CINEMA INFILTRATO/ “Ghost”, il fantasma interiore di Tobia Gundorff Boesen

Ghost è l’esperimento di Tobias Gundorff Boesen. In questo cortometraggio, l’artista danese ha come obiettivo quello di restituire, attraverso la sola ambientazione, i sentimenti dei personaggi. Atmosfera cupa e inquietante, soggetti silenziosi ma carichi di sensazioni, per descrivere la morte. Il fantasma è l’idea di chi perde qualcosa di importante e non può più riaverla.

a cura di Donato Giannini

ghost 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il corto si apre con un funerale e una coppia di fronte una lapide. Dalla seconda scena il livello narrativo cambia, sovrapponendosi alla linea narrativa principale. Un passaggio onirico dentro il quale l’inquietudine e la solitudine di una bambina fanno da padroni della sequenza. È l’alternanza tra la vita e la morte in una disperata ricerca di ciò che si è perso. L’oggetto, il segno che non fa perdere l’orientamento, è una papera giocattolo. La papera è l’indizio.

Tobias Gundorff Boesen è un video maker di grande qualità. Per questo motivo dedichiamo, per la seconda volta,  il nostro spazio dei cortometraggi all’artista del nord Europa. Non è difficile vedere Boesen come un vero talento, dotato di grande tecnica e grande capacità espressiva. Buona visione

SCHEDA TECNICA

TITOLO: Ghost

DURATA: 7’ 46’’

GENERE: Drammatico

PAESE DI PRODUZIONE: Danimarca

ANNO DI PRODUZIONE: 2011

DIRETTO DA: Tobias Gundorff Boesen

GUARDA “GHOST”

 

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