“Renzi farà la fine di Berlusconi: i Massoni non si fidano più di lui”

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“Anche l’ex scout Matteo Renzi aveva il grembiulino”, rivela Gioele Magaldi in un’intervista rilasciata a Alessandro Da Rold su Linkiesta. Ma c’è molto di più: “I massoni non si fidano più del premier”, che – quindi – rischia di fare la fine di Berlusconi. Ecco perchè.

Da anni il Gran Maestro Gioele Magaldi e «i suoi fraterni collaboratori» (così li definisce ndr) di Grande Oriente Democratico raccontano sul loro sito le relazioni invisibili della massoneria italiana e internazionale. Magaldi è massone dichiarato, non lo nasconde, e sottolinea le appartenenze massoniche di diversi esponenti del mondo economico e politico italiano. Per Chiarelettere è imminente l’uscita di diversi libri che rischiano di fare molto rumore.

«Li ho scritti in collaborazione con altri confratelli dell’establishment massonico progressista sovranazionale» spiega in un linguaggio tecnico sconosciuto alla maggioranza degli italiani. «Prima verranno pubblicati i tre volumi di Massoni S.r.ill. Società a responsabilità illimitata, poi i due volumi de Il Potere Globale e i suoi Venerabili Maestri».

“Stantio odore di massoneria”, Magaldi, ma lei sul Corriere della Sera aveva mai letto un editoriale come quello di Ferruccio De Bortoli di mercoledì 24 settembre? Stiamo parlando del Corriere, dove negli anni ’70 governava Bruno Tassan Din…

L’editoriale di De Bortoli è stato qualcosa di effettivamente inedito e inusuale. Nessuno, però, ha notato la coincidenza tra la sua pubblicazione e la contemporanea presenza di Matteo Renzi alla sede newyorkese del Council on Foreign Relations, solidissimo sodalizio paramassonico istituito nel 1921, mentre nel 1920 era stato fondato il suo omologo britannico, il Royal Institute of International Affairs o Chatham House. Entrambe queste associazioni paramassoniche furono create su iniziativa della Ur-Lodge (termine che indica una superloggia sovranazionale) “Leviathan”. Ed entrambe, sia il Cfr che il Riia, continuano ad essere controllate e gestite da massoni, con la presenza ancillare e subalterna di paramassoni servizievoli, ossia di membri “profani” del jet-set politico, economico-finanziario, mediatico, diplomatico, militare e culturale internazionale, i quali ancora non hanno avuto un’iniziazione massonica presso il circuito elitario ed ambitissmo delle Ur-Lodges, ma aspirano ad averla.

Come mai questo duro articolo di De Bortoli mentre il premier si trovava negli Stati Uniti? Alessandro Sallusti, direttore del Giornale, scrive “Da che loggia viene la predica”…

Appunto. Sallusti, pur con tutti i limiti di un “non addetto ai lavori” del back-office o high-office del potere, un potere, nel mondo contemporaneo, che ai suoi massimi livelli è strutturalmente massonico, e pur motivato opportunisticamente dalla necessità di contestare a De Bortoli l’attacco a Renzi in tutela del Patto del Nazareno tra il premier e Berlusconi, è quello che è andato più vicino ad una corretta interpretazione dell’intervento debortoliano.

D. Ma lei cosa pensa di questo editoriale?

Ne ho parlato anche a “La Zanzara” lo scorso 25 settembre. Da anni e mesi Matteo Renzi si comporta da wannabe, da aspirante massone. Ma l’iniziazione cui egli aspira non è presso il Grande Oriente d’Italia o presso qualche altra Comunione massonica ordinaria, su base nazionale italiana o estera. No, il premier italiano punta molto più in alto. Vorrebbe essere iniziato presso la Ur-Lodge “Three Eyes”, la medesima superloggia cui sin dal 1978 fu affiliato Giorgio Napolitano. 

La stessa superloggia cui è affiliato Mario Draghi, il quale è membro anche di altre Ur-Lodges sovranazionali come la “Pan-Europa”, la “Edmund Burke”, la “Compass Star-Rose” e la “Der Ring”. Ecco, Matteo Renzi vorrebbe essere accolto in uno di questi consessi super-elitari. E badi bene che si tratta di Ur-Lodges di tendenza neoaristocratica e conservatrice, non certo di superlogge progressiste come ad esempio la “Thomas Paine”, la “Montesquieu”, la “Ferdinand Lassalle”, la “Ioannes”, etc.

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