SCANDALI ITALIANI/ 1-La Zuccheropoli molisana

di Pasquale di Bello e Michele Mignogna

Il Molise dei misteri, e quello dei meno misteriosi intrecci tra politico-affaristici, trova nella storia recente dello ZUCCHERIFICIO DEL MOLISE uno dei suoi capitoli più inquietanti. Dietro la compravendita delle quote cedute dai vecchi proprietari, la famiglia bolognese dei Tesi, si snoda un dedalo societario al cui centro si trova la società G. & B. INVESTMENTS Spa, nuovo socio privato. Un labirinto che parte da Isernia, transita da Cipro e Lussemburgo, e ritorna secondo un percorso circolare nella città pentra. La roccaforte del governatore della Regione Molise, Michele Iorio. Nel cono d’ombra del presidente regionale c’è Remo Perna, imprenditore noto alle cronache per pregressi fallimenti e irragionevolmente accostato da Iorio a Sergio Marchionne, il supermanager di casa Agnelli. Quella che il capo della Regione, in un ardimentoso quanto grottesco esempio, paragona ad un’operazione di rilancio aziendale stile FIAT, è in realtà una delle più spericolate e oscure avventure finanziarie degli ultimi anni condotte con i quattrini dei contribuenti. Remo Perna non solo non è il Marchionne dello zucchero osannato da Iorio ma rappresenta, in realtà, lo snodo di intrecci finanziari e interessi politici che l’inchiesta condotta dall’Infiltrato si propone di portare alla luce. Un mistero molisano che ben si inserisce nel solco del malcostume italiano e dello scialacquio di denaro pubblico.

 

 

Il Marchionne dello Zucchero

Campobasso, pomeriggio del 25 febbraio 2010. Il responsabile dell’Ufficio Stampa e Comunicazione della Presidenza Befana 2010, Remo Perna allo Zuccherificio del Molise.della Regione Molise, Michele Simiele, dirama agli organi di informazione una nota nella quale, tra le altre cose, si legge la seguente dichiarazione attribuita al governatore Michele Iorio e da quest’ultimo mai smentita: “Ho letto sempre sullo stesso giornale (Nuovo Oggi Molise ndr) anche una serie di offese e illazioni sul socio privato. Dichiarazioni che non intendo commentare; evidenzio solo, però, che noi non abbiamo fatto altro che seguire il percorso intrapreso dalla FIAT quando si è affidata, per il suo rilancio, a Marchionne. Forse eravamo più presi, diversamente da Nuovo Molise, dalle capacità del manager e dal progetto industriale che aveva in mente. Parimenti noi abbiamo pensato più alle idee di Perna, che alla sua residenza. Idee tramutate in un progetto che abbiamo discusso e condiviso anche con i bieticoltori, i lavoratori e le altre forze sociali”.

Il Marchionne a cui Iorio fa riferimento nel febbraio 2010 è Remo Perna, e la capacità del manager – per restare alle parole del governatore – all’epoca è già certificata dai fallimenti di PANTREM Spa, G.T.R. Spa, H.D.R. Spa. A Iorio però non interessano i fallimenti ma le idee di Perna e il suo progetto industriale per il rilancio dello ZUCCHERIFICIO DEL MOLISE, l’azienda saccarifera di cui la Regione direttamente (col 24,52%) e tramite l’ente regionale in liquidazione ERSAM (34,60%) è socio di maggioranza e la cui quota residua (pari al 37,74%) è stata acquistata pochi mesi prima, il 2 dicembre 2009, dalla G. & B. INVESTMENTS Spa che ha rilevato le azioni del socio privato storico, l’ingegnere bolognese Luigi Tesi. Il restante 3,14% dello Zuccherificio del Molise è di proprietà della Regione Puglia.


La compravendita e il pagamento parziale delle quote

Bologna, pomeriggio del 23 settembre 2009. Facciamo un passo indietro. Nella città felsinea si danno appuntamento Luigi Tesi, il venditore, e Romano Deni, il giovanissimo amministratore unico (all’epoca ha solo 22 anni) della G. & B. INVESTMENTS Spa, la parte acquirente. Società, quest’ultima, che si scoprirà essere di totale proprietà della società GB MANAGEMENT CYPRUS LIMITED con sede a Cipro. Tesi e Deni si danno appuntamento all’ombra della Torre degli Asinelli per sottoscrivere il contratto preliminare di compravendita della quota privata dello ZUCCHERIFICIO DEL MOLISE spa. Il corrispettivo pattuito è di 2milioni e 650mila euro di cui 1milione e 150mila euro dovuti alla stipula del preliminare e 1milione e 500mila secondo un piano di pagamento con scadenza a luglio 2011. Ma qualcosa, nel frattempo, si inceppa. Evidentemente Luigi Tesi e Remo Perna (che agisce tramite Remo Deni) non si fidano l’uno dell’altro.

Isernia, pomeriggio del 2 dicembre 2009. E’ il momento della stipula dell’atto di compravendita tra Luigi Tesi e la G. & B. INVESTMENTS rappresentata da Romano Deni. Le diffidenze di Tesi si concretizzano: l’uomo non si fida e chiede e ottiene che il saldo dovuto (1milione e 500mila euro) venga anticipato di un anno e, precisamente, dal luglio 2011 al 30 giugno 2010. Tre rate da 500mila euro l’una, da pagarsi a fine aprile, maggio e, appunto, giugno. Ma non va così. Qualcosa va storto, e la famiglia Perna, che sta dietro all’intreccio societario, non paga più nulla. A Tesi viene contestata una trattativa, abilmente dopata. A detta della G. & B. INVESTMENTS, la situazione economico-finanziaria dello ZUCCHERIFICIO DEL MOLISE presentata da Tesi sulla carta sarebbe radicalmente differente da quella poi trovata nella realtà. Il contenzioso civile, tuttora in corso, vede coinvolta anche la finanziaria I.FI.M Spa che in data 30 novembre 2009, solo due giorni prima della compravendita, rilascia apposita fidejussione in favore della G. & B. INVESTMENTS. Soci della I.FI.M Spa sono, tra gli altri, la finanziaria regionale FINMOLISE Spa (e quindi la Regione a tutti gli effetti) e (all’epoca) la stessa G. & B. INVESTMENTS.


Il ruolo di Remo Perna

Il Marchionne dello zucchero, o quello che tale dovrebbe essere secondo le parole del presidente della Regione Molise, Iorio, in realtà non risulta essere né socio della società acquirente né amministratore della G. & B. INVESTMENTS. Eppure è lui che Michele Iorio presenta come il manager adatto a rilanciare le sorti dello ZUCCHERIFICIO DEL MOLISE. Memorabile la Befana 2010, celebrata in un tripudio di osanna elevati da tutto lo stato maggiore del centrodestra molisano et ultra, compresi pezzi di centrosinistra. Tuttavia, Remo Perna, sulla carta non risulta da nessuna parte. Eppure è lui a muovere, accreditato personalmente da Iorio, tutto l’affaire Zuccherificio.

Una prima e nascosta “apparizione” Perna la fa nel preliminare di compravendita delle azioni di Tesi, laddove viene indicato come referente, presso la I.FI.M. Spa, per emendamenti e comunicazioni relativi alla futura vendita. Ma è attraverso l’incredibile concatenazione societaria che si arriva a lui, un brillante gioco di scatole cinesi del quale, al momento, l’autore risulta tanto ignoto quanto mente brillante. Per ora sappiamo che il nuovo socio privato dello ZUCCERIFICIO DEL MOLISE è la G. & B. INVESTMENTS che, a sua volta, è di proprietà (al 100%) della società cipriota GB MANAGEMENT CYPRUS LIMITED.

Luogo ignoto, ora ignota, dell’8 febbraio 2010. A due mesi dal tripudio della Befana la GB MANAGEMENT CYPRUS LIMITED vende l’intera G. & B. INVESTMENTS alla società lussemburghese P.F.P. INTERNATIONAL S.A. nel cui Consiglio di amministrazione siede Francesco Perna, figlio di Remo, che attualmente siede anche in seno al C. di A. dello ZUCCHERIFICIO DEL MOLISE. La P.F.P. INTERNATIONAL S.A. appartiene quasi totalmente (307 azioni su 310) alla P.A.P. S.a.s. di Isernia amministrata a lungo da Remo Perna, precisamente sino al 4 gennaio 2010, e da tale data dal figlio Francesco. La P.A.P. S.a.s. – ed è qui che il cerchio si chiude – risulta essere di proprietà dei fratelli Perna, Francesco, Manuela e Arianna, figli del patron Remo.

Termoli, pomeriggio del 5 marzo 2010. Remo Perna fa un’ulteriore apparizione ufficiale. Si riunisce quel giorno l’Assemblea straordinaria e ordinaria dei soci dello ZUCCHERIFICIO DEL MOLISE. In quella sede Remo Perna interviene in qualità di rappresentante del socio privato G. & B. INVESTMENTS (in pratica di se stesso e della sua famiglia). Lo stesso giorno il figlio Francesco assume la carica di Consigliere d’amministrazione dello stabilimento saccarifero.


Chi paga?

A questo punto alcune cose cominciano ad essere chiare, per altre, invece, la nebbia degli intrecci societari e dei flussi di denaro è fittissima.

Tra le cose chiare sappiamo che a tirare le fila dietro alla compravendita delle quote private dello ZUCCHERIFICIO DEL MOLISE c’è Remo Perna, e lo fa tramite la concatenazione societaria che fa capo alla propria famiglia. Sappiamo, inoltre, che dei pattuiti 2milioni e 650mila euro dovuti a Luigi Tesi ne sono stati pagati soltanto 1milione e 150mila. Restano ora le nebbie, e a questo punto le cose da capire sono due: con quali soldi la G. & B. INVESTMENTS, e quindi la famiglia Perna, paga le quote dello ZUCCHERIFICIO DEL MOLISE? E, principalmente, i quattrini usati da dove provengono? La nebbia fitta, poi, si trasforma in un muro impenetrabile di mistero laddove si scopre che a pagare l’acconto a Tesi è solo in parte la G. & B. INVESTMENTS. A quest’ultima possono essere fatti risalire pagamenti per 850mila euro. Il resto della somma incassata dall’ingegnere bolognese proviene (e non si sa a quale titolo) da una società ubicata nel comune di Pozzilli e attiva nel settore della moda, la C.P.M. Srl, che nulla ha a che fare né con la G. & B. INVESTMENTS né con lo ZUCCHERIFICIO DEL MOLISE. Sta di fatto che l’amministratore unico della C.P.M. Srl, tale Antonio Mucciardi, paga i restanti 300mila euro con somme della medesima società. Perché Mucciardi paga, e in nome e per conto di chi? E qual è il percorso che assicura le provviste finanziarie necessarie ai pagamenti effettuati dalla G. & B. INVESTMENTS e dalla C.P.M. Srl?

(fine prima parte)

Continua…

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