Rapporto Istat, gli italiani sono un popolo di disoccupati e di divorziati

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Italia tra i Paesi più vecchi al mondo, dove i matrimoni falliscono sempre di più, aumentano i depositi bancari e il numero dei disoccupati ha raggiunto il suo record (nel 2012 sono 2,74 milioni, il livello più alto dal 1977). Dove ci sono meno universitari ma più laureati e in ognuno cresce l’insoddisfazione per la propria situazione economica, ma anche per l’inquinamento dell’aria, per le interminabili file alla posta e per il traffico cittadino.

 

E’ la fotografia del nostro Paese scattata dall’Istat che spiega: “L’elevata sopravvivenza, insieme al calo della fecondità fanno degli italiani il popolo più anziano”, anche perchè si riducono i rischi di morte a tutte le età con la speranza di vita alla nascita di 79,4 anni per gli uomini e 84,4 per le donne.

Sempre più buono è lo stato di salute della popolazione, anche se quasi 4 italiani su 10 (il 37,9%) dichiarano di essere malati cronici. Tuttavia si fuma di meno e non tramontano le sane abitudini alimentari: quando possibile non si rinuncia al pranzo a casa e a una colazione adeguata. Nel Belpaese i residenti aumentano, ma è solo grazie all’immigrazione. A fine 2012 i residenti sono 59.685.227, 291.020 in più rispetto al 2011, un incremento che si deve al saldo attivo del movimento migratorio (+369.717). Nascite al palo e maternita’ sempre più posticipata.

Nonostante le difficoltà a trovare lavoro e il peso di problemi quotidiani, gli italiani non rinunciano comunque a ‘mettere radici’ e si confermano popolo di proprietari di casa. Nel 2012 il 72,4% delle famiglie possiede l’abitazione in cui vive (73,6% nel 2010) e fra queste il 16,7% sta pagando il mutuo. Inoltre cresce la mobilità interna, con le migrazioni per trasferimento di residenza che nel 2011 ammontano a 1.358.037, oltre 12mila in piu’ rispetto all’anno precedente.

Restano anche i problemi legati all’accesso di servizi di pubblica utilità. In particolare quest’anno il 51,1% dichiara di avere problemi con il pronto soccorso, il 33,9% con le forze dell’ordine, il 32,6% con gli uffici comunali e il 27,2% con i supermercati. La crisi porta anche all’aumento dei reati: nel 2012 sono stati 2.818.834 i delitti denunciati dalle forze di polizia all’autorita’ giudiziaria, il 2% in piu’ rispetto all’anno precedente. Infine si registra un calo dei consumi culturali: continuano a diminuire i lettori di libri e giornali. Delle attivita’ fuori casa e’ il cinema a raccogliere il maggior pubblico, mentre guardare la tv e’ ormai abitudine consolidata per il 92,3% delle persone dai 3 anni d’eta’ in su.

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