Benvenuti al Sud: il film di Luca Miniero, remake da record

Luca Miniero torna sugli schermi cinematografici con il remake da record Benvenuti al Sud: nella seconda settimana il film tocca gli 11 milioni d’incassi.

di Alice Coccia

benvenuti_al_sud“Quando un forestiero viene al sud piange due volte: quando arriva e quando parte”. Quando poi anche noi ci ritroviamo immersi nel clima genuino e goliardico meridionale capiamo che le nostre lacrime sono il risultato di un film ben riuscito.

L’ultimo lavoro di Luca Miniero, Benvenuti al Sud, ha catturato la simpatia e il riso del suo pubblico. Il regista racconta la storia di Alberto (Claudio Bisio), un direttore postale della Brianza il cui sogno è quello di essere trasferito con la famiglia (Angela Finocchiaro nel ruolo della moglie) nella sua adorata Milano. Il posto da direttore è proprio lì che lo aspetta, se non fosse che l’unico modo per ottenerlo sia quello di fingersi disabile. La messa in scena però non va a buon fine e viene costretto a lavorare per due anni nel luogo a lui più lontano per cultura, la Campania. Con la Lombardia nel cuore Alberto inizia la sua avventura nel paesino di Castellabate. Dopo le iniziali remore e le sospettose riflessioni, il direttore milanese abbandona ogni suo pregiudizio sul tanto vituperato Sud e impara ad apprezzare e a godersi le gioie di una vita serena. Il punto di forza del film deriva dalla spiccata contrapposizione di due opposte culture del vivere. La città lombarda, sinonimo di ordine e rigore, dove la giacca e la cravatta sono il simbolo della massima autorevolezza e “serietà” lavorativa (eccezion fatta per i piccoli favori concessi agli amici!). Il paesino campano, invece, rappresentazione più lontana dalla riservatezza milanese, è il prototipo della vita “collettiva”. Le porte della quotidianità vengono spalancate per accogliere anche le più diffidenti diversità di chiunque. Tale antitesi esplode in una fragorosa risata nel momento in cui i due orizzonti s’incontrano. Se poi aggiungiamo un eccezionale cast di comici il divertimento è assicurato.

La rassegnata duttilità di Claudio Bisio, la maniacale apprensione di Angela Finocchiaro, l’impulsivo e ingenuo carattere dell’istrionico Alessandro Siani infondono alla pellicola un’autenticità e un diletto che ormai non vedevamo da tempo. Per non parlare dei personaggi di contorno che arricchiscono con i loro stereotipi dialettali, culinari e caratteriali la ludica narrazione.

Verrebbe naturale pensare che l’idea di una così spiccata contrapposizione Nord-Sud, di stampo squisitamente italiano, provenga da una mente altrettanto italiana.

In realtà il soggetto di Miniero è stato già proposto in un altro lungometraggio. Benvenuti al Sud è infatti il remake di una pellicola francese, Bienvenue chez le Ch’tis, giunto in Italia con il titolo Giù al Nord. Il film, confezionato nel 2008, venne diretto da Danny Boon che al suo secondo lavoro s’improvvisò anche sceneggiatore e attore. In questo caso il direttore postale viene spostato al Nord della Francia, rinomato per essere una regione gelida e inospitale, scansata dalla considerazione di tutti.

Nonostante la diversità dei luoghi, dei dialetti  e dei costumi tra le due pellicole, la morale del plot è la peculiarità che le accomuna e non le rende superficiali, pur se proposte in un’atmosfera goliardica.

I comuni cliché, i pregiudizi e le paure di una diversità sempre più sconosciuta sono affrontati e risolti proprio dalla semplicità dell’ignoto. È così che i due film tengono a sottolineare, per non dire acclamare, il loro Benvenuto ad un forestiero e sconfinato pubblico.

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