BIOGRAFIA/ Cinema, omaggio a Dino De Laurentiis, il Cecil B. De Mille italiano.

Il cinema italiano ed internazionale piange la morte di uno dei più grandi produttori cinematografici di sempre. In 60 anni di carriera ha prodotto più di 600 film e vinto 59 premi internazionali. Una biografia ricca, sfortunata a tratti, ma sempre molto magica.

di Alice Coccia

ddlGiovedì 11 novembre il cinema s’inchina per l’ultimo saluto ad una delle più grandi personalità della produzione cinematografica: Dino De Laurentiis.

Il famoso produttore italiano si è spento a Los Angeles (California, USA) all’età di 91 anni lasciando un altro spazio vuoto nel buon cinema del passato.

Dino De Laurentiis (il cui vero nome è Agostino De Laurentiis) nasce a Torre Annunziata l’8 agosto del 1919 da padre finanziere (in seguito proprietario del Pastificio Moderno a Torre Annunziata) e da madre proprietaria di un negozio di farine nel quale anche Dino lavorò per un periodo come commesso fino al termine dei suoi studi liceali. Nel 1937-38 si trasferì nella capitale romana, la quale gli offrì l’opportunità di studiare recitazione nel Centro Sperimentale di Cinematografia.

Dopo un inizio di carriera come comparsa in alcuni film come Batticuore, Grandi magazzini di Mario Camerini e Orologio a cucù di Camillo Mastrocinque, finanzia nel 1941 L’amore canta di Ferdinando Maria Poggioli, che gli apre la strada al mondo della produzione cinematografica. Nel 1942 infatti il direttore della Lux Film di Roma, Maggiorino Gatti, convoca De Laurentiis per offrirgli il ruolo di produttore esecutivo della casa di produzione. Tale opportunità rappresenterà per lui il  trampolino di lancio per un indiscutibile successo. Ma come si dice: “Alti” nel lavoro e “Bassi” nell’amore.

Il suo primo matrimonio con Bianca Maria De Paolis, figlia di un direttore di banca, sarebbe stato destinato a fallire. Divorziò infatti in Svizzera nel 1966. Nel frattempo conobbe Silvana Mangano sul set di Riso Amaro (1948) di Giuseppe De Santis, con la quale iniziò un’importante relazione sentimentale destinata a sfociare in un secondo matrimonio dal quale nacquero quattro figli: Raffaella (produttrice), Veronica (attrice), Francesca e Federico (morto nel 1981 a seguito di un incidente aereo in Alaska). La tragedia familiare portò alla depressione della Mangano, la quale si ritirò in una triste solitudine aspettando la sua morte che avvenne nel 1989 per tumore allo stomaco.

La sfortunata vita privata del produttore è stata bilanciata da un’eccellente carriera professionale. Nel 1948 fonda la Ponti-De Laurentiis insieme al suo collaboratore Carlo Ponti con il quale inizia a produrre i suoi primi capolavori quali Napoli milionaria (1950) di Eduardo De Filippo, Guardie e ladri (1951) di Mario Monicelli, Europa ’51 (1952) di Roberto Rossellini, L’oro di Napoli (1954) di Vittorio De Sica, Guerra e Pace (1955) di King Vidor. Ma i due Premi Oscar per il miglior film straniero arrivarono con le produzioni di due film del noto regista Federico Fellini: La strada (1954)  pellicola grazie alla quale conquistò, insieme a Carlo Ponti, il Nastro d’Argento come miglior produttore e Le notti di Cabiria (1957) che si aggiudicò nuovamente il Nastro d’Argento e il David di Donatello sempre per la produzione.

Il produttore dà voce e luce nel 1964 ad un suo brillante sogno. Costruisce nei dintorni di Roma gli studi cinematografici Dinocittà che saranno fino al 1972 luogo d’incontro di alcune tra le migliori produzioni mai realizzate finora, tra cui La Grande Guerra di Mario Monicelli (1959) e Tutti a casa (1960) di Luigi Comencini con cui riuscì a guadagnare il secondo David di Donatello.

Con gli anni ’70 in Italia arrivò la legge Corona che concedeva sussidi solamente a film composti da una produzione 100% italiana. Le nuove disposizioni legislative portarono De Laurentiis ad abbandonare la sua patria per trasferirsi negli Stati Uniti nonostante non conoscesse una sola parola inglese, secondo quanto dichiarò in un’intervista.Dino-De-Laurentis

In America costruì una seconda vita di successi, a cominciare da I tre giorni del Condor (1975) di Sidney Pollack, Serpico (1973) di Sidney Lumet, Conan il Barbaro (1982) di John Milius, i remake di King Kong (1976) e Il Bounty (1984) di Roger Donaldson, oltre ai meravigliosi L’anno del dragone (1985) di Michael Cimino e Velluto blu (1986) di David Linch.

Con gli anni ’90 arriva anche il suo terzo matrimonio con Martha Schumaker, insieme alla quale ha prodotto Codice Magnum, Fenomeni paranormali incontrollabili, L’occhio del gatto, La finestra della camera da letto e Crimini del cuore candidato all’Oscar.

Nel 2007 conclude la sua vita da “scopritore di film” con Hannibal Lecter – Le origini del Male di Ridley Scott dopo aver seguito personalmente i precedenti capitoli. In ogni Paese in cui andavo tutti volevano sapere perchè (Hannibal) era diventato così – spiegò il produttore in un’intervista – quali sono le origini della sua cattiveria, quali sono le origini del male. Con tali parole De Laurentiis racconta il cammino percorso verso la sua ultima produzione cinematografica; con la sua morte richiama il cinema nazionale ed internazionale a preservare gelosamente negli archivi della memoria i passi di un indimenticabile talento.

 

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