Primarie Pd, spesi 1,1 milioni e incassati 4,6 milioni: ma mancano bilancio e rendiconto. Addio trasparenza

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Ennesima grana sulla testa di Renzi&Co. I giovani sbarbatelli questa volta l’hanno combinata davvero grossa: a 5 mesi dalle primarie che l’8 dicembre hanno incoronato Renzi leader del Pd (e, di conseguenza, premier) viene fuori che manca ancora il rendiconto ufficiale sulle spese e gli incassi sostenuti dal Pd in quell’occasione. Una sola certezza, che in verità è un dubbio atroce: che fine hanno fatto i 3,5 milioni di euro di attivo? Sai com’è: fidarsi è bene, non fidarsi è meglio. Soprattutto dopo il precedente Lusi….

 

Secondo quanto scritto da Mariolina Sesto sul Sole 24 Ore, le cifre riportate da Francesco Bonifazi, famoso per essere il tesoriere del Pd che ha un debito col Pd (quindi con sé stesso), sarebbero alquanto generaliste.

I NUMERI – Spese sostenute dal Nazareno per organizzare le primarie: 1,1 milioni di euro, di cui appena 40mila euro attinti dai contributi liberali versati al partito via internet. Quindi dalle casse del partito sono usciti in tutto 1 milione e 60mila euro.

Sugli incassi la questione è ancor più delicata perché tocca fidarsi dei ragionamenti di Bonifazi, secondo cui “i votanti sono stati 2milioni e 800mila  ma i paganti sono stati solo 2 milioni 300mila (gli iscritti non pagavano, ndr), dunque gli incassi dovrebbero essere intorno ai 4 milioni 600mila.”

Nessun bilancio ufficiale, nessuna rendicontazione particolare. Niente di niente. Solo chiacchiere, in pieno stile Renzi.

PANI E PESCI – Per capire che fine abbiano fatto i 4,6 milioni di euro di incassi bisogna rifarsi alle regole delle primarie, secondo cui “per ogni votante 0,50 vanno alla sede centrale e 1,50 restano sul territorio”. Se davvero così fosse, e non abbiamo motivo per dubitarne (giusto?) i conti sarebbero presto fatti: 1,2 milioni circa nelle casse del Partito del Nazareno e circa 3,5 milioni sparsi tra le federazioni presenti sul territorio nazionale. Che nel 2012 erano 6.602 in Italia e 119 all’estero.

Secondo quanto dichiarato da Bonifazi “non c’è stato nessun flusso di denaro dai territori al centro: i conti tra centro e periferia verranno regolati in un secondo momento.” Molto probabilmente, come riporta il Sole 24 Ore, ogni circolo si vedrà scalato “l’ammontare ricevuto con le primarie dalla cifra del trasferimento annuale che il Partito opera in favore degli organi periferici”.

TRASPARENZA O NO? – Eppure c’è qualcosa che non quadra: come mai a 5 mesi dalle primarie, e nonostante l’operazione trasparenza lanciata anche sul sito ufficiale del Pd, manca un bilancio ufficiale e una rendicontazione particolareggiata? Come faranno a tenere conto dei 3,5 milioni di euro sparsi a macchia di giaguaro in tutta Italia?

Fanno sorridere, a ripensarci ora, le dichiarazione di Matteo Renzi, qualche ora dopo il trionfo che lo ha incoronato segretario del Pd: “Prendo sin da ora l’impegno a mettere nel dettaglio la destinazione dei soldi incassati. Chiedo che facciano altrettanto a livello locale.” Impegno disatteso, almeno fino ad oggi. E sul territorio ognuno fa come gli pare: del diktat renziano, detto molto candidamente, se ne fottono.

Chissà cosa ne pensano, di tutta questa storiaccia, quegli illusi che hanno pagato due euro per un cambiamento che è rimasto chiuso nel cassetto. Proprio come quel rendiconto che non c’è.

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