Scoperta base Gladio a Savona: continua l’epoca dei misteri d’Italia

 base gladio savona

Camion che sparivano nel nulla ed elicotteri che , sfruttando il buio, facevano la spola tra la montagna e una nave americana hanno attirato l’attenzione degli abitanti e tre di loro si sono avventurati alla scoperta del mistero.

 

Per anni i residenti di Melogno, cittadina in provincia di Savona, hanno assistito a strani fenomeni che aleggiavano attorno a quell’altura incriminata. Camion improvvisamente inghiottiti dalla montagna e altri fenomeni del genere hanno fatto credere ai cittadini del posto che si trattasse di una base Gladio. Un gruppo di speleologi in questi giorni ha deciso di partire alla scoperta della montagna misteriosa.

Si tratta di una struttura sotterranea, sita a oltre 60 metri di profondità che si spande per circa 800 metri, tra cunicoli labirintici a prova di bomba. Risale al 1956, in piena Guerra Fredda, tanto da far supporre che, effettivamente, quella base Usa, la 046, fosse proprio affidata alla forza paramilitare Gladio, pronta a contrastare le forze sovietiche in caso di conflitto.

Per oltre sessant’anni nessuno vi aveva mai messo piede. I cunicoli insiti nella base sono stati esplorati da 3 italiani Gianmario Grasso, Giovanni Battista Franchi e Claudio Arena, i quali in seguito alla segnalazione di un imbocco a dir poco curioso hanno deciso di scoprire cosa si cela in quella base, ufficialmente utilizzata per le radio telecomunicazioniappartenente al 509th Signal Battalion dell’US Army.

Dopo aver analizzato a fondo la base hanno dichiarato che , senza dubbio, si tratta di una base militare Nato a quanto pare incompiuta, visto che non hanno trovato tracce che possano provare l’utilizzo. Per molti anni è stato dichiarato che la struttura si trovava sul colle Melogno e invece è stata scoperta presso il Monte Settepani , la stesso su cui oggi sorge una base dell’aereonautica militare italiana.

La struttura a quanto pare è stata realizzata nello stesso periodo in cui sono stati lanciati i primi progetti per il controllo aereo come lo “Scatter”, che permettevano il passaggio degli aerei americani nel nostro spazio aereo passando quasi inosservati ed essendo liberi di compiere qualsiasi operazione, anche quelle che non avevano nulla a che vedere con lo Scatter.

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