CINEMA/ 28º edizione del Torino Film Festival: un altro traguardo del Cinema italiano

Il 26 novembre Torino ha aperto le sue porte ad un’altra meravigliosa kermesse di stampo italiano ma di eco internazionale, che celebrerà la bellezza del cinema fino al 4 dicembre. Seguendo lo stile di molte manifestazioni cinematografiche, anche a Torino la sezione più importante, TORINO 28, diretta dal regista Marco Bellocchio, si concentra sui giovani, per dare modo che il loro talento inizi a farsi strada nel panorama filmico nazionale ed internazionale.

di Alice Coccia

Torino_Filmfestival.fotoLa celebrazione del cinema italiano inizia a Torino nel 1983 grazie ad una commistione di registi, autori, e strutture specializzate in attività di produzione e post-produzione come Film Commision Torino Piemonte e Virtual Reality & Multimedia Park (un centro tecnologico dotato di tecnologie all’avanguardia nel campo degli audiovisivi), che hanno dato un lauto contributo alla creazione del Film Festival.

Torino è già da molti anni una città in vista sotto il profilo cinematografico, in quanto ospita sin dal 1953 il Museo nazionale del Cinema, un nucleo di antiche e moderne collezioni sulla storia e le tecniche del cinema.

Le cifre della rassegna sono come sempre notevoli. Circa 234 è il numero dei film che sfileranno durante l’intera kermesse, di cui 24 anteprime internazionali, 973 anteprime italiane e 30 anteprime mondiali, circoscritti in varie sezioni contraddistinte per particolari tematiche, generi e tecniche. anteprime europee,

Seguendo lo stile di molte manifestazioni cinematografiche, anche a Torino la sezione più importante, TORINO 28, diretta dal regista Marco Bellocchio, si concentra sui giovani, per dare modo che il loro talento inizi a farsi strada nel panorama filmico nazionale ed internazionale.

Gli autori concorrenti presentano la loro seconda o terza produzione cinematografica per un totale di sedici opere inedite in Italia.

Tra i film partecipanti a TORINO 28: The Bang Bang Club di Steven Silver, The Infidel / Infedele per caso di Josh Appignanesi, Vampires di Vincent Lannoo, Winter’s Bone di Debra Granik, Les Signes Vitaux di Sophie Deraspe, Four Lions di Christopher Morris, White Irish Drinkers di John Gray.

FESTA MOBILE, costituita quest’anno da circa 30 titoli inediti in Italia, è una sezione molto interessante poiché racchiude tutti quei film che, nonostante non siano riusciti a far parte di TORINO 28 per diverse motivazioni (mancanza dei requisiti tecnici, notorietà dell’autore, presentazione in concorso in un Festival straniero) rappresentano particolari novità, film di successo della stagione e stimolanti anteprime. La sezione si articola in due parti: Paesaggio con figure dedicata ad uno stile documentaristico del film mostrando un nuovo aspetto del riprendere la realtà  e Figure nel paesaggio dove viene invece privilegiata la finzione propria della settima arte.

RAPPORTO CONFIDENZIALE è un luogo d’incontro per i più svariati argomenti cinematografici toccando anche temi sociali e di attualità che cambiano di anno in anno seguendo gli stimoli del mondo contemporaneo. Possono essere lavori di autori internazionali ma ancora sconosciuti, generi che passato un cauto periodo di indifferenza ritornano in auge nel cinema o argomenti sociali e culturali che accomunano diversi cineasti ed autori. Il 2010 è all’insegna dell’horror, che viene riproposto dopo qualche anno di silenzio in opere inedite di giovani registi. Negli 8 titoli horror presentati quest’anno, The Ward di John Carpenter, di nuovo sugli schermi nove anni dopo il famoso Ghosts from Mars, è il filo guida di tutti gli altri lungometraggi di RAPPORTO CONFIDENZIALE, chiudendo lo spettatore all’interno di una clinica psichiatrica disturbata da segreti e minacce.

ONDE, composta da 11 corti e 12 lungometraggi è ancora una volta una sezione di giovani che mescolano una serie di forme particolari, per non dire innovative, nell’incrocio tra il cartoon e l’horror, body-art e teatro, porno e documentario, musica e poesia per continuare verso altre “ricerche sperimentali”. Ad accompagnare le opere una retrospettiva sulla Cooperativa Cinema Indipendente degli anni ’70, dagli esordi nel 1965 fino al 1973, affiancata ad una mostra allestita nella Videoteca della GAM torinese. Il tutto presentato da un excursus sul cinema underground italiano di Massimo Bacigalupo.

ITALIANA DOC, nata nel 2000 è una sezione dedicata al documentario italiano che nell’edizione 2010 propone 10 film che si contenderanno il premio per il Miglior Documentario Italiano e il fuori concorso Frammenti di un’altra quotidianità. Realizzato dai ragazzi di Maputo, il fuori concorso è il risultato di un laboratorio tenuto da una Onlus di Matera (Ass. Basilicata Mozambico ONLUS “Padre Prosperino Gallipoli”) a Maputo, in Mozambico.

ITALIANA CORTI e SPAZIO TORINO invece sono gli angoli del festival consacrati ai nuovi cortometraggi italiani, elevando il genere sullo stesso livello di qualsiasi altra forma cinematografica. Il primo è aperto a qualsiasi cineasta mentre il secondo è riservato solamente ai nati o ai residenti del Piemonte.

FIGLI E AMANTI. Sarà sicuramente capitato a tutti, almeno una volta nella vita, di essere catturati dal fascino di un film che ha fatto sognare trascinandoci tra le sue immagini oniriche. In questa sezione si vuole dare spazio proprio alla narrazione di una simile magia, riunendo alcuni tra i più noti registi che condivideranno con il pubblico del Torino Film Festival la loro esperienza, il legame e l’influenza che quel film ha sortito sulle loro successive opere.

L’ultima sezione, RETROSPETTIVE, è rivolta a John Huston e ai suoi oltre sessant’anni di variopinta carriera cinematografica, a partire dalla sua prima regia (Il mistero del falco, 1941), per rivolgere la sua attenzione al thriller (Giungla d’asfalto, 1950), al film d’avventura (Il tesoro della Sierra Madre,1947, La Regina d’Africa, 1951), di guerra (La prova del fuoco, 1951), al dramma (Gli spostati, 1960) e al western (Gli Inesorabili, 1960). Alla soglia dei settant’anni Huston non aveva ancora deciso di mettere a riposo il suo talento e s’impegnò nelle riprese di L’uomo dai sette capestri (1972) Città amara (1971) La saggezza del sangue (1979) L’onore dei Prizzi (1985), L’uomo che volle farsi re (1975).

Tra gli appuntamenti da non perdere ci sono anche gli omaggi al regista cult Vitalij Kanesvkij, a Claude Chabrol e a Corso Salani.

Il Torino Film Festival si articola, inoltre, in una serie di premi da assegnare alle varie produzioni filmiche in concorso, che arricchiscono e rendono unica una delle più originali kermesse cinematografiche segnate negli annali della storia del cinema.

 

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