Sigarette americane sotto accusa: prodotte bionde alla nitrosamina altamente cancerogene

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Negli Stati Uniti il controllo sulle sigarette non è come quello dell’Unione Europea. Per questo il livello di nitrosa mina, una sostanza altamente cancerogena, è il più elevato al mondo. E a finire sotto accusa è, ancora una volta, Philip Morris.

 

Fumare fa male questo non è un segreto. Big Tobacco negli Usa ha parecchie cause in corso da parte di parenti di fumatori mori prematuramente. Proprio nello Stato a stelle e strisce però ha più mano libera che in Europa.

E’ proprio lì che Philip Morris decide, sulla base di criteri top secret, le dosi di additivi da aggiungere alle proprie sigarette. Una dose che viene adattata ad ogni paese e che negli Stati Uniti raggiunge qualità davvero nocivi. E’ difficile stabilire se le Marlboro del Terzo Mondo sono peggiori di quelle americane. E’ però certo che negli Stati Uniti il tabacco importato non è soggetto ad alcun controllo. E che viene addizionato di sostanze come la nitrosamina, ammoniaca, pesticidi e nicotina. Ed è proprio la bionda americana a far registrare i valori più alti.

TABACCO, SIAMO ALL’AMERICA DI AL CAPONE – Tutto è legato a una legge approvata dal Congresso il 17 ottobre 2004. Che ha tolto l’obbligo dei controlli sul tabacco importato. Tutto per tenere fuori dal paese i prodotti trattati con pesticidi che sono proibiti negli Usa, ma che possono essere utilizzati in altri paesi.

La paura ora è tutta puntata ai concorrenti esteri. I coltivatori americani vorrebbero assicurazioni che i costi di produzione non vengano abbassati usando pesticidi come il ddt. Per loro però l’unica speranza è la parola di Big Tobacco proprio perché i controlli sono stati aboliti.

Un altro allarme è il livello di nicotina presente nelle sigarette americane: nell’Unione Europea il livello massimo tollerato per legge è di un milligrammo mentre negli Usa si arriva a 1,8 mg. Un limite che i produttori americani spesso non rispettano e produttori come Big Tobacco saprebbero aggirare l’ostacolo con la tecnologia dell’ammoniaca che permetterebbe di superare un improbabile controllo antidoping.

NITROSAMINE, L’ACCUSA DEL WASHINGTON POST – La denuncia arriva direttamente da uno dei giornali più popolari degli Usa. Che in un articolo datato 31 maggio 2003 assicura: La Marlboro, la più popolare sigaretta americana e mondiale, ha un livello considerevolmente più alto di un potente composto cancerogeno, rispetto a praticamente tutte le sigarette prodotte da società locali nel mondo.

C’è di più: il nuovo studio del Center for Disease Control and Prevention ha assicurato che i ricercatori hanno trovato che il livello di nitrosamina era almeno il doppio rispetto alle sigarette locali in 10 delle 13 nazioni testate. In alcune il livello risultava fino a 22 volte più alto che nelle bionde locali.

Che cos’è la nitrosamina? Si tratta di un composto chimico derivato dalla nicotina. E’ considerata da maggiori scienziati come uno dei più potenti agenti cancerogeni nel fumo di tabacco. Lo studio della Cdc è pubblicato oggi nel Journal of Tobacco and Nicotine Research. Il primo a documentare il significante danno alla salute causato dalla maggiore presenza di nitrosamina nelle sigarette americane.

La popolarità delle Marlboro e il loro alto contenuto di nitrosamina possono essere due cose collegate. Visto che è il tipo di tabacco e il modo in cui è trattato a determinare il tipico sapore della sigaretta americana.

David Ashley, che lavora per il CDC National Center for Environmental Health ed è l’autore del report, ha dichiarato che “Non sono solamente le Marlboro, ma la maggior parte delle sigarette americane ad avere dei livelli di nitrosamina considerevolmente alti”.

Insomma fumare negli Stati Uniti è davvero pericoloso. Nell’Unione Europea la Big Tobacco deve mantenersi entro un certo livello di tossicità soltanto grazie ai controlli imposti.

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