SANITÀ/ Molise, Michele Iorio si è bocciato da sè

Michele Iorio salvato dal Tar Molise? Così pare, da quando – due giorni fa – il tribunale amministrativo ha bloccato il provvedimento del Governo Berlusconi sospendendo l’aumento delle tasse deciso il 13 maggio scorso dal tavolo tecnico per ripianare il deficit sanitario regionale. Eppure, sentenza favorevole o contraria poco importa, Michele Iorio si è bocciato da solo: basta andare in giro per gli ospedali molisani per rendersene conto.

 

michele_iorio_bocciatoQuando il Governo centrale aveva stabilito un incremento dell’Irap dello 0,15% e dell’Irpef dello 0,3%, il Presidente Iorio aveva risposto chiedendo l’accesso ai Fondi FAS, per coprire quindi il deficit senza alzare le tasse. Ma il Governo centrale aveva rifiutato la proposta.

Sembrava, in pratica, il colpo fatale per Iorio: con l’aumento delle tasse anche i più orbi cittadini molisani avrebbero dovuto ammettere  la “mala gestio” di questo governo regionale riguardo la sanità. E invece, dopo le varie bocciature nei tavoli interistituzionali, dopo i secchi “no” di Cattolica e Neuromed, dopo la condanna anche della Commissione parlamentare di inchiesta sugli errori in campo sanitario, il Tar regala una boccata d’ossigeno al Governatore.

Ma basterà? Probabilmente no. Innanzitutto perché bisogna aspettare il 26 gennaio 2011, quando il Tribunale Amministrativo si esprimerà sul merito.

Ma, a prescindere dalla sentenza del Tar, i tagli e le “debolezze” del sistema sanitario già si stanno manifestando con forza. Come già abbiamo scritto anche in passato, sebbene Iorio continui a parlare di semplice “riconversione”, per il momento si sta andando drasticamente a diminuire i posti letto, come sta accadendo sia a Termoli che a Larino. Al San Timoteo dal primo novembre il reparto di Medicina conta 5 posti in meno, stessa sorte per il reparto di Ortopedia. Tagli più pesanti, invece, per Chirurgia: 10 posti in meno. A Larino, invece, il laboratorio di Oncologia sarà tagliato di netto. Chiuso.

Ed anche a Isernia le cose non vanno meglio. “Viviamo una situazione insostenibile”, ci rivela un infermiere del Pronto Soccorso del Veneziale che preferisce mantenere l’anonimato. “Avremmo bisogno di più posti letto, ma questi non vengono affatto garantiti”. Anche ad Isernia, dunque, i tagli si sono fatti sentire: “il numero dei posti letto è notevolmente ridimensionato. E la situazione è acuita dal fatto che in questo periodo stiamo notando un aumento degli accessi, di persone che dovrebbero essere ricoverate anche per semplici controlli. Ma molto spesso non possiamo garantirli”.

E a Campobasso? Polo ospedaliero diverso, ma con le stesse difficoltà da affrontare. A breve, al Cardarelli, per via dei prepensionamenti, alcuni tra primari e medici lasceranno il loro ruolo senza che questo venga ricoperto da qualcuno. Conseguenza del blocco delle assunzioni. “Ciò determinerà uno scadimento del servizio per i ricoverati e delle disfunzioni anche sull’attività del Primo Soccorso”, dichiara Michele Petraroia. E tale “scadimento” sarà poi reso ancora più critico dal fatto che gli altri ospedali più piccoli quasi certamente andranno incontro a poderosi tagli e dunque gran parte dei loro pazienti sarà dirottato proprio al Cardarelli, il quale, però, per via del blocco, non potrà affatto garantire un servizio sufficiente ed efficiente.

Finita qui? Certo che no. Mancano le ciliegine sulla torta. Nell’ottavo rapporto “Ospedali & salute 2010” dell’associazione italiana ospedalità privata (Aiop) si legge che i poli pubblici sono, appunto, inefficienti perché offrono servizi di gran lunga inadeguati rispetto ai finanziamenti statali che ricevono (si parla di uno spreco che si aggirerebbe intorno al 27% dei finanziamenti) e questa inefficienza si acuisce proprio al Sud, dove troviamo le regioni che hanno una sanità disastrata e che si sono impegnate (o avrebbero dovuto farlo) per risanare i loro bilanci. Ed anche su questo si sofferma il Rapporto: Lazio, Campania, Abruzzo e – chiaramente – Molise non hanno mai rispettato gli obiettivi annuali di riduzione del debito dal 2007 ad oggi. Che fiducia si può riporre, allora, in Iorio?

Ed infine un’altra ciliegina che farà tanto “piacere” alle donne molisane. L’Osservatorio regionale sulla qualità dei servizi sanitariin Molise i tempi medi di attesa per eseguire una ecografia alla mammella sono al di sopra di quelli massimi previsti (60 giorni e 10 per la classe di priorità “a”). Le attese medie per una tale visita si aggirano sui 130 giorni a Campobasso. A Isernia, addirittura, si superano i 1.000 giorni (1.018). rivela, nel monitoraggio sul primo semestre 2010, che

Insomma, sentenza favorevole o contraria non importa. Michele Iorio si è bocciato da solo. Basta andare in giro per gli ospedali molisani per rendersene conto.

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