BREAKING DAWN/ Parte 1, e la saga Twilight continua…

di Alice Coccia

Il 16 novembre è entrato nelle sale cinematografiche italiane, il quarto episodio della saga che continua a impazzare tra i giovani sognatori di tutto il mondo: Breaking Dawn – Parte 1. L’ultimo atto (prima parte) della saga Twilight ha già incassato in Italia 6.240.599 euro solo nel weekend e 8.993.267 euro in cinque giorni. Cifre esorbitanti anche in America, dove Breaking Dawn-Parte 1 ha guadagnato nel weekend di apertura 139 milioni e mezzo di dollari, diventando uno dei film che ha riscosso di più al botteghino internazionale.

 

Kirsten Stewart e Robert Pattinson sono ancora una volta i protagonisti di una saga iniziata timidamente 4 anni fa: la sagabreaking-dawn-1 Twilight. Una storia d’amore, avventura, fantasia che affonda le sue radici nell’inconscio collettivo di milioni di teenager (e non solo), affascinate dall’assaporare sentimenti di epoche e mondi decisamente lontani da noi.

Una storia quella di Edward Cullen (Robert Pattinson) e Bella Swan (Kristen Stewart) che va ben oltre la semplice pellicola fantasy alla “Harry Potter” che, ad ogni modo, ha appassionato i lettori di mezzo mondo. In quel caso il pubblico era rimasto ammaliato dalle avventure di un maghetto timido e allo stesso tempo coraggioso, immerso in incantesimi e magistrali effetti speciali.

Un sentimento quello per Harry Potter intriso di curiosità e tenerezza per quello che, magie e coraggio a parte, era solo un bambino rimasto orfano alla nascita.

 Breaking Dawn – Parte 1, invece, corre su un binario completamente diverso, in cui solo gli immancabili ed eccellenti effetti speciali possono essere l’anello di congiunzione con il piccolo maghetto. Breaking Dawn – Parte 1 è il penultimo tassello di un puzzle destinato prima o poi ad essere finito.

La saga Twilight divide il suo pubblico tra giovani ragazze, affascinate dall’attraente vampiro Edward o dall’istintivo licantropo Jacob (Taylor Lautner) e una psicologia che va ben oltre la semplicistica storiella di passaggio con i bellocci del momento.

L’intera avventura Twilight diventa uno scrigno fatto di sogni, in cui molti trovano il loro rifugio o una via di fuga dai problemi della vita quotidiana.  Un universo in cui sopravvive quell’amore d’altri tempi, un amore platonico e fisico ma impossibile da coronare se non fino al matrimonio.

 È il sentimento tra il vampiro Edward e l’umana Bella l’unica chiave di lettura della mania Twilght, un sentimento che sembra superare ogni barriera e difficoltà “fino a quando entrambi vivranno”. Un amore etereo con Edward ma anche un amore terreno con il licantropo Jacob, un affetto tra passione e amicizia che lega Bella e Jacob fin dall’inizio. L’altra faccia dell’amore si potrebbe definire, quella più carnale e terrena, intensa al punto tale da mettere in discussione il nobile Edward. Due scelte opposte che si risolvono in un triangolo amoroso, iniziato nei film precedenti e concluso con Breaking Dawn.

 Parlando della produzione dell’ultimo film, però, le cose non sembrano coincidere perfettamente con lo spirito del romanzo. Quest’ultimo episodio ha palesato chiaramente come la distanza tra cinema e letteratura può essere, a volte, davvero notevole.

In Breaking Dawn – Parte 1 viene filtrato un ricettacolo di emozioni che, però, a sentire gli amanti del fantasy ha preso, in maniera affatto equilibrata, il sopravvento per 2 ore intere di film.

A giudicare Breaking Dawn non sembrerebbe affatto un fantasy dalla dimensione vampiresca (e non solo). Nell’ultimo episodio di Twilight, il regista Bill Condon e la sceneggiatrice Melissa Rosenberg, si sono abbandonati più a una soap opera giovanile che a un racconto fantasy.

A risentirne è stata soprattutto l’andatura del film stesso: lenta e priva del pathos che, invece, trapelava dalle pagine del libro. Uno spessore dialogico decisamente inferiore rispetto ad altri film dal sapore vampiresco, come ad esempio Intervista col vampiro di Neil Jordan o Dracula di Bram Stoker. Siamo ben lontani dalla profondità del romanzo di Stephanie Meyer che, seppur privo dei muscolosi e perfetti bellocci della nuova Hollywood, riesce ad immergere il lettore in un’atmosfera fantastica ed emozionante.

Bill Condon, premio oscar e vincitore di molti premi per varie produzioni, sembrerebbe aver fatto un buco nell’acqua con Breaking Dawn – Parte 1, trasformandolo in una spenta telenovela da teenager neanche troppo moderne.

 Un errore dovuto, forse, anche all’accanimento nel mettere sempre al primo posto il dio marketing per sfruttare il più possibile una macchina da guadagno come la saga Twilight.

Del resto lo stesso sbaglio ricorre spesso nella filosofia hollywoodiana. Basti pensare all’ultimo atto di Harry Potter dove, nonostante le sette pellicole rateizzate in altrettanti anni e gli eccezionali effetti speciali, ha lasciato scontenti molti fan della saga proprio per la spaccatura dell’ultimo capitolo.

 Sul finale di Breaking Dawn – Parte 1 iniziamo a ricordare che in fondo i veri protagonisti del film sono vampiri e licantropi. Bill Condon, infatti, nelle ultime scene, ha deciso di regalare agli appassionati di fantasy qualche scena di suspense.

L’entrata in scena di un “nuovo” personaggio, il ritorno dei Volturi, un altro capo tra i licantropi, rimettono le carte in tavola proprio nelle ultime scene, dove si ristabiliscono ruoli trascurati e sentimenti, che fanno sperare di riscoprire, nella seconda parte di Breaking Dawn, il vero senso di un film fantasy…

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