook e del suo fondatore, Mark Zuckerberg (interpretato da Jesse Eisenberg). Emblema della nostra contemporaneità, Fincher propone al grande pubblico la verità su una delle creazioni più gettonate degli ultimi anni, per non dire del secolo, giocando con un montaggio ritmato tra flashback e presente del racconto che non annoia lo spettatore.

Zuckerberg è un genio ancora incolto della rete quando, respinto dalla ragazza del cuore, decide di mettersi dinanzi al the_socialcomputer per trovare quella piccola rivincita che non era stato in grado di prendersi personalmente. Da quella notte del 2004 nasce pian piano l’idea di una piattaforma sociale che ancora oggi continua a registrare milioni di iscritti. L’immediato entusiasmo e l’accoglienza data al nuovo mezzo ha semplicemente quantificato in numeri le attese ora soddisfatte di una civiltà ormai telematizzata, che ha semplicemente bisogno di un pc per poter comunicare e stringere nuove amicizie.

Il film, tratto dal libro di Ben Mezrich, Miliardari per caso- L’invenzione di Facebook,(Sperling & Kupfer) si è guadagnato il placet della critica sia nazionale che straniera soprattutto per la semplicità e la linearità della narrazione. The Social Network viene addirittura definito dal Peter Travers della rivista Rolling Stones “il film dell’anno”.

Fincher ha ricostruito, forse per la prima volta, il modo in cui la tecnologia è riuscita ad entrare nei nostri rapporti umani, creando barriere ed abbattendone altre ma confermando, nel finale, una timidezza e una difficoltà nell’approccio con “l’altro” espressa, nel linguaggio odierno, in una semplice “richiesta d’amicizia”.

 

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