Vaticano nel caos, ma Papa Francesco continua le “pulizie” d’estate

papa bergoglio pulizie di primavera

Continua lo scontro al vertice in Vaticano, che vede impegnato in prima persona proprio il nuovo Papa che – dopo decenni di chiusura totale – sta cercando di portare un po’ di chiarezza e modificare gli aspetti “oscuri” dello Stato papale. Risultato: uno scandalo al giorno segna il ritmo delle “pulizie” d’estate.

 

Una partita a scacchi che, almeno per il momento non sembra avere vincitori. Quella che vede contrapposto Papa Francesco al nemico invisibile che da anni aleggia sul Vaticano e che si porta con se numerosi misteri d’Italia. Lo Ior. Una partita molto lunga e dura che lascia dietro di se una enorme scia di polemiche.

Come quella che vede coinvolto nel recente scandalo Monsignor Nunzio Scarano, o che nel Febbraio scorso aveva portato la polizia di frontiera a fermare per un controllo, all’aereoporto di Ciampino, l’avvocato Michele Briamonte, consulente dello Ior e monsignor Lucchini, braccio destro del Cardinal Bertone, fermo poi revocato visto che i due si oppongono mostrando loro un passaporto diplomatico. Figure di rilievo all’interno della curia. Operazione queste che, secondo fonti vicine al Vaticano, avrebbero tutte un comun denominatore, Papa Francesco.

Infatti, sarebbe proprio il Papa in primis a volere e pretendere questa pulizia, non solo di immagine, in quanto la gestione della banca vaticana era stata definita un pericolo comune, soprattutto dopo il positivo incontro con il Procuratore capo Francesco Pignatone. Dall’incontro tra i due sarebbe scaturita una sorta di patto d’acciaio che avrebbe portato all’arresto di Monsignor Scarano, facendo cadere quella sorta di intoccabilità che da sempre tocca i vertici vaticani e prendendo soprattutto serie distanze dalla ormai nota gestione Marcinskus.

Sembrano ormai distanti anni luce gli anni in cui lo Ior prendeva accordi con la P2 di Licio Gelli attorno al quale si sviluppava una trama oscura che coinvolgeva anche banchieri del calibro di Roberto Calvi e Michele Sindona, per non  parlare di mafia , poteri forti e chi più ne ha più ne metta.

Un filo comune che lega la mala gestione e gli scandali di quegli anni a quelli dei giorni nostri che coinvolgono Fiorani, Balducci, don bancomat, monsignor Franco Camaldo, Diego Anemone e l’arcivescovo di Trapani, Ninni Treppiedi e come abbiamo visto sopra anche altri. Ma a quanto pare questi scandali sembrano ormai destinati a fare spazio a una Chiesa diversa, voluta in primis da Papa Francesco. La partita è appena iniziata, chi vincerà?

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