Sanità e Regione Molise: la manipolazione della verità

Il Mondo migliore è fatto anche di sanità pubblica e privata, dirigenti, primari…Ma senza i malati tutto questo non potrebbe esistere.

L’infiltrato nel sistema   sanitario della Regione Molise scopre la lobby che vuole la sanità   privata. Inchiesta senza censura, parte 2.

Fin qui, si è scritto più che altro della gestione politica – dirigenti, direttori generali, presidenti, onorevoli – dei cervelli insomma, che dovrebbero stabilire le linee guida del sistema regionale.

La Gestione SANITARIA del sistema sanitario regionale è invece affidata all’Asrem, che in teoria dovrebbe fungere da Asl Unica e in pratica gestisce Asl ovunque: l’annunciata rivoluzione di qualche tempo fa, anziché ridurre il numero delle strutture, ha semplicemente consentito di pagare uno stipendio in più, quello del Super-Manager Sergio Florio, più volte descritto da Nuovo Molise come esempio di “protetto” eccellente. Nonostante non avesse raggiunto gli obiettivi di rientro – tant’è vero che la Regione è stata commissariata – Florio è rimasto al suo posto. Poi qualcosa dev’essersi rotto nel rapporto con i suoi referenti politici, forse la sua figura stava diventando ingombrante, o forse è stato mandato a casa semplicemente perché non aveva fatto bene il suo lavoro. In definitiva, il Presidente Iorio nel giugno 2009 decide di tagliarlo, risparmiandosi il rinnovo del contratto. Sergio Florio però è duro a morire – politicamente s’intende – e la faccenda si complica più del previsto.

Florio si ribella al diktat presidenziale, appellandosi al Giudice del Lavoro di Campobasso e ottenendo il reintegro l’8 Luglio 2009; la Regione non si dà per vinta e presenta un contro-ricorso, accolto dal Tribunale di Campobasso il 31 Luglio 2009: Sergio Florio è ridotto allo status di disoccupato. Così doveva andare, anche perché la Giunta, che non immaginava esistesse qualcuno pronto a contraddire una sua decisione, aveva già posizionato un altro, Angelo Percopo, al timone dell’Asrem. Nei 20 giorni intercorsi tra la sentenza di reintegro e quella di definitivo allontanamento, si è raggiunto il massimo del paradosso, con 2 manager – il reintegrato Florio e il volto nuovo Percopo – alla guida dell’Asrem.

L’Asrem è organizzata in 4 zone, le defunte asl per intenderci – Asl 1 “Alto Molise”, Asl 2 “Pentria”, Asl 3 “Centro Molise”, Asl 4 “BassoMolise” – e quelli che erano i manager delle asl sono diventati tout court i manager di zona. Non è cambiato nulla. Il meccanismo di nomine, e quindi di potere, è piuttosto semplice: la Giunta regionale nomina l’Assessore, il DG V Settore, il manager dell’Asrem e i Direttori di Zona.

Tutto parte dalla Giunta.

Il servizio sanitario molisano, specchio di quello nazionale, produce sprechi e scandali: da Black Hole, al caso Huscher, da Salcito a Neuromed, dal reparto di Neurofisiopatologia di Isernia al caso della rianimazione di Larino, tutti verificatisi tra il 2001 e il 2008.Le conseguenze finanziarie di scialacquamenti e casi strani sono scontate.

Antonio Sorbo, nel suo libro “L’Altro Molise”, scrive che “la legislatura 1995-2000 si è conclusa con un disavanzo di 6 milioni e 218.000 euro”; dal 2002 al 2008 la cifra schizza a “600 Milioni di euro”. Per una regione piccola come il Molise è una cosa esagerata, se accadesse su scala nazionale l’Italia sarebbe alla bancarotta. Giusto per rendere un’idea, ogni molisano – dal più vecchio al bimbo appena nato – sopporta un debito di quasi 2000 euro. La regione compare in tutti i decreti a favore delle regioni più deficitarie d’Italia, ad esempio nel decreto legge n° 23 del 20 Marzo 2007, in cui per ripianare i disavanzi pregressi nel settore sanitario “vengono stanziati tre miliardi di euro a favore di Lazio, Campania, Sicilia, Molise, Abruzzo”.

Il piccolo Molise ha avuto la bellezza di 202 milioni di euro, quasi 700 euro pro capite, peccato che il debito sia più del doppio…Con la Finanziaria 2008 va ancora meglio, visto che “per Lazio, Campania, Molise e Sicilia lo Stato è autorizzato ad anticipare un ammontare non superiore a 9.100 milioni di euro”, non più di 9 miliardi di euro, vale a dire “la liquidità necessaria per l’estinzione dei debiti cumulati (dal 2001, ndr) fino al 31 dicembre 2005”.

Il Molise è in compagnia delle Regioni meno virtuose d’Italia: Lazio, Campania e Sicilia contribuiscono al 50% del debito sanitario nazionale. Giustificare il deficit con una mancanza di fondi adeguati da parte dello Stato centrale, come spesso fa il Presidente Iorio, è una teoria deviante, ma purtroppo non è l’unica tecnica di propaganda utilizzata per manipolare la realtà: una delle più gettonate è far credere che la Regione sia in perdita per gli innumerevoli servizi di assistenza che elargisce. Meglio quindi mettere le cose in chiaro.

I dati molisani sulla spesa per interventi e servizi sociali risultano i più bassi d’Italia, o tra i più bassi .

La spesa erogata dai comuni per interventi e servizi sociali – asilo nido, attività integrative e ricreative, trasporto sociale, etc –  rappresenta il 2% della spesa sanitaria totale. (Istat 2006)
Nel 2003 il valore pro-capite raggiungeva i 42,3 euro, contro una media nazionale di 91 euro. (Istat 2003)
Tra il 2003 e il 2006 la spesa ha subito tagli per 300.000 euro: le categorie più colpite sono state famiglie e minori, disabili, anziani e immigrati. (Istat 2003 e 2006)
I servizi territoriali – come le strutture intermedie, l’attività ambulatoriale, gli asili nido, le cure domiciliari e i medici di famiglia – sono deficitari rispetto al resto d’Italia. (Istat 2001-2006, Ministero della Salute 2001-2006)
L’ADI ha trattato solo il 57% degli anziani, contro una media nazionale dell’84%. (Ministero della Salute 2006)
Nel 2005 solo il 17,5% dei molisani si dichiarava “molto soddisfatto” dei servizi sanitari regionali: il 14,30% per l’assistenza medica (m.n. 34,79%), il 15,12% per l’assistenza infermieristica (m.n. 33,10%), il 23,30% per i servizi igienici (m.n. 27,41%).  (Istat 2005)
Nel 2000 solo il 13,4% della popolazione molisana dichiarava di sentirsi molto bene, e il 35% dichiarava almeno una malattia cronica. (Istat 2000)
Il Molise è la regione con il maggior aumento nel consumo di farmaci, 40,6% nel periodo 2001-2007 .  (AIFA. OsMed 2001-2007)
L’aumento della spesa sanitaria non trova adeguato riscontro nel miglioramento – a nord come al sud – delle condizioni di salute della popolazione. (Rapporto Ceis 2009)

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