Persone scomparse in Italia, 1.000 casi irrisolti all’anno: che fine fanno?

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Persone Scomparse in Italia

Dal 1974 al 2012 sono circa 26 mila le persone da rintracciare per un fenomeno forse sottovalutato in Italia. Solo dal 2007 è stata istituita una unità operativa che si occupa di questo genere di cose. Ma sono numerosi, scrive Linkiesta, i casi irrisolti e la domanda sorge spontanea: le ricerche funzionano?

Un fenomeno in costante crescita quello delle persone in Italia. Ma si sta cercando in qualche modo di affrontarlo, soprattutto da  quando, nel 2007, è stato istituito il commissariato del Governo per le persone scomparse, anche se ancora oggi rimangono delle lacune evidenti che andranno risolte al più presto. Annalisa Loconsole, presidente dell’associazione Penelope che ha come obiettivo primario aiutare le famiglie e gli amici delle persone scomparse, ha contribuito in maniera decisiva all’istituzione del commissariato.

La Loconsole, durante un intervista a Linkiesta.it, spiega che “prendiamo atto che allora non vi fosse nessuna legge riguardante le persone scomparse, e se è vero che le famiglie necessitavano di un supporto psicologico, allo stesso modo era necessario fare pressione sulle istituzioni perché vi fosse un maggiore coordinamento nelle ricerche e che tutti i casi non venissero bollati come “allontanamenti volontari”. Non veniva nemmeno preso in considerazione anche il fattore sociale e psicologico degli scomparsi.

Non a caso infatti, nell’ultimo rapporto disponibile stilato dal nuovo commissariato si legge preoccupazione da parte del prefetto Basilone per quanto riguarda i casi classificati come “allontanamento volontario” che, invece, celano una serie di scomparse “inconsapevoli” dovute cioè a causa di forza maggiore (vittime di cause accidentali). Come, ad esempio, la scomparsa di uno studente universitario 24enne, avvenuta a Pescara il 14 dicembre 2011, ritrovato cadavere il 7 gennaio 2012 su una scogliera del lungomare alla periferia di Bari. Inizialmente classificato come un allontanamento volontario, l’ipotesi è stata poi smentita dalla circostanza del ritrovamento del corpo in mare”.

Nel giro di solo un anno le persone scomparse sono aumentate di oltre 1000 unità che si vanno ad aggiungere alle circa 24mila persone ancora da trovare. Numeri che giustificano ancora di più la preoccupazione del Prefetto. Secondo il rapporto stilato dal commissariato le “sparizioni” avvengono maggiormente in un clima di disagio ambientale e sociale. 

Le condizioni di disagio che si estendono sempre più spesso alle diverse componenti della nostra società, causate dalla persistente recessione economica che sta investendo l’Europa e, di conseguenza anche il nostro Paese, hanno fatto registrare un aumento dei disturbi e delle crisi depressive di persone le quali, all’improvviso, si allontanano, per essere poi ritrovate cadavere a seguito di suicidio. Se un tempo le cause erano dovute quasi esclusivamente a malesseri derivanti da delusioni sentimentali, problematicità e patologie varie, oggi la rilevanza maggiore del fenomeno attiene alla difficoltà di gestire difficili situazioni economiche derivate dalla perdita del posto di lavoro e dal soffocamento dei debiti”.

È impressionante il dato sui bambini scomparsi: sono 10598 di cui 1691 italiani e il resto stranieri, numeri che, secondo Annalisa Loconsole, confermano gli allontanamenti dalle comunità di affido visto che “sono moltissimi i senza famiglia. E per la maggior parte di loro purtroppo si perdono le tracce. Senza una famiglia che preme per trovarli, è anche inevitabile in alcuni casi un lassismo di chi è incaricato della ricerca. Se il caso poi non fa audience a livello mediatico succede che le ricerche arrivino a fermarsi tre o quattro giorno dopo la denuncia di scomparsa”. 

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