Adèle e l’enigma del Faraone: torna il cinema di Luc Besson

Con Adèle e l’enigma del Faraone la variegata filmografia di Luc Besson si arricchisce di un nuovo tassello. Ecco il primo episodio di una trilogia fantasy.

di Alice Coccia

Il poliedrico regista francese, Luc Besson, torna nuovamente sugli schermi cinematografici dopo diverse esperienze di cinema dedicate all’animazione 3D.

Le recenti regie (Arthur e il popolo dei Minimei– 2006, Arthur e la vendetta di Maltazard– 2009, Arthur e la guerra dei due mondi– 2010) sposano infatti il filone tridimensionale delle produzioni filmiche. Nel suo ultimo lavoro Besson propone al pubblico cinefilo una nuova trilogia, il cui primo episodio, Adèle e l’enigma del faraone, è in programmazione nelle sale italiane dal 15 ottobre.

Adele_BlancSecLa “mamma di Indiana Jones”, così definita dallo stesso Besson, è Adèle Blanc-sec (Louise Bourgoin), una giovane e determinata scrittrice che vive nella Parigi del 1912, impegnata nel raggiungere ad ogni costo i propri obbiettivi. Il suo principale e personale scopo la conduce in Egitto alla ricerca di un sarcofago che custodiva la mummia di un importante medico alla corte del faraone. La ricerca di Adèle è però collegata al risveglio, nel museo del Jardin des Plantes, di uno pterodattilo che semina il terrore tra i cittadini di Parigi. Tornata in patria l’intrepida protagonista dovrà risolvere l’enigma del faraone per riportare la normalità nella sua adorata città.

Il regista si lascia alle spalle una variopinta filmografia che abbraccia una diversità di generi cinematografici a cominciare dal thriller Nikita (1990), il drammatico Léon (1994) per continuare con la fantascienza de Il quinto elemento (1997) e la storicità di Giovanna d’Arco (1999). Notevole sono anche le sue produzioni come sceneggiatore; tra le più note: Bandidas (2006), The Transporter 2 e 3 (2002-2008), Angel-A (di cui anche regista), Revolver (2005), Danny the dog (2005) e molte altre.

Besson ha deciso da qualche anno di dedicarsi alla scoperta di quei generi filmici che racchiudessero l’opportunità di raggiungere anche un pubblico più giovane, tagliato fuori dalla crudezza dei suoi precedenti lungometraggi.

Ecco dunque che dopo il 3D di Arthur, il regista francese racconta di una moderna ed “estemporanea” donna, balzata adeleblancsec_di_Jacques_Tardifuori dalle pagine di un fumetto da cui Besson fu attratto sin dalla sua prima lettura all’età di sedici anni. Jacques Tardi, autore nel 1976 della serie fumettistica Le straordinarie avventure di Adèle Blanc-Sec concede, con qualche iniziale remora, di portare avanti un progetto cinematografico basato sulle avventure della sua Adèle.

Giudizi tutto sommato positivi giungono dall’universo della critica francese che ha esaltato il lato umoristico e brillante della narrazione. Qualche pecca può essere notata nella qualità dialogica della sceneggiatura, stilata dallo stesso regista, e nella connessione storico-temporale tra alcuni elementi all’interno del film. Nel museo del Louvre, ad esempio, si vede la statua di Luigi XIV realizzata dal Bernini che in realtà è stata installata nel museo parigino solamente verso la fine del XX secolo.

Gli incassi dei botteghini italiani fanno da eco ad un divertimento generale del pubblico di Adèle che ha trasportato, come solo Indiana Jones ha mai saputo fare, i suoi esploratori attraverso le avventure e gli enigmi di affascinanti stereotipie senza tempo.

 

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