Sigarette elettroniche, così lo Stato ne ha bloccato l’espansione: e le lobby del tabacco ringraziano

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Il successo delle sigarette elettroniche è stato di proporzioni talmente grandi che ha causato un danno erariale di centinaia di milioni di euro a causa dei mancati proventi dalle sigarette tradizionali. E allora, sotto la pressione delle lobby del tabacco, lo Stato è corso ai ripari, bloccandone l’espansione: ecco come, secondo quanto rivelato dall’inchiesta di Stefano Caliciuri su Fainotizia.

 

Sono sempre di più le persone che negli ultimi due anni si sono avvicinate alla sigaretta elettronica, il dispositivo che permette di ricreare la sensazione del fumo attraverso il surriscaldamento di una resistenza e la vaporazione di un liquido aromatizzato. Un successo di proporzioni talmente grandi che ha causato un danno erariale di centinaia di milioni di euro a causa dei mancati proventi dalle sigarette tradizionali.

Ma lo Stato è corso ai ripari: da un lato introducendo una nuova tassazione ad hoc che, dopo un periodo di sospensione, dovrebbe entrare a regime a giugno. Dall’altro lato tentando di affidare all’Aams, l’azienda dei monopoli, la gestione e la vendita della e-cig, in quanto considerata succedanea del tabacco.

Nell’inchiesta le voci dei diretti interessati, dalle associazioni di categoria ai rivenditori, sino alle istituzioni in materia di prevenzione e salute. In conclusione il parere di un docente universitario esperto in storia dei monopoli.

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