CINEMA/ Il regista Michael Apted viaggia sul veliero delle “Cronache di Narnia”

Lo scorso 17 dicembre le sale cinematografiche italiane accolgono il nuovo capitolo de Le Cronache di Narnia: il viaggio del veliero, diretto da Michael Apted, apprezzato regista di moltissimi lungometraggi tra cui Amazing Grace (2009) e A proposito di Brian (2006).

di Alice Coccia

narnia2Dopo il successo raggiunto con i primi due episodi, Il leone, la strega e l’armadio e Il principe Caspian, il cinema presenta il terzo film di una delle saghe più conosciute tra i cinefili e non solo. L’idea della serie cinematografica è tratta, infatti, da un interessante lavoro seriale letterario di Clive Staples Lewis, pubblicato tra il 1950 e il 1956, in cui ogni anno si dava spazio ad un’avvincente avventura del racconto fantastico. A quanto pare il fantasy continua, dopo Harry Potter, ad appassionare il pubblico amante del genere. Già con Il leone, la strega e l’armadio i numeri al botteghino schizzarono alle stelle, toccando la vetta delle classifiche con un incasso internazionale di 748.000.000 di dollari, 291.710.957 negli USA e 16.746.290 di euro in Italia. Il terzo capitolo de Le cronache di Narnia racconta di quando Edmund (Skandar Keynes), Lucy (Georgie Henley) e il saccente cugino Eustachio (Will Poulter) vengono trasportati in un meraviglioso viaggio a bordo di un veliero che, nonostante sia dipinto in un quadro, diventa il mezzo attraverso cui i giovani avventurieri vivranno affascinanti peripezie.

La saga ricrea il mondo fantastico di un mondo parallelo, Narnia, il cui nome è stato preso dall’italiana cittadina di Narni, nella Provincia di Terni. L’influenza del mondo latino deriva dalla formazione universitaria dell’autore Lewis, il quale iniziò la sua carriera di scrittore con una cattedra a Cambridge. I riferimenti alla mitologia greca e latina sono spiccati ma fanno parte di un disegno più ampio che includeva la volontà dello scrittore di parlare all’universo dei più piccoli. Il suo grande senso religioso lo spinse a realizzare un’opera capace di esprimere la religione cristiana attraverso chiari riferimenti allegorici dipanati nella storia per essere compresi non soltanto da un’età più matura ma anche dai bambini.

La creazione del mondo è stata metaforicamente ricostruita dall’inizio (Il nipote del mago, uno dei libri della serie) fino alla fine (L’ultima battaglia, episodio conclusivo). I giovani protagonisti imparano a conoscere attraverso Aslan il Cristo della tradizione cristiana in una terra parallela (Narnia) in cui, nelle vesti di un leone, è morto, risorto, e compare solo se invocato.  Aslan guarisce le ferite e vive in un regno sconosciuto agli uomini, da cui non è possibile fare ritorno se non quando si giunge al termine della propria esistenza. L’immagine del leone come il Cristo che parla e insegna ai suoi proseliti viene palesata in un’affermazione di Aslan nel finale del film, in cui rivolgendosi ad Edmund e Lucy dice che soltanto ai bambini è concesso entrare a Narnia, per conoscere qui qualcosa che poi dovranno cercare, in forma diversa, nel mondo reale. Le cronache di Narnia contengono, dunque, un messaggio che certamente riporta ad un insegnamento fondamentale della memoria cristiana, in un particolare momento come quello dell’infanzia, in cui l’approccio ad una dimensione religiosa sembra non essere così semplice.

 

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