WATERGATE MOLISE/ Il “sonno” del Tribunale di Isernia e lo strano caso dei Presidenti sostituiti all’ultimo momento

di Andrea Succi

“Papà ha perso le elezioni. Vado a casa a dormire…”. Ore 1:14 di martedì 18 ottobre. È palpabile la mestizia nelle parole di Luca Iorio, uno dei rampolli di famiglia, passato agli onori delle cronache a causa di un “maestro” troppo ingombrante, Cristiano Huscher. Ore 1:14. Papà ha perso. Ore 3:36 Papà ha vinto. Una tornata elettorale mutante, una ruota della fortuna che – clic – accende le gioie del centrodestra e uccide quelle del centrosinistra. “Nella sezione 10 di Isernia, le prime 600 schede scrutinate (su 1.200 circa) non sono state mostrate dal Presidente ai rappresentanti di lista. Se andranno al riconteggio succederà un macello. Io ho provato a contestare ma mi trovavo tutti contro.”

sonno_tribunaleChiaramente questa testimonianza non è del pargolo presidenziale, bensì di un rappresentante di lista, presente in quelle concitate ore di scrutinio. Oramai il fatto è chiaro: ci sono state delle incongruenze tra i risultati provenienti dai rappresentanti di partito e quelli ufficiali, verbalizzati e inviati alla Prefettura. Le cause di questo giallo? Lo abbiamo spiegato bene in una delle puntate precedenti sul Watergate molisano, ma ripetersi è un obbligo: incapacità, ignoranza e inefficacia. E, chissà, in alcuni casi anche malafede, come dimostrerebbe quest’altra testimonianza: “In una sezione di Isernia un Presidente fingeva di non vedere i voti disgiunti per Frattura. Quando i rappresentanti di lista, fortunatamente molto attenti, gli facevano notare gli errori, lui candidamente si giustificava dicendo:”Scusate ero distratto”…”

Brogli o non brogli, si chiedono gli amletici elettori molisani?

Per il momento la situazione è ancora avvolta da una fitta nebbiolina, per cui è meglio non azzardare conclusioni che potrebbero rivelarsi affrettate. Ma un’altra certezza la si è avuta grazie al Tribunale di Campobasso, che dopo i normali riconteggi ha esaminato le tabelle di scrutinio – in alcuni casi difformi dai verbali – e assegnato oltre 500 voti al candidato del centrosinistra Paolo Di Laura Frattura. Risultato? Il divario di 1505 voti si è assottigliato a poco meno di mille. Senza considerare che nella circoscrizione di Campobasso mancherebbero ancora una ventina di sezioni da ricontrollare e in quella di Isernia il Tribunale non ha ancora fatto partire le verifiche più approfondite.

Cerchiamo di capirci: Paolo Di Laura Frattura, tramite il proprio legale, ha inoltrato “un’istanza di verifica urgente tra le tabelle di scrutinio e i verbali di sezione. Una richiesta che era nella facoltà della Commissione accogliere o meno. Campobasso si è orientata in termini favorevoli, mentre Isernia ha rigettato l’istanza.”

Ora: perché diventa fondamentale confrontare le tabelle con i verbali? Ammesso che ci siano stati errori (o altro) nel redigere i verbali – non assegnando i voti disgiunti in favore dell’uno o dell’altro o ignorando la nullità di alcune schede – qualora si prendessero in esame le tabelle di scrutinio questi errori verrebbero alla luce e si potrebbero chiarire definitivamente i dubbi su chi sia il reale vincitore di queste elezioni molisane 2011.

Quando il centrodestra urla allo scandalo dicendo che il Tribunale di Campobasso sta svolgendo verifiche che in realtà non potrebbero effettuarsi ora, dimentica che la prassi prevede – da parte della Commissione Elettorale preposta ai riconteggi – la riapertura dei plichi, e quindi il confronto tra verbali e tabelle di scrutinio, in caso di incongruenze tra voti e votanti. Cosa che è accaduta in diverse sezioni sia nella circoscrizione di Campobasso che in quella di Isernia. Solo grazie all’esame delle tabelle di scrutinio si è scoperta anche l’anomalia riguardante la mancata assegnazione del voto disgiunto.

Eppure il Tribunale di Isernia, nonostante a questi fatti si aggiungano diverse testimonianze indicative di una gestione approssimativa, e probabilmente falsata, della fase di scrutinio, si ostina a limitare – seppur legittimamente – il suo operato alle normali operazioni di routine. La nomina continua a slittare, i dubbi aumentano, la “tensione sociale” cresce e le minacce di querele paventate negli ultimi giorni servono solo ad accrescere il sospetto che qualcosa di losco ci sia stato.

Sarebbe da sciocchi ignorare le testimonianze che abbiamo raccolto e che, inspiegabilmente, riguardano nella maggioranza dei casi la circoscrizione di Isernia. Rivediamone alcune.

“Martedì facevo il rappresentante di lista a Venafro e durante lo spoglio è uscito un voto per Di Chiro Pasqual Humberto (candidato con Alternativ@, centrosinistra, ndr). Mercoledì ho letto sul sito del Ministero che questo poveretto non aveva preso nessun voto!!!!!”;

“Presso la scuola materna di S.Pietro Celestino (seggio di Isernia), verso le 21.30 circa, un Presidente si è chiuso dentro e non faceva entrare nessuno. Quando qualcuno ha minacciato di chiamare la Digos, i funzionari presenti tendevano a minimizzare, dicendo di non fare questi casini.”;

“Nel seggio di Longano ho contato 17 preferenze per Maria Teresa D’Achille (candidata nelle circoscrizione di Isernia per l’Idv, ndr), mentre il sito della Prefettura ne riporta solo 7.”;

“A Isernia, nella sezione 13, le irregolarità riguardano una mancata assegnazione a Frattura dei voti disgiunti, che invece venivano ascritti al candidato di centrodestra, e il mancato annullamento di schede con segni di riconoscimento, che invece sarebbero state assegnate a Michele Iorio.”

E, last but not least, c’è la denuncia penale a carico d’ignoti, firmata dal cittadino elettore Alberto Gentile di Isernia e portata all’attenzione dell’opinione pubblica il 27 ottobre scorso, dove si evincono – in maniera dettagliata – tante altre bizzarrie che hanno caratterizzato la notte del Watergate.

Da mezzanotte in poi, tutti i dati confluiti, sia alle Prefetture che alle sedi elettorali collimavano e quindi davano un vantaggio quasi definitivo per il candidato alla Presidenza Frattura, sia per trend, sia perché le sezioni aperte a quell’ora erano una piccola minoranza. Tra le ora 1,00 e 1,30 del 18 ottobre, un funzionario della Prefettura di Campobasso, a quanto riferitomi (da verificare), confermava il vantaggio del candidato Frattura. A quest’ora nella sede di Frattura si festeggiava, mentre in quella del centrodestra tutti i candidati erano assenti. Pochi minuti dopo l’annuncio del Funzionario si verificava un “blocco” della comunicazione dei dati che durava circa un’ora e mezza. Alle ore 3,00 del 18 ottobre finalmente Teleregione (una tv locale, ndr) comunicava che era in vantaggio il Candidato Presidente Iorio e che mancavano i dati di 80 sezioni; alle 3,30 comunicava ancora che mancavano i dati di 40 sezioni ed il vantaggio di Iorio si era consolidato.

L’aspetto agghiacciante è che non stiamo parlando di chiacchiericci da bar o post anonimi su Facebook, ma di una denuncia penale firmata con nome e cognome e presentata alla Procura Generale presso la Corte di Appello di Campobasso, alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Campobasso e alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Isernia.

La documentazione di Gentile è troppo circostanziata perché le domande che pone non ricevano risposta, su tutte quelle riguardanti l’anomalia delle schede nulle e le lungaggini nella trasmissione dei verbali alla Prefettura. Ricordiamo che ci sono stati casi di comuni con 618 votanti, come Civitanova del Sannio, i cui dati sono stati inseriti alle 7:04 di martedi 18, dopo ben 16 ore dalla chiusura del seggio.

Strano è anche che alle 3,00 di notte“, si legge nell’esposto di Gentile, “c’erano ancora 80 sezioni da scrutinare ed alle ore 3,30 solo 40 sezioni. Tutto ciò è verificabile dagli orari di chiusura dei verbali in possesso dei Comuni e degli Uffici Elettorali Circoscrizionali presso il Tribunale di Campobasso e Isernia.

A quell’ora non dovrebbero essere già terminati da un pezzo gli scrutini? “Per computare 1.000 schede”, ci dice un esperto del settore, “se proprio sei un incapace e vuoi prenderti due ore in più del previsto, concludi le operazioni alle 23:00, cioè dopo otto ore dalla chiusura dei seggi. E invece c’è chi ha fatto l’alba. Se ci fossero state irregolarità avvenute in malafede, questo sarebbero state commesse dopo la mezzanotte.”

Torniamo alla denuncia di Gentile e soffermiamoci su un ulteriore, inquietante, aspetto che potrebbe essere “la causa di tutti i mali”. “Risulta, infine, che il giorno antecedente l’apertura delle operazioni elettorali, un’alta percentuale dei Presidenti di seggio hanno rinunciato all’incarico, quindi sono intervenuti i Sindaci che hanno designato un Presidente del loro paese; immagina il sottoscritto”, denuncia Gentile, “che i Presidenti nominati avessero titolo per la nomina, e l’esperienza necessaria per ben attribuire le schede, senza mal pensare sulla terzietà del loro mandato.Questo è uno dei motivi che avrebbe generato confusione e incapacità nello spoglio elettorale e, quindi, nell’assegnazione esatta del voto disgiunto e nelle pratiche di annullamento delle schede. Ma c’è dell’altro.

Bisogna chiarire che il Presidente di seggio viene sì nominato dalla Corte d’Appello, ma su indicazione del comune. E qualora quel Presidente sia impossibilitato a svolgere la sua funzione (o rinunci per qualsivoglia motivo) sapete a chi tocca scegliere il sostituto? Non più alla Corte d’Appello, ma al Sindaco di quel comune, che nomina il sostituto sulla base dell’elenco dei cittadini iscritti come aspiranti sostituti di Presidenti. Va da sé che un sindaco di centrodestra sarà più portato a nominare persone di sua fiducia piuttosto che acerrimi nemici, cosa che – siamo sicuri – farebbero anche nel centrosinistra.

E se nella Provincia di Isernia i comuni fossero – come sono – nella stragrande maggioranza amministrazioni legate al centrodestra, sapete questo cosa significa?

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