Sentenza shock, il giudice rimanda a casa il vicino pedofilo che abusava di una 13 enne

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La Corte d’appello decide di revocare il divieto di dimora per un uomo che ha a lungo abusato della sua vicina 13 enne. La ragazza sfoga tutta la sua rabbia con la madre: “ Avevi promesso di mandare via l’orco.

 

Il ritorno di un incubo. Questo è quanto si sta consumando in una palazzina della Roma borghese. Carnefice e vittima tornano di nuovo vicini di casa, nonostante dal 2005 al 2010 un militare in pensione abbia costretto una bimba a subire atti sessuali in maniera continuata e ripetuta nel tempo. All’inizio la minore evitava di andare a scuola, poi ha trovato il coraggio di denunciare.

Durante il primo e secondo grado del processo all’ex militare erano stati dati 3 anni di reclusione ma la Corte d’Appello ha deciso di ribaltare tutto e graziare il pensionato, riaprendogli le porte di quella casa dove si è consumato l’ennesimo dramma di una bambina indifesa. Le violenze sono iniziate 8 anni fa quando la ragazzina, senza padre e con la madre che lavora fino a tarda sera viene affidata inconsapevolmente alla grinfie di colui che sarà il suo carnefice.

Dopo pochi mesi la ragazza inizia ad accusare malori vari e inventa tutte le scuse possibili pur di non entrare nella casa maledetta, ma senza successo. Passano gli anni, la ragazza cresce e decide di raccontare alla mamma di cosa succedeva in quella cosa. Scatta la denuncia e gli inquirenti verificano l’attendibilità dei racconti della minore. Il militare viene così condannato per direttissima a tre anni di reclusione, con il giudice che sei mesi prima gli aveva ordinato il divieto di dimora nell’appartamento in questione e nelle vie vicine.

Ma il mostro viola il provvedimento che gli viene così esteso a tutto il Lazio. La condanna viene confermata anche in secondo grado, ma è in appello che accade l’irreparabile. La Corte infatti decide per la revoca e fa tornare il carnefice a pochi metri di distanza dalla vittima, in quanto viene giudicato “fisicamente” non in grado di nuocere.

La ragazza ripiomba nella depressione e secondo la neuropsichiatra che la tiene in cura “Il rientro a casa del … che abita proprio sopra il suo appartamento, ha portato ad un nuovo, improvviso e grave peggioramento del suo stato emotivo … si rifiuta di uscire da casa, ha disturbi del sonno, ha paura di vederlo e di incontrarlo nel timore che possa farle ancora del male…”. Ora la palla passa di nuovo agli avvocati, nella speranza che tutto si risolva per il meglio.