CINEMA/ Con Woody Allen “Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni”

Al quarantesimo lavoro cinematografico, Woody Allen lascia nel cassetto la sua solita ironia per dedicarsi ad un film che potrebbe sembrare una commedia ma altro non è che un dramma nascosto nella regia di un nuovo Allen.

di Alice Coccia

woody-allen-sul-set-del-film-you-will-meet-a-tall-dark-stranger-166820Londra torna ad essere la location scelta da Woody Allen per il suo ultimo film, Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni (You will meet a tall dark stranger). Una Londra che stavolta mescola i problemi e le ansie di persone comuni con il desiderio di trovare una meta al loro peregrinare. Il tutto segue il filo conduttore della chiaroveggenza di Cristal (Pauline Collins).

Alfie (Antony Hopkins), colpito da una “crisi senile”, lascia sua moglie Helena (Gemma Jones) alla soglia dei cinquant’anni di matrimonio per riprendere la sua vita da giovincello al fianco di una sorta di barbie senza cervello. Helena affronta la situazione con l’alcool e trova conforto nelle parole di una cartomante che, per caso o per intuito, prevede le vite di chi la circonda.

Le continue incursioni di Helena in casa della figlia Sally (Naomi Watts) ci portano a scoprire la crisi matrimoniale tra la giovane donna e il marito Roy (Josh Brolin), uno squattrinato scrittore che, dopo un primo successo nel mondo editoriale e un paio di fallimenti successivi, si ritrova chiuso in casa a cercare la conclusione per il suo ultimo libro. Le loro vite si complicheranno attraverso una serie di incomprensioni e imprevisti che sembrano poter giungere ad una conclusione ma non fanno altro che tenere in piedi delle illusioni.

In realtà nel corso dell’intero film i vaticini di Cristal non fanno altro che anticipare quello che accadrà nel prossimo futuro. L’insuccesso del nuovo libro di Roy, la cotta di Sally per il suo datore di lavoro Greg (Antonio Banderas), l’esistenza di possibili e infinite realtà ancora da vivere sono più volte anticipate da Helena. Solamente che le parole della donna non vengono mai prese seriamente in considerazione proprio perché vaghe e costruite su basi infondate. In verità sarà proprio la folle Helena a trovare la giusta strada da seguire, poiché consapevole dell’evanescente indeterminatezza del vivere.

Il film si apre e si chiude con le parole shakespeariane sull’essenza della vita, sull’impossibilità di raggiungere una definitiva certezza e tranquillità nel mondo reale. Tutto sembra essere destinato a restare sospeso nei continui flussi temporali dell’esistenza stessa, mettendo i soggetti dinanzi alla possibilità di essere più persone in più vite differenti. Nell’esatto momento in cui i personaggi pensano di aver trovato una soluzione ai loro problemi, alla loro felicità o infelicità, Woody Allen li catapulta ancora una volta in nuove circostanze fortuite e inaspettate.

Il regista mette stavolta a riposo la solita ironia del Woody Allen che tutti noi conosciamo per dedicarsi ad una pellicola che sulle prime potrebbe non lasciare entusiasta lo spettatore, ma che porta a riflettere.

La verve, l’intelligenza e la particolarità dei suoi precedenti dialoghi sono stati accantonati per un dramma che, seppuranthony-hopkins-con-naomi-watts-in-you-will-meet-a-tall-dark-stranger-161278mascherato dalla parvenza di una commedia, resta pur sempre un dramma.

Delusione a parte nel trovare un Woody Allen diverso da come tutti lo ricordano, lo spettatore potrebbe restare insoddisfatto del film anche perché non concluso, o meglio, caratterizzato da un finale aperto che non è dato a noi conoscere.

Le storie di Sally, Roy e Alfie, infatti, quando sembrano prendere una strada risolutiva vengono magistralmente riaperte dal regista e lasciate sospese nella fantasia dello spettatore.

Se riflettiamo un momento sul film, è possibile rendersi conto di come gli stessi sentimenti d’insoddisfazione e di attesa che il pubblico ha creato intorno alle storie narrate, sono nient’altro che gli stessi provati dai protagonisti del film per l’illusione di essere giunti ad una fine che però non esiste.

Almeno in questo non si può certo dire che Woody Allen abbia fallito!

 

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