SENZA CENSURA/ Cementificazione Isernia: minacce, accuse e interessi.

Un’ inchiesta senza censura sullo strano caso della Stazione di Isernia. Tra minacce, accuse e interessi ci si chiede: questa cementificazione s’ha da fare o no?

Stazione_di_IserniaIl Consiglio Comunale di Isernia, da alcuni mesi a questa parte, sta vivendo una situazione che ha del paradossale: minacce, intimidazioni, ritrattazioni, accuse, interessi. E tutto per una questione: questa cementificazione s’ha da fare o no?

E’ infatti la possibile cementificazione dell’area della stazione di Isernia il pomo della discordia, non solo nel Consiglio Comunale, ma nella maggioranza stessa (molti, infatti, sono stati i consiglieri di maggioranza che hanno sollevato dubbi sulla questione). E la vicenda, come vedremo anche nei prossimi giorni, non è solo politica. Qui si parla di affari, ditte, irregolarità denunciate da alcuni (da sinistra a destra), ma taciute da altri (i “fedelissimi”, come l‘ex An Fevola). La questione, dunque, è davvero scottante. E al centro di questo vortice due figuri: il sindaco Melogli, che addirittura alcuni giorni fa ha inspiegabilmente minacciato di rassegnare le dimissioni (per la quinta volta. “La sua arma preferita”, ci dice Edmondo Angelaccio) ; e poi lui, Celestino Voria, Assessore all’Urbanistica, il quale tanto ha fatto e tanto ha detto, cercando di addurre validi motivi per spiegare un progetto –quello appunto della cementificazione –  che non sembra avere né capo né coda.

Ma iniziamo da principio (può essere molto utile per comprendere alcune “stranezze” ed altri ripensamenti improvvisi). Come molti già sapranno, il duo Voria-Melogli ha avanzato la proposta di un accordo con le Ferrovie dello Stato che prevedrebbe il rilascio della concessione edilizia alle FS per la realizzazione di tre palazzine in via Libero Testa (in pratica, nell’area dietro la stazione). In cambio il comune di Isernia riceverebbe gratuitamente  13 mila metri quadrati di terreno da destinare ad un parco verde (il sindaco ha parlato di “una nuova villa comunale al centro della città”) e all’Officina della Cultura. Pian piano, però, sono cominciati a crescere molti dubbi, sebbene Voria avesse assicurato che il Comune si trovava costretto allo “scambio” perché non aveva i soldi per comprare dalle FS.

I primi a guardare con perplessità a tale progetto sono stati alcuni esponenti dell’opposizione, uno su tutti Edmondo31012008146RITAngelaccio. Fu proprio lo stesso Angelaccio, infatti, a sottolineare per primo che nell’area della stazione sarebbe stato ottimale creare un’area verde attrezzata, “polmone della città e spazio aperto per i cittadini, con area pedonale alle 18.00”. Fatto sta, comunque, che ben presto, sulla questione stazione, c’è stata piena convergenza tra opposizione e la maggior parte dei consiglieri di maggioranza, in quanto, come dichiarato da persone ben informate, “per avere le concessioni sarebbero stati taroccati i disegni. Ci sono forti sospetti che si voglia in qualche modo forzare le procedure”.

A tal proposito è necessario tener chiaro un punto: il Consiglio Comunale conta al suo interno 40 consiglieri. La maggioranza è, per così dire, bulgara, in quanto ben 31 sono coloro che appoggiano Gabriele Melogli e soltanto 9 sono di opposizione. Ebbene, nonostante questo, sulla questione “stazione” il sindaco di Isernia ben presto si è reso conto che non avrebbe ottenuto il voto favorevole della maggioranza dei suoi consiglieri. Proprio per questo, dopo aver cincischiato a lungo, Melogli si è trovato costretto, nella seduta dell’otto aprile, a ritirare il provvedimento relativo.

 

Continua…


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