Risoluzione choc dell’Austria: “Fuori gli immigrati.” E li rimanda in Italia

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Come si può ancora parlare di Europa unita di fronte a tali differenze nelle politiche migratorie degli stati membri? Da un lato Lampedusa, luogo di sbarco di decine di migliaia di migranti; dall’altro l’Austria “hitleriana”, che ha cacciato i migranti e li ha rispediti in Italia. Ecco i dettagli, raccolti da Fanpage.

 

Mentre continuano incessanti gli sbarchi che portano sulle coste dell’Italia meridionale migliaia di migranti provenienti da ogni paese – in 700 sono approdati al porto di Salerno solo nella mattina di oggi – l’Austria invece, li respinge al mittente. Quarantotto migranti arrivati in Austria a bordo di un treno, sono stati fermati dalla gendarmeria e sistemati su un autobus diretto in Alto Adige. Non si tratta di un episodio isolato ma di una vera e propria politica sull’immigrazione, tanto è vero che qualche giorno fa 22 cittadini siriani sono stati bloccati a bordo di un treno diretto in Germania, mentre attraversavano il confine con l’Austria, e reimbarcati nuovamente alla volta dell’Italia.

Ormai è chiaro che, grazie a questo Governo e ad un Ministro degli Interni in evidente stato confusionale, siamo diventati gli zimbelli dell’Europa”, dichiara all’Ansa Maurizio Fuigatti, segretario della Lega Nord. “È imbarazzante un esecutivo che non riesce a garantire la sicurezza e la salute dei propri cittadini restando in balia degli eventi mentre l’operazione Mare Nostrum continua a portare morte e malattie nel Paese”.

CONTINUANO GLI SBARCHI – Quasi duemila migranti sono stati salvati negli ultimi due giorni al largo del Canale di Sicilia dalle navi militari dell’operazione Mare Nostrum e smistati a Reggio Calabria, Salerno e Napoli. Tra loro, cittadini pakistani, siriani, ghanesi, nigeriani e malesi hanno raggiunto le coste in condizioni fisiche soddisfacenti. Stando a quando riportato dai soccorritori, infatti, non sono stati rinvenuti casi di malattie infettive. Dopo le operazioni di riconoscimento i migranti sono stati successivamente dislocati nei centri di accoglienza in altre regioni d’Italia, tra cui Piemonte, Marche, Lombardia, Sardegna e Lazio.

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