SPRECHI/ Ambito sociale. 133 mila motivi per lamentarsi

“Nonostante gli sforzi fatti dal governo regionale e da molti comuni per integrare i mancati trasferimenti nazionali,  le risorse assegnate per il 2012 sono ampiamente insufficienti a garantire la prosecuzione dei  servizi in questo ultimo scorcio di anno”. È uno dei passaggi chiave dell’intero documento della Lega della Cooperative, la quale denuncia che, a meno di tre mesi dalla scadenza dei Piani sociali di Zona, l’intero comparto socio-sanitario è completamente privo di programmazione. L’Infiltrato.it, a tal proposito, ha analizzato con attenzione la rendicontazione ufficiale dell’ambito sociale di Termoli (Portocannone) ed ha scoperto che si spende molto di più di quello che ufficialmente si dovrebbe per erogare servizi efficienti.

 

di Alessandro Corroppoli

soldi_volano_via_sprechi_abbuffataI primi a lamentarsi sono stati i presidenti di due ambiti molto importanti, Riccia e Termoli. I sindaci Micaela Fanelli e Lugi Mascio hanno lamentato la scarsa attenzione che viene concessa al settore socio-sanitario da parte dei vertici regionali. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il presidente della Legacoop, Giovanni Cefalogli: “C’è l’incertezza più assoluta, non è stata avviata nessuna programmazione non è stata definita la dotazione finanziaria, c’è l’incertezza sulla sopravvivenza stessa dei Piani Sociali di Zona e di conseguenza nessuna procedura di affidamento avviata”.

Appunto la dotazione finanziaria. Lo scorso  22 Giugno così scrivevamo in merito agli ambiti sociali di zona: “La Regione Molise disponeva anche di altri 900 mila euro, anch’essi residui, che sarebbero serviti ad esempio per  il saldo finale  agli ambiti e per finanziare alcune attività […]Purtroppo per questioni inspiegabili quelle somme non sono state scritte in bilancio  e di conseguenza non state riportate sulla competenza del 2012”. A distanza di tre mesi, ancora nulla è stato fatto per colmare tale buco e con molta probabilità due miliardi delle vecchie lire (non stiamo parlando di fondi regionali ma trasferimenti di Stato) verranno persi definitivamente.  Mancanza confermata dallo stesso Cefalogli, il quale, però, tiene a precisare che “il problema sarà risolto con la variazione di bilancio in fase di approvazione da parte del Consiglio regionale. Complessivamente le somme 2012 non sono sufficienti, tant’è che sono stati già ridotti e tagliati diversi servizi in tutta la Regione. Per il 2013 non ci sono previsioni, ma anche immaginando le stesse risorse totali del 2012 salterebbe l’intero sistema”.

Un intero sistema che fino ad oggi è riuscito a compensare, soprattutto grazie al senso di responsabilità di migliaia di operatori sottopagati, le gravi lacune amministrative e burocratiche ma che nella sostanza ha fallito la sua mission iniziale, cioè l’integrazione sociale con quella sanitaria.  A poco più di 120 giorni dalla scadenza naturale, bisognerebbe redigere un nuovo Piano sociale regionale o un Piano socio-sanitario regionale (o  almeno  delle corpose linee guida) e successivamente passare alla programmazione locale. Si tratta di un percorso che, necessariamente, deve essere svolto in maniera partecipata, con il coinvolgimento di  tutti gli attori del sistema (Comuni, ASReM,  Istituzioni scolastiche, terzo settore ecc). “Mancano solo tre mesi e ancora non si comincia a discutere di questioni decisive come le risorse disponibili per le politiche sociali, l’articolazione territoriale degli ambiti, le procedure per una reale integrazione socio-sanitaria, le modalità organizzative”. Conclude così il presidente della Legacoop Molise.

L’anomalia maggiore in seno ai Piani Sociali di Zona è sicuramente quella relativa alla composizione dell’ambito territoriale Termoli-Portocannone, dove il comune maggiore, e quindi  con  più risorse economiche tecniche ed organizzative, non è capofila. Anomalia sia perché a essere capofila non è il comune più popoloso e sia perché la collocazione geografica dei comuni appartenenti hanno bisogni ed esigenze molto diverse tra loro. Ad esempio, mentre a Termoli città potrebbe esserci un problema inerente il trasporto disabili, a Lupara, piccolo centro dell’entroterra, il problema è l’assistenza domiciliare degli anziani. Altro grave problema, che si ripropone periodicamente, è quello relativo alle quote di compartecipazione dei vari comuni. È un dato di fatto che, quando il comune più popoloso non versa la propria quota per svariati mesi, si vanno a creare degli scompensi economici che ricadendo negativamente sul bilancio non permettono, ad esempio, di pagare con regolarità le quote alle cooperative appaltanti e di conseguenza gli stipendi ai vari operatori. Oggi come a giugno (quando ci fu il blocco di una settimana degli operatori della cooperativa Sirio) problemi economici sono presenti.

Gli ultimi dati in nostro possesso ci dicono che, ad esempio, il comune di Termoli deve all’ambito una cifra pari a 450 mila euro; quello di Montenero di Bisaccia 230 mila euro, mentre quello di Montemitro 50 mila euro. Come si comporta solitamente in queste situazioni il comune capofila?  Chiede aiuto alle banche, se il bilancio non glielo consente. Ovviamente il comune debitore verso il municipio capofila pagherà solo la sua quota, mentre l’interesse alla banca sarà tutto a discapito del comune capofila. Questa situazione, non più ipotizzata ma reale, sta diventando preoccupante per l’intero sistema funzionale dei Piani sociali di zona.

Una delle maggiori cooperative, la Sirio, vanta crediti per oltre due milioni e mezzo di euro per i servizi sociali che gestisce nella Regione, di cui oltre un milione di euro nei confronti del Piano sociale di Zona di Termoli-Portocannone e/o dei comuni che ve ne fanno parte. Ma non vanno dimenticate neanche le piccole cooperative anch’esse penalizzate. Ricordiamo la cooperativa ‘nuovAssistenza’, la quale  è creditrice di poco più di 100mila euro verso i servizi sociali Regionali, di cui circa 26.000 nell’ambito di Termoli. Questa carenza di liquidità va ad intaccare anche la qualità del servizio svolto, che va di pari passo con il miglioramento delle condizioni lavorative degli operatori. Dal punto di vista della diffusione e articolazione dei servizi non v’è dubbio che i Piani sociali di Zona di Campobasso e Termoli siano quelli migliori. Nello stesso tempo, grazie a prezzi di affidamento più alti, i soci e lavoratori sono quasi tutti assunti con il CCNL e hanno migliori retribuzioni e più diritti che negli altri piani sociali.

A questo fatto se ne aggiunge un altro non di poco conto. Brevemente, ricordiamo ai lettori che non tutti i servizi erogati dai sette ambiti sociali regionali vengono finanziati con fondi pubblici. Il servizio sociale dell’ambito si occupa di tre fasce: anziani, disabili e minori. I fondi vengono così ripartiti: per disabili e minori ci sono i contributi regionali, mentre per i servizi agli anziani i comuni debbono provvedere di tasca propria. Per l’anno 2012 la Regione Molise ha previsto un investimento complessivo per l’Ambito di Termoli pari a 511.121, 49 euro. Tale cifra viene ripartita, in base ai bisogni, a tutti i 19 comuni dell’ambito. Infiltrato.it ha però scoperto che, in base ai calcoli ufficiali del coordinamento d’ambito, la somma spesa per adempiere a servizi ai disabili e minori è pari a 644.109,12 euro, cioè 132.987,63 in più della quota regionale assegnata. Nella fattispecie, abbiamo sommato tutte le cifre corrisposte per i servizi ai disabili e minori (assistenza, trasporto, e centri diurni) e confrontato l’importo con quello stabilita a livello regionale.

 

 

 

 

 

COMUNI

Quota Comuni per Ufficio di Piano

Quota Comuni per Ass. Anziani

Servizi disabili e minori con quota regione

Quota regione con riparto

1

Acquaviva

3.303,44

3.188,16

0,00

5.166,60

2

Campomarino

57.517,76

38.966,40

51.966,40

49.251,74

3

Castelmauro

6.794,88

11.867,40

8.953,44

12.474,74

4

Civitacampomarano

2.286,62

11.158,56

0,00

4.404,92

5

Guardialfiera

17.618,96

39.852,00

22.671,36

8.400,24

6

Guglionesi

35.573,98

33.765,12

29.126,88

38.005,90

7

Lupara

2.270,85

5.136,48

0,00

4.225,27

8

Mafalda

4.617,41

12.752,64

3.896,64

9.132,85

9

Montecilfone

5.665,76

27.630,72

0,00

10.433,84

10

Montefalcone nel S.

6.777,21

0,00

15.360,00

12.273,41

11

Montemitro

1.247,10

11.158,56

0,00

3.384,53

12

Montenero di B.

71.529,33

176.765,76

21.587,52

47.555,88

13

Palata

6.881,32

29.756,16

10.719,52

13.459,08

14

Petacciato

31.294,69

10.983,00

25.948,48

25.983,99

15

Portocannone

15.863,44

19.128,96

8.147,52

18.388,56

16

San Felice del M.

1.882,97

16.649,28

0,00

5.216,92

17

San Giacomo Dei S.

16.060,12

0,00

14.233,92

9.003,86

18

Tavenna

3.398,70

21.254,40

2.302,56

6.251,68

19

Termoli

111.888,50

113.356,80

429.194,88

227.927,60

 

TOTALE

402.473,04

583.370,04

644.109,12

511.121,49

 

Differenza tra Spesa Prevista e Quota Regione

132.987,63

 

 

Ricapitoliamo. La Regione Molise, quota Regione con riparto, stanzia per l’ambito sociale di Portocannone una cifra pari a 511.121,49 euro. Tale somma è riservata al funzionamento e all’espletamento dei servizi a favore di disabili e minori a rischio. Viceversa la spesa prevista per disabili e minori con quote regionali è pari 644.109,12 ovvero 132.987,63 euro in più di quelli stanziati. A questo punto, è lecito domandarsi perché si prevede una spesa maggiore rispetto alla quota assegnata. Perché ci sono circa 133 mila euro in più sul bilancio? Come vengono o sono stati utilizzati i soldi?

Complessivamente, la qualità e la quantità dei servizi sociali è andata disperdendosi nel tempo. Da un eccessivo entusiasmo al momento della loro istituzione, 2005-2007, si è progressivamente passati al rischio attuale di completo fallimento.

 

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