SENZA CENSURA/ Irregolarità nel Comune di Isernia: favori alle FS?

L’insulsa voglia di cemento del duo Melogli-Voria e le bagarre comunali – tra minacce, accuse e interessi – hanno spinto qualcuno a denunciare presunte irregolarità nello scambio di favori tra il Comune di Isernia e le FS.

municipio_iserniaCerchiamo allora di andare a fondo nella vicenda. La proposta avanzata da Gabriele Melogli e Celestino Voria prevede uno “scambio” tra Comune e Ferrovie dello Stato: l’amministrazione avrà gratis 13 mila metri quadrati di terreno da destinare ad un parco e all’Officina della Cultura, e in cambio le FS potranno realizzare tre palazzine pari ad una cubatura di 18 mila metri cubi.

Tiziano Di Clemente, coordinatore regionale del PCL, in una lettera pubblica, ha denunciato alcune irregolarità da cui scaturirebbero favori garantiti, con questa proposta, dal Comune alle FS.

Secondo Di Clemente, addirittura, se il Comune dovesse proseguire su questa strada, ci sarebbero tutte le ragioni per un esposto alla Procura della Repubblica di Isernia e alla Corte dei Conti del Molise. Quanto affermato da Di Clemente è molto eloquente. Secondo alcuni studi “l’attuale valore dell’area è di € 15,00 a mq poiché ‘area di servizio pubblico e privo di capacità edificatoria’”, mentre un suolo edificabile nell’area della stazione potrebbe arrivare a valere intorno ai 700 euro al mq. Cosa vuol dire questo in concreto?

Il comune cede alle FS circa 13 mila mq di area per un valore, come detto, di 15 euro a mq per un totale di circa 190 mila euro. “Ma incassa a suo favore – scrive Di Clemente – la edificabilità di 6.687 mq dell’area che perciò passerebbero da un valore di € 100.305,00 (€ 15,00 mq) ad un presumibile valore di 4 milioni e 680 mila euro  (€ 700 a mq)”. Insomma, a conti fatti, secondo il coordinatore regionale del PCL, le Ferrovie dello Stato andrebbero incontro ad un guadagno pari a circa 4 milioni e mezzo di euro.

E d’altronde non è la prima volta che le FS fanno affari in Molise. Per la cementificazione della stazione, infatti, sarà la Società “Sistemi urbani” del gruppo FS a giungere a patti con il Comune di Isernia; ma tale gruppo controlla con una quota del 100% anche la società che gestisce i parcheggi a pagamento a Isernia, ovvero la Metropark. Nel sito della stessa Metropark si legge che il gruppo “offre soluzioni per la sosta e la mobilità integrata delle persone, in una logica di servizio orientata al cliente. Gestisce n° 83 aree di parcheggio nelle principali stazioni ferroviarie”. Peccato che i parcheggi a pagamento coprono aree che vanno ben oltre la semplice “stazione ferroviaria”. E non è finita qui, dato che anche il terminal è controllato dalla stessa Metropark. Insomma, le FS, se così fosse, continuerebbero a fare grandi affari ad Isernia.

FS_logoIntanto, però, le Fs non stanno perdendo tempo. E cominciano a vendere. Mentre la maggioranza continua con le sue lotte interne, le Ferrovie, infatti, hanno venduto a imprenditori privati il tratto di terreno che va dal passaggio a livello fino al nuovo sottopasso sulla Statale 17 (confinante da una parte con via Latina e dall’altra con via Veneziale). Un’area molto vasta che si sarebbe potuto trasformare in verde e invece è stata venduta per una cifra totale di circa 130 mila euro.  Al momento il terreno non è edificabile, ma certamente si richiederà a fine anno la riclassificazione per fini urbanistici e il Comune, molto probabilmente, non potrà opporsi perché i privati senz’altro, in quel caso, faranno ricorso al Tar con ottime speranze di vincere. Queste sono le conseguenze di ritardi, accordi discutibili, politiche nefande.

E d’altronde questa amministrazione – non è un mistero – sta investendo molto sull’edilizia. Basti pensare (e vedere) a quanto sta accadendo nelle “nuove” zone isernine. Si va avanti di deroga in deroga per nuove palazzine, nuove case, nuovi edifici. Una domanda: tutte queste costruzioni sono state utili? I dubbi rimangono: “tutte le costruzioni fatte in zona Nunziatella (a ridosso del centro commerciale, ndr) – ci dice Angelaccio – mi sembrano prima di tutto non esteticamente apprezzabili e, soprattutto, non necessarie. Non credo ci siano masse erranti e immigrati in arrivo ad Isernia”. Eppure sono molti a dire che queste case sono buona parte già vendute: “non mi pare proprio. Basta vedere quante serrande e avvolgibili sono perennemente chiusi e quanti striscioni “vendesi” sono appesi ai balconi. Ma poi, oggettivamente, dove sono tutte queste persone ad Isernia? Sembra abbiano costruito una nuova città per un esodo di profughi”.

Nel caso quest’ “esodo” dovesse verificarsi, non preoccupatevi: nel giro di qualche anno sorgeranno altre tre palazzine.

 

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