Palermo shock, arrestato politico “antimafia” candidatosi con l’Udc: ecco di chi si tratta

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Nella maxi-operazione antimafia che ha portato agli arresti, tra gli altri, del killer di Joe Petrosino è finito in manette anche un insospettabile politico, candidatosi con l’Udc: ecco di chi si tratta, come scrivono su Fanpage.

 

“Lo zio di mio padre si chiamava Paolo Palazzotto, ha fatto l’omicidio del primo poliziotto ucciso a Palermo. Lo ha ammazzato lui Joe Petrosino, per conto di Cascio Ferro”. Lo affermava, gonfio di orgoglio, un uomo intercettato dalla Polizia di Palermo. Palazzotto venne arrestato nel 1909 per l’omicidio di Petrosino, prima di venire assolto per insufficienza di prove insieme a un altro boss, Cascio Ferro. Ora l’intercettazione rivela come uno dei discendenti di Palazzotto fosse nel frattempo diventato un capo di Cosa Nostra. A lui, tuttavia, le cose potrebbero andare peggio che all’antenato: è infatti stato arrestato la scorsa notte nel corso di una massiccia operazione antimafia che ha coinvolto altre 90 persone, tutte facenti parte dei clan mafiosi di San Lorenzo e Resuttana, operativi prevalentemente nell’area occidentale di Palermo dove, tra le altre cose, imponevano il pagamento del pizzo a negozi e imprese edili. Il blitz è stato realizzato dai carabinieri del Reparto Operativo, dai finanzieri della Valutaria e dai poliziotti della sezione Criminalità organizzata della squadra mobile, su ordine della procura distrettuale antimafia.

Operazione antimafia scattata dopo la denuncia di un imprenditore

L’operazione è scattata dopo la denuncia di un uomo, titolare di quella che diventerà la più grande multisala della Sicilia e verrà costruita presso l’ex stabilimento della Coca Cola di Palermo. A coordinare le indagini i sostituti procuratori Francesco Del Bene, Amelia Luise, Gaetano Paci, Annamaria Picozzi, Dario Scaletta e il procuratore aggiunto Vittorio Teresi. Gli inquirenti hanno scoperto come Cosa Nostra avesse ramificato la sua attività economica arrivando ad imporre alle macellerie l’acquisto delle sue forniture di carne. Ovviamente, tuttavia, non mancavano le attività più “tradizionali”: dal traffico di droga alle estorsioni sulle  partite di calcio dei campionati nazionali ed esteri.

Chi è il nipote dell’assassino di Joe Petrosino

Ma chi è il discendente del killer di Joe Petrosino? Il suo nome è Domenico Palazzotto, ha 29 anni, e per qualche mese è stato al vertice del Clan dell’Arenella, succedendo al cugino Gregorio, uomo finito sotto la lente dei magistrati dopo aver pubblicato sul suo profilo di facebook il seguente post: “Non fanno paura le manette ma chi per aprirle si mette a cantare”.

Arrestato anche politico “antimafia”: aveva acquistato voti dai clan

L’operazione della polizia ha inoltre coinvolto Pietro Franzetti, imprenditore locale candidatosi con l’Udc alle elezioni comunali del 2012, indagato per corruzione elettorale aggravata: le Fiamme Gialle gli hanno notificato un provvedimento di divieto di dimora a Palermo (la procura chiedeva l’arresto). Per l’accusa, il politico avrebbe acquistato 1.500 voti dal clan mafioso dell’Acquasanta, pagando quasi 10 mila euro. Andò male: di voti gliene arrivarono soli 308. Ma a stupire maggiormente è che Franzetti si presentava come imprenditore antiracket: aveva denunciato le minacce e, nei giorni scorsi, organizzato un flash mob a Montecitorio contro le collusioni tra politica e mafia.

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