Strage Rapido 904, rinviato a giudizio il “solito” Totò Riina: fu il mandante. O il capro espiatorio?

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Fra qualche giorno lo incrimineranno anche per la bomba (inesplosa) trovata nella tappa irlandese del Giro d’Italia. Nel frattempo si becca un altro rinvio a giudizio, come scrive Articolotre, per la strage del Rapido 904: fu il mandante, dicono le accuse. O il capro espiatorio, ci chiediamo noi?

 

Riina rinviato a giudizio. E’ questa la decisione del gup di Firenze Francesco Bagnai, a termine dell’udienza preliminare iniziata questa mattina, presso l’aula bunker del capoluogo toscano.

Il boss è imputato per la strage del Rapido 904,avvenuta  il 23 dicembre 1984, sulla linea ferroviaria Firenze-Bologna, che ha provocato 16 morti e 269 feriti. Per lo stesso eccidio sono stati già condannati in concorso Giuseppe Calò, Guido Cercola, Franco Di Agostino e Friedrich Schaudinn.

Secondo Bagnai, il Capo dei Capi, che si trova sottoposto al carcere duro, dovrà essere processato poiché sarebbe il «mandante, determinatore e istigatore della strage da lui programmata e decisa con l’impiego di materiale (esplosivo e congegni elettronici) appartenente all’organizzazione ed utilizzato poi, in parte, anche nelle successive stragi degli anni ’90”.

Le accuse a Riina sono nate nel 2010 grazie alle testimonianze di alcuni collaboratori di giustizia di camorra e Cosa Nostra, tra i quali Giovanni Brusca che ha confermato il ruolo del boss come mandante.  Successivamente l’inchiesta è stata trasferita per competenza territoriale nel capoluogo toscano.

La prima udienza del processo si terrà il 25 novembre prossimo davanti alla Corte d’Assise di Firenze. 

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