Tasi, salva Roma e Pompei. Gli italiani sono sempre più arrabbiati

tasi salva roma e pompei gli italiani sono sempre più arrabbiati

Come scritto da Linkiesta, Renzi è alle prese con la legge elettorale, un’occasione per ricreare consenso verso l’esecutivo.

 

Per chi voterebbero gli italiani? Chi vincerebbe con l’Italicum? Il caso Gentile è il segnale che l’azione del governo Renzi sta rallentando? Cosa ha insposto di più gli elettori? L’aumento dell’aliquota TASI? Il Salvaroma? I crolli a Pompei? Come vede la sua situazione economica ora e in futuro? A tutte queste domande rispondono gli intervistati dall’Ipsos, l’istituto guidato da Nando Pagnoncelli. Nelle infografiche interattive che presentiamo in partnership con Ipsos, vi invitiamo a cliccare sulle varie opzioni disponibili offerte dalle infografiche interattive (come i diversi segmenti elettorali, tipologie di risposte o le domande proposte) per analizzare nel dettaglio che cosa pensano gli italiani dei quesiti a loro proposti.  

Il voto
Di nuovo poco apprezzabili le differenze nelle intenzioni di voto rispetto alla settimana scorsa: il PD rimane intorno al 33,5%, dimensioni sulle quali si è assestato da qualche settimana, Forza Italia prosegue coi suoi lievi ma costanti incrementi (oggi è quotata al 24,8% dei voti validi), il MoVimento 5stelle, sostanzialmente fermo intorno al 20/21%.

Renzi e le dimissioni di Gentile
Con l’inizio dell’effettiva attività di governo si percepisce un certo rallentamento dell’azione di Renzi, fino ad ora caratterizzata da una velocità inusuale per il costume politico italiano: la maggioranza assoluta (58%) condivide questa opinione. Anche gli elettori PD, per il 50%, vedono questo appannamento. Ancora una volta gli elettori di Forza Italia manifestano il loro apprezzamento per il Presidente del Consiglio: solo 49% ne percepisce un rallentamento. Le dimissioni del sottosegretario Gentile, poi avvenute, erano auspicate dal 45% degli intervistati, mentre 23% riteneva che avrebbe potuto mantenere il proprio incarico.

Gli avvenimenti che hanno maggiormente irritato gli italiani
È soprattutto la possibilità, per i comuni, di aumentare la TASI che irrita gli italiani. L’imposizione fiscale oramai così elevata rende difficilmente sopportabile l’idea di qualunque ulteriore incremento. In particolare l’irritazione è maggiormente presente tra gli elettori di centro e centrodestra. Anche il decreto Salva Roma risulta sgradito: se ne lamenta circa un quarto degli intervistati con il picco più elevato tra gli elettori di Forza Italia, infine poco più di un quinto sottolinea lo scandalo dell’ulteriore smottamento a Pompei (40% degli elettori PD, per i quali è il primo elemento di fastidio).

L’espulsione dei senatori del MoVimento 5stelle
La vicenda interna al MoVimento 5stelle segnala, a parere di oltre due terzi degli italiani, l’inizio di un possibile smottamento, con ulteriori fuoruscite di eletti. Solo gli elettori del MoVimento pensano che questa sia un’occasione di rilancio, ma anche tra loro una minoranza decisamente consistente (il 35%) ne vede i rischi.

La crisi nelle percezioni degli italiani
Gli atteggiamenti dei nostri concittadini verso la crisi confermano anche nei dati più recenti, quell’atteggiamento di “non pessimismo” che abbiamo evidenziato circa un mese fa proprio su questo giornale. Se la crisi infatti preoccupa tuttora molto gli italiani (85% in questo sondaggio, era l’88% un anno fa), parzialmente diversi sono i segnali che vengono dagli altri due indicatori testati. Oggi si equilibrano i pessimisti (22% pensa che nei prossimi mesi la propria situazione economica peggiorerà) e gli ottimisti (21% convinti che le cose miglioreranno).

Rispetto ad un anno fa gli ottimisti rimangono assolutamente stabili, mentre crescono coloro che non vedono cambiamenti all’orizzonte, a scapito dei pessimisti che invece scendono di otto punti percentuali. Nella valutazione del momento della crisi, rimane prevalente la risposta più negativa, il peggio deve ancora arrivare (45%) mentre solo 14% pensa che il peggio sia già passato e 35% ritiene che in questo momento la crisi abbia raggiunto il suo apice. Ma se guardiamo ad un anno fa, anche in questo caso vediamo crescere (perfino più nettamente) il sentimento “non pessimista”: chi pensa che il peggio deve ancora arrivare decresce di ben 11 punti percentuali, mentre raddoppiamo gli ottimisti. Insomma i deboli segnali individuati allora si riconfermano pienamente.

Sondaggio realizzato da Ipsos PA per RAI-Ballarò presso un campione casuale nazionale rappresentativo della popolazione italiana maggiorenne secondo genere, età, livello di scolarità, area geografica di residenza, dimensione del comune di residenza.

Sono state realizzate 800 interviste (su 8.281 contatti), mediante sistema CATI, il 3 marzo 2014.

Il documento informativo completo riguardante il sondaggio sarà inviato ai sensi di legge, per la sua pubblicazione, al sito www.sondaggipoliticoelettorali.it.

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