Usura, arrestata la moglie di Vallanzasca. Renè aveva mantenuto rapporti con in clan

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Antonella D’Agostino avrebbe avuto un ruolo d’intermediazione tra il clan Torre e le vittime del pizzo.

 

C’è anche la moglie di Renato Vallanzasca tra i diciotto arrestati della Dda di Napoli che ha eseguito nella mattinata di lunedì una operazione anticamorra nel sud della provincia di Frosinone e nel Casertano. 
Gli agenti del commissariato di Cassino hanno eseguito i provvedimenti cautelari per associazione di stampo mafioso, usura ed estorsione, dopo la denuncia di alcune vittime del «pizzo» e i racconti di alcuni pentiti di camorra.

LA MOGLIE DI RENE’ – Secondo gli inquirenti, Antonella D’Agostino, moglie di Vallanzasca, sarebbe apparsa strettamente legata ai vertici del clan mondragonese La Torre, come anche ad alcuni esponenti del clan Esposito. Le indagini hanno consentito di ricostruire una lunga sequela di crimini, accertare un vastissimo giro di usura e di conseguenti estorsioni. Emerge che anche una impiegata dell’Asl del comune di Cellole, in provincia di Caserta, si è rivolta ai componenti del sodalizio criminale per recuperare una somma denaro concessa in prestito. 
D’Agostino avrebbe avuto un ruolo di intermediazione in un’operazione di acquisizione di un hotel a Mondragone e in alcune vicende usuraie. Dalle indagini risulterebbe anche il coinvolgimento di Vallanzasca, che, come fanno sapere gli inquirenti, sebbene detenuto, avrebbe mantenuto rapporti con contesti criminali. Antonella sposò il bandito della Comasina nel 2008 durante un permesso speciale. René era al secondo matrimonio (il 14 luglio 1979 aveva sposato nel carcere di Rebibbia Giuliana Brusa, matrimonio mai consumato, nel 1990 il divorzio).

ANTONELLA E RENATO – Abitavano a Milano nel quartiere Giambellino, e si incontrarono la prima volta quando avevano 10 anni: «Era un ragazzino vivace ma anche buono, generoso, sempre pronto a difendere il più debole. Ci siamo subito voluti bene. Io, come lui, ero una bella ragazzina. Se qualcuno provava a darmi fastidio, intimava minaccioso: “Lasciala stare, è mia sorella”». Da allora rimasero amici, anche quando lui prese a darsi alle pistole e alle rapine: «Ogni tanto veniva a trovarmi al lavoro, spesso ci scrivevamo usando sua madre, Marie, come postino». Poi Vallanzasca finì in galera, e da lì le scriveva lettere indirizzate alla «sorellina mia bellissima». Il primo bacio se lo diedero il primo maggio del 2005.

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