Nuova grana per Alfano. L’indagine sulla sanità calabrese e quel dossier archiviato dal Viminale

angelino alfano nei guai per uno scambio di voti e potere nella sanità calabrese

Il rapporto sulla sanità nel feudo cosentino del senatore Gentile, chiuso dal ministro dell’Interno a novembre. Due giorni dopo, come riporta L’Espresso, il parlamentare è diventato coordinatore calabrese del Ncd. E ora la magistratura indaga sulle consulenze e le infiltrazioni mafiose.

 

I pasticci della sanità calabrese e il futuro dell’Ncd. Il nuovo partito di Angelino Alfano ha la sua roccaforte in Calabria: lo scorso 8 febbraio a Cosenza per il ministro c’è stato un bagno di folla. Padrone di casa il senatore Antonio “Tonino” Gentile, coordinatore regionale del partito con ambizioni da sottosegretario. In prima fila si sbraccia Gianfranco Scarpelli, il commissario risanatore della sanità cosentina: una delle fabbriche del consenso in questa terra, che muove quasi un miliardo di euro l’anno.

Ma ora Cosenza rischia di trasformarsi in una brutta grana per il titolare del Viminale.

Nove giorni dopo il bagno di folla, i giudici hanno sospeso Scarpelli per due mesi e inferto un colpo micidiale al sistema di potere di Gentile.

Al manager sono state contestate consulenze per 900 mila euro distribuite a un avvocato, fedelissimo del senatore, e girate in parte al figlio di Gentile, che è finito sotto inchiesta. I sospetti di malaffare nella sanità cosentina sono ben noti al Viminale.

Nel 2012 ispettori e militari delle Fiamme Gialle hanno passato al setaccio le attività di ospedali e ambulatori cosentini per verificare le ingerenze delle cosche nel settore. Nel loro rapporto finale già emergevano gli incarichi affidati senza gara pubblica. In tre anni l’Asp di Cosenza ha speso più di 4 milioni e mezzo in consulenze esterne. Nella relazione inviata al Prefetto di Cosenza venivano segnalate inoltre anomalie in alcuni appalti e soprattutto la presenza di personaggi vicini, e in certi casi organici, ai clan nei presidi sanitari di Paola e Cetraro.

Ma nel dossier conclusivo spedito a Roma dalla prefettura non veniva esplicitamente richiesto il commissariamento dell’azienda sanitaria, pur sottolineando una serie di ombre inquietanti sulle infiltrazioni criminali. La pratica è arrivata sul tavolo del ministro Alfano sei mesi fa ed è stata archiviata il 13 novembre, salvando così l’azienda sanitaria nel regno di Gentile.

Due giorni dopo, Angelino Alfano annuncia la nascita dell’Ncd: il senatore cosentino viene nominato coordinatore regionale. Ma ora la procura distrettuale antimafia sta rileggendo i risultati di quel rapporto finale mandato a Roma, per capire se ci sono risvolti penali nella vicenda.

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