Tav, nuove proteste: tra affaristi e speculatori è un progetto destinato a fallire e a “mangiare” soldi di Stato

La notte scorsa, come ha riportato La Stampa, “gli attivisti hanno attaccato il cantiere di Chiomonte, danneggiando impianti elettrici e il tunnel”. Tra di loro, secondo le testimonianze, anche molti anarchici ed autonomi vestiti di nero e a volto coperto: “Abbiamo dimostrato che i cantieri si possono fermare.” Al di là della ripresa degli scontri, l’unica cosa assodata è che l’Alta Velocità è un progetto voluto da affaristi e speculatori, viola le norme Ue e accresce in maniera esponenziale il debito pubblico, come segnala un’ottima inchiesta di Articolotre.

 

La Bocconi di Milano ha appurato che sottrarrà, e i conti non sono definitivi, 27 miliardi al lavoro, giovani, piccole e medie imprese, scuola, cultura e arte. I privati e le banche in questa impresa non investono un solo euro, la Tav è a carico dello Stato.

La Corte dei Conti afferma “quel che appare difficilmente controvertibile è che ai rilevanti oneri caricati sul bilancio dello Stato non corrisponde alcun provento derivante dalle operazioni finanziarie dei privati, e prosegue “l’accollo delle due operazioni di investimento nell’AV, del 1996 e 2006,  aveva la dimensione rilevantissima degli oneri caricati allo Stato, la gravosità delle operazioni di debito, la scarsa trasparenza amministrativa e contabile della gestione del debito”, e che le stesse operazioni “dovevano essere fermate prima di produrre i pregiudizievoli effetti per la finanza pubblica”.

Progetto che viola la normativa comunitaria, in contrasto con la legislazione italiana in materia. Ci sono sentenze di condanna della Corte Europea di Giustizia nei confronti dell’Italia che avvantaggia chi specula sull’Alta Velocità senza rispettare le direttive sui rifiuti e sull’ambiente, con serie minacce per la salute dei cittadini italiani.

La Corte dei Conti stigmatizza anche che “gli esiti non soddisfacenti di questa operazione non sono mai stati oggetto di approfondita discussione e analisi critiche a livello parlamentare” e non sono facinorosi Notav ad affermarlo, ma magistrati contabili: Aldo Carosi e Fabio Viola.

Il progetto Tav rientrava nel corridoio 5, per le merci che da Lisbona avrebbero dovuto raggiungere Kiev, ma i portoghesi hanno rinunciato proprio per i costi eccessivi. Così come anche la Slovenia ha archiviato definitivamente il progetto Alta Velocità.

Per la Torino Lione sembra accertato che la Francia nel luglio 2012 abbia richiesto un forte  impegno finanziario da parte della Unione Europea, costando quella tratta, da sola, 12 miliardi di euro, come pubblicato da Le Figaro del 12 luglio 2012.

Lo stesso ministro del Bilancio francese Jerome Cahuzac riconosce che la Francia aveva previsto una moltitudine di progetti senza avere fatto i conti con i finanziamenti e che il Governo francese avrebbe rinunziato a questa opzione, anche per via del pesante calo registrato  nel trasporto merci, sceso su quella tratta da 11 milioni di tonnellate del 1992 a quattro milioni nel 2012.

L’impatto ambientale. L’ex magistrato Gianfranco Amendola, esperto in materia di reati ambientali, ha messo in evidenza che i nostri governanti avevano da sempre sottovalutato  quelle terre da scavo contaminate prodotte dalle grandi opere, in particolare dalla TAV; o scavate in aree fortemente antropizzate o dismesse, già sature di residui e rifiuti di ogni genere.

Ciò in contrasto con la normativa europea, secondo la quale le terre da scavo non naturali o contaminate sono, di regola, rifiuti e soggette, “dalla culla alla tomba”, ad una rigorosa disciplina europea, per evitare che provochino pericoli ed inquinamenti, sia all’ambiente che alla salute.

Ma le risposte dei governi che si sono succeduti sembrano dei copia e incolla uniformati a interessi superiori.

Nel 2002 la UE iniziò una nuova procedura di infrazione, al termine della quale l’Italia fu condannata dalla Corte Europea di giustizia con sentenza del 18 dicembre 2007, in quanto «è giocoforza constatare che tali disposizioni finiscono per sottrarre alla qualifica di rifiuto, ai sensi dell’ordinamento italiano, taluni residui che invece corrispondono alla definizione sancita dall’art. 1, lett. a della direttiva».

Intanto, numerosi costruttori della TAV erano stati assolti, e il danno ambientale e alla salute di molti cittadini e animali era ormai irreversibile. Quello che conta è la sostenibilità economica delle imprese e non la salute pubblica. Sentenze Ue e decreti leggi per aggirarle, un assurdo groviglio di normative, che si prestano ad interpretazioni e abusi di ogni genere nella gestione dei rifiuti e dei materiali inquinanti.

E’ evidente che i costruttori delle grandi opere siano di fatto esentati dal rispettare le normative europee vincolanti, situazione che ha portato a due condanne da parte della Ue, per leggi in contrasto con la tutela della salute e dell’ambiente.

Firenze la gravità delle ipotesi di reato configurate dalla Procura, ha seriamente preoccupato il ministro dell’Ambiente, che ha richiesto un summit con i magistrati fiorentini. Sul tavolo le modalità di attuazione del progetto disottoattraversamento ferroviario Alta Velocità della città, patrimonio mondiale dell’Unesco.

Danni ambientali prodotti anche dalla cantierizzazione della tratta appenninica Av Bologna Firenze oltre al procedimento aperto dalla Corte dei Conti per danno erariale, circa 14 milioni di euro.Iscritti nel registro degli indagati, dirigenti e politici coinvolti nell’approvazione dell’opera.

Ma nessuno ne parla, il debito pubblico esplode, il territorio devastato, la salute della gente a rischio altissimo. L’ennesima tragedia italiana con la politica impegnata a regalare soldi alle banche e a destreggiarsi nelle scaramucce relative alla legge elettorale.

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