MOVIMENTO NO TAV/ Alberto Perino: “Diremo basta ai presidi quando loro rinunceranno a quest’opera inutile”

di Carmine Gazzanni

Quella con Alberto Perino, leader del Movimento No Tav, è una discussione accesa, non sempre condivisa, ma viva. Sincera. Di un uomo che lotta per il suo territorio, per la sua gente. Con la sua gente. Abbiamo fatto con lui il punto della situazione, abbiamo cercato di capire quale sia, oggi, la situazione in Val Susa. Ma abbiamo parlato anche del silenzio delle istituzioni, del motivo per cui queste evitano un confronto, delle violenze subite da quelle che Perino chiama “truppe di occupazione”, delle vetrine rotte, del gomito ingessato, delle infiltrazioni mafiose, delle minacce che lui stesso ha ricevuto. E della stampa. Con una sconvolgente rivelazione: ci hanno raccontato di due cronisti de Il Corriere della Sera aggrediti (uno dei due col naso rotto). E invece …

ALBERTO_PERINOAlberto, com’è oggi la situazione in Valle, soprattutto considerando il fatto che non c’è ancora un progetto esecutivo per l’opera?

Esatto. Ad oggi non c’è un cantiere. C’è semplicemente un recinto entro  il quale ci sono le forze dell’ordine. E questo è un fatto estremamente grave perché non c’è un cantiere, non c’è un progetto. Praticamente non c’è niente. Ci sono solo truppe di occupazione che sono asserragliate in Valle.

Sembra assurdo, però, che tutti i gli abitanti dei paesi della Valle si siano opposti all’opera. Qual è la situazione nei paesi? Tutti d’accordo nel manifestare o ci sono varie correnti?

Le dico solo questo. Sabato scorso c’è stata una manifestazione indetta dagli amministratori, quindi dalla comunità montana, dai sindaci dei vari comuni della valle e dal movimento No Tav. A questa manifestazione hanno partecipato molte decine di migliaia di persone. Per chi non ci credesse, ci sono i video su youtube che lo provano. C’erano sei chilometri di colonna in marcia.  Ora, sei chilometri di persone che camminano su una strada statale … lascio fare a lei il conto di quante persone fossero.

Com’è stata questa manifestazione? Ci sono stati atti di violenza?

La manifestazione è stata bellissima, era colorata, era allegra. Nonostante il governo abbia spazzato via tutto quello che c’era in quest’area. Nonostante l’abbia occupata. Nonostante abbia quasi ammazzato un nostro compagno (Luca Abbà, ndr) perché gli sono corsi dietro su per un palo dell’alta tensione, lui è caduto da una quindicina di metri, è stato in coma per una settimana, miracolosamente si sta riprendendo. Speriamo davvero che sopravviva, senza troppi danni permanenti.

La gente, però, non è tranquilla …

La gente è incazzatissima. La gente è scesa in strada e davanti ad un sopruso ha occupato la valle per sette giorni.

Ma allora si può parlare, in Val Susa, di una situazione che rasenta – scusi la forza del termine – la guerra civile?

No perché noi non facciamo la guerra. Noi stiamo subendo un’invasione. Questo è un fatto piuttosto grave.

Ma le istituzioni vi ascoltano? Pochi giorni fa è venuto anche Napolitano a Torino …

I sindaci della nostra comunità hanno chiesto al Presidente della Repubblica, quando è venuto a Torino per chiudere i festeggiamenti dei centocinquant’anni dell’Unità d’Italia, un incontro. Il Presidente si è rifiutato di riceverli dicendo che erano questioni tecniche e che lui sulle questioni tecniche non rispondeva. In realtà i sindaci l’avevano cercato per parlare della situazione nella Val di Susa, siccome negli ultimi giorni Napolitano aveva sproloquiato parecchio sulla situazione in Valle. Questa è una cosa estremamente grave: lui sproloquia, lancia dei giudizi, però rifiuta un incontro davanti ad amministratori e cittadini di cui lui parla e che gli chiedono un incontro. Questo è un fatto estremamente grave.

Rimaniamo sulla questione politica. Ci tolga una curiosità: quali sono i politici che l’hanno delusa in questo periodo e chi, invece, è stato vicino al movimento?

In Val di Susa c’è uno striscione che recita: “non ci sono governi amici”. Siccome il Tav serve solo per finanziare i partiti politici e le mafie, ovviamente tutti i partiti politici sono sempre stati perfettamente allineati e coperti su questa grande opera. Noi a suo tempo abbiamo avuto un po’ di solidarietà dai Verdi e da Rifondazione Comunista, ma un po’ dico. Non più di tanto. Quando erano al governo hanno detto delle cose molto brutte e hanno votato cose molto brutte. A questo punto noi non ci sentiamo abbandonati dalla politica. Sappiamo che la politica è interessata a queste grandi opere perché ne trae sostentamento. Questo non lo dico io, ma lo dice soprattutto Ferdinando Imposimato nel suo libro “Corruzione ad alta velocità”.

Governo Monti. Abbiamo sentito circa una settimana fa il filosofo Gianni Vattimo, presente anche lui a Bussoleno. Ci ha detto che “bisogna buttare a mare Monti”. Politicamente s’intende. Le sembra un’analisi condivisibile?

Noi siamo assolutamente convinti che il Governo Monti sia il peggior governo della storia repubblicana. Questo è un governo assolutamente illegittimo, non votato da nessuno, un governo che è stato voluto dal Presidente della Repubblica a nome dei banchieri e della grande finanza. Il fatto grave è che gli italiani continuano a non accorgersene.

Ma perché secondo lei la politica continua ad evitare un confronto, sebbene voi lo chiediate da tempo?

La politica evita il confronto perché non ha alcuna motivazione tecnico-scientifica valida. Quest’opera non trova alcuna giustificazione. Sanno solo dire che se non si fa quest’opera l’Italia e il Piemonte sono isolati dal resto d’Europa. Questa è una cazzata tremenda. Innanzitutto l’Italia ha un arco alpino che è attraversato e mette in collegamento con l’Europa. Ma la cosa grave è che nella nostra valle c’è già una ferrovia elettrificata a doppio binario, ammodernata nel 2011 che collega Torino con Lione, su cui possono passare tutti i tipi di vagoni, container compresi. Questo dalla parte italiana. La parte francese, invece, volutamente è stata sbagliata nell’ammodernamento, per cui all’interno della galleria del Frejus i container possono passare solo a senso unico, ma solo nella parte francese. Nella parte italiana i container passerebbero comunque. Ma il problema è anche un altro: è che già oggi sulle linee che ci sono, sull’autostrada ferroviaria, il traffico è limitato, non ci sono più container da far viaggiare. Sono pochi. Non solo. Noi in Valle abbiamo un’autostrada, due strade provinciali e queste vanno tutte in Francia. Allora, uno dice: “cari ragazzi, ma come fate a dire che siamo tagliati dal resto del mondo se in realtà abbiamo tutte queste vie di comunicazione?”. E in un periodo di crisi, come vi viene in mente di buttare tutti questi soldi per un’opera inutile?

Riconoscerà, però, che quella che si sta verificando in Val Susa è una semplificazione deviante e anche ingiusta: i manifestanti sono tutti buoni e le forze dell’ordine tutti cattivi …

Guardi, noi partiamo da un principio un po’ diverso. I manifestanti sono attaccati e cercano di difendersi nel modo più non violento possibile. I poliziotti, anche quando ci parliamo insieme, poi si scatenano se danno loro l’ordine di aggredire, di attaccare. E attaccano. Qui sono successe cose assurde: lunedì sera quando siamo andati ad occupare l’autostrada, hanno sparato un mare di lacrimogeni e ci hanno rincorso all’interno del paese. Questo è un fatto gravissimo perché loro dovevano difendere l’autostrada, non aggredire la gente. Ma il fatto ancora più grave è successo mercoledì sera quando, dopo aver sgomberato l’autostrada in modo estremamente violento – a me hanno rotto un gomito ed ora è, grazie a loro, ingessato, più una serie di legnate su tutto il corpo per cui ho tutta la parte sinistra del corpo molto fracassata – hanno dato la caccia all’uomo e soprattutto alle donne anziane inermi in mezzo al paese. Sono andati a 500 metri di distanza da dove c’era l’autostrada. Hanno sfondato le vetrine di un bar. Ci sono i video che lo testimoniano. Capisce che a questo punto qui non si tratta di dividere i manifestanti tutti buoni e i poliziotti tutti cattivi: i poliziotti sono le truppe di invasione e i manifestanti sono semplicemente persone che difendono le proprie terre. Questo è il discorso.

Però a volte ci sono stati anche gesti di violenza …

Vede, ci dicono che noi dobbiamo isolare i violenti. Domenica è arrivato un pacifista, è arrivato Turi Vaccaro e ha ricevuto martedì un foglio di via perché deve andarsene dalla Val di Susa. Ci spieghino un attimo allora: arrivano le persone decise e devono essere allontanate dalla Val di Susa; arriva un pacifista convinto e gli danno il foglio di via. Ma si può sapere cosa vogliono? Vogliono che ci mettiamo a novanta gradi semplicemente per loro e per permettergli di continuare a sfruttare la gente per i loro interessi? Ma questa volta si sono sbagliati di grosso.

È indubbio, in effetti, che ci sono stati dei soprusi. E fa specie che a commetterli siano stati proprio coloro addetti al mantenimento dell’ordine.

Il problema è questo. Hanno occupato i terreni senza alcun supporto giuridico, fanno le ordinanze e non le rispettano. Questo non è più un Paese democratico e civile. Questa è una roba da Stato fascista.

Capitolo stampa. Qual è il giudizio sul servizio che sta offrendo in questi giorni la stampa? E’ possibile un discrimine tra coloro che stanno offrendo un servizio parziale e coloro che offrono un servizio imparziale?

Il problema non è tra coloro che offrono un servizio parziale e coloro che offrono un servizio imparziale. Il problema è la stampa libera e quella che sta con le mani legate. Siccome quest’opera è un’opera che serve a togliere i soldi dalle tasche dei cittadini e metterli in quelle dei soliti noti, che poi sono gli stessi proprietari di giornali e televisioni, allora capisce che a questo punto diventa estremamente complesso.

Però proprio alcuni giorni fa ci sono state delle violenze pesanti su due cronisti de Il Corriere

Guardi, le cose sono andate in maniera molto diversa da come è stato raccontato. Mercoledì pomeriggio due cineoperatori che stavano in Valle per conto de Il Corriere della Sera, sono stati allontanati con una certa durezza dalla zona del recinto, anche perché il giorno prima avevamo scoperto un’auto della polizia camuffata da furgone di formaggiaio con dentro tutti gli impianti per la rilevazione dei suoni a distanza, con dentro due signori che stavano facendo il loro lavoro di intelligence. Allora, i due cineoperatori sono stati ritrovati in un prato, non si capiva che cosa facessero: avevano una macchina coperta di antenne, questa macchina aveva un lampeggiante della polizia, avevano delle maschere antigas della polizia e, combinazione, quando uno dei nostri ha aperto lo sportello c’era un pulsante con scritto ‘sirena’, l’ha schiacciato e si è sentita la sirena della polizia. Questi personaggi sono stati fatti scendere e allontanati.

E poi cos’è successo? I giornali hanno scritto che uno dei due ha riportato una frattura al naso.

Si, hanno scritto che uno dei manifestanti avrebbe fratturato il naso a uno di loro e che questo sarebbe andato all’ospedale. Io sono andato a parlare con loro: non erano assolutamente in ospedale, nessuno dei due aveva un naso rotto, nessuno. Non era successo nulla di quello che avevano raccontato. Anzi: questi signori ci hanno detto testualmente: “sei noi fossimo stati al posto vostro e voi al posto nostro, noi ci saremmo comportati in modo molto meno non violento”. Quando abbiamo chiesto loro di ripetere queste parole in video in modo da poter rispondere e stoppare il rumore mediatico che stava uscendo con una storia assolutamente falsa, prima ci hanno detto di sì, poi si sono consultati con la proprietà per cui lavoravano e ci hanno detto che non l’avrebbero fatto perché la proprietà ha detto loro che se non l’avessero fatto, li avrebbe licenziati in tronco.

Assurdo.

Stanno cercando di metterci tutta l’Italia contro facendoci passare per terroristi. È l’unica strada che gli è rimasta. Ma noi non siamo dei terroristi, siamo della gente normale, che però ha le palle e resiste. E resistiamo da 23 anni, non da due giorni.

Passiamo alla minaccia “infiltrazioni mafiose”. C’è il rischio palese ci siano. Lei stesso è stato minacciato.

Io sono stato minacciato pesantemente circa un anno fa e mi hanno anche avvelenato il cane. Ultimamente, poi, hanno minacciato anche altri manifestanti.

Parliamoci chiaro: le infiltrazioni mafiose sono solo fandonie o c’è ben altro?

Sabato scorso, quando abbiamo fatto la grande manifestazione, su La Stampa è uscito un articolo sulle infiltrazioni mafiose nella Tav ed è saltato fuori che le due ditte che lavorano all’interno del cantiere – di cui una intanto è fallita – sono due ditte su cui sta lavorando la DIA per infiltrazioni della ‘ndrangheta e sono all’interno dell’indagine “Minotauro”. Come cavolo si fa a dire che non ci sono infiltrazioni quando poi si affidano a trattativa privata i lavori a queste due ditte che sono in odore di mafia? Non solo. Il Piemonte è la seconda regione per infiltrazione mafiosa. Questo lo dice la DIA.

Intanto continuerete con i presidi. Quando potrete dire “basta”? A che condizione potrete tornare a casa?

Le spiego. Sono 23 anni che dovrebbero iniziare con i lavori, non ci sono riusciti. Abbiamo impedito che mettessero anche un solo chiodo. Nel 2011 avevano previsto ben 96 sondaggi. Ne hanno fatti solo 35. Dovevano fare otto mila metri di sondaggi, ne hanno fatti appena 250 metri. Noi i presidi li abbiamo sempre fatti e continueremo a farli. Saremo ben contenti di sbaraccare tutto. Basta che loro rinuncino a fare l’opera. Noi abbiamo un solo obiettivo: farli rinunciare.

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