RICICLAGGIO/ In Molise? Alta capacità di realizzare profitti da attività illegali

Lo rivela il Rapporto RES 2010, ripreso da Cesare Fiumi sul Corriere della Sera nell’approfondimento sulla ‘ndrangheta al Nord. Se i dati e i fatti registrati non solo da questa ricerca ma anche e soprattutto da investigazioni antimafia e da inchieste giudiziarie mettono in risalto come il Molise sia oramai diventato l’Eldorado mafioso per il riciclaggio di capitali illeciti, lo smaltimento dei rifiuti e investimenti vari, perché c’è ancora qualche sciagurato che parla di “rischio infiltrazioni?”

di Mario Bondini

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Il termine tecnico utilizzato per definire questo aspetto della criminalità organizzata è “Enterprise Syndicate”, che identifica la capacità delle mafie – in un determinato territorio – di realizzare profitti da attività illegali. Altra cosa è il “Power Syndicate”, che invece valuta quanto riescano le mafie a controllare un territorio ed a condizionarne la vita pubblica, sociale ed economica.
Dalla leggenda a lato si evince come il Molise sia una delle aree con il più alto indice di “Enterprise Syndicate”, in special modo l’area della provincia di Isernia, come Infiltrato.it ha avuto modo di evindenziare in diverse inchieste (leggi gli approfondimenti in fondo all’articolo).

“Power syndicate ed enterprise syndicate sono due dimensioni che si combinano in modo variabile: la prima è funzionale alla ricerca e all’esercizio del potere, la seconda all’accumulazione della ricchezza.”

Per farla breve Campania, Sicilia e Calabria hanno un alto Power Syndicate – lo Stato non conta niente, chi comanda e controlla il territorio sono le mafie – mentre Lombardia, Lazio e Molise hanno un alto Enterprise Syndicate – la mafia dei colletti bianchi non spara ma si occupa di far fruttare i proventi dai traffici illeciti.

Il Rapporto Res 2010 – presentato dalla Fondazione Res, Istituto di Ricerca su Economia e società – riporta un titolo emblematico: “Alleanze nell’ombra. Mafie e economie locali in Sicilia e nel Mezzogiorno”. La ricerca vuole “mettere a fuoco la cruciale intermediazione di un’area grigia – vasta e assai eterogenea nelle sfumature e nella sua articolazione – che risulta composta, in modo variabile, da professionisti, politici, imprenditori, burocrati.”

L’obiettivo è capire come i flussi di denaro provenienti dai traffici della criminalità organizzata riescono ad infiltrare le economie nell’Italia del sud.

Meno sangue per le strade – nonostante la violenza sparata in faccia dai tg nazionali, gli omicidi di stampo mafioso negli ultimi due decenni sono crollati quasi dell’80% – sta a significare che le mafie prosperano, che hanno invaso il mercato nazionale e internazionale, che godono di coperture e prestanomi e quindi lavorano prevalentemente con attività lecite da cui traggono illeciti guadagni. Significa, in buona sostanza, che non c’è alcun bisogno di ammazzarsi (a parte qualche scaramuccia) e soprattutto sono finiti i tempi della guerra allo Stato.

Perché? Ognuno tragga le proprie conclusioni ma il Rapporto è piuttosto chiaro: “La flessione negli episodi che denotano stati di conflittualità violenta si è accompagnata a una progressiva estensione delle mafie nell’ambito delle attività economiche formalmente legali che è al centro della ricerca presentata con il Rapporto Res 2010 (per “attività formalmente legali” si intendono quelle apparentemente caratterizzate dalla produzione di beni e servizi legali con metodi legali).”

Le aree imprenditoriali maggiormente infiltrate riguardano la grande distribuzione organizzata, gli appalti, la sanità, l’edilizia, le infrastrutture, le energie rinnovabili, i trasporti e lo smaltimento dei rifiuti.

Sintesi

Tutto il Mezzoggiorno, e il Molise non fa differenza, vive quello che il rapporto chiama “capitalismo politico-criminale, dove gli scambi occulti e gli accordi collusivi diventano un modo per restare sul mercato o per sopravvivere economicamente. In altre parole, in un contesto diventato sempre più difficile dal punto di vista economico, una schiera crescente di imprenditori cerca forme di adattamento attraverso accordi e accomodamenti di tipo collusivo con il potere politico e nelle zone di mafia con il potere mafioso.” Quindi il processo di infiltrazione non si riferisce soltanto “ad un processo unidirezionale che va dalle mafie verso gli operatori dell’economie legali, ma occorre invece prendere seriamente in considerazione anche il percorso inverso.”

L’inchiesta sul porticciolo di Campomarino, così come quella sul Cosib, molto probabilmente potrebbero ascriversi a fenomeni di questo tipo: l’area grigia dentro cui prosperano le illegalità vede un incontro tra burocrati, politici, imprenditori ed esponenti della criminalità organizzata.

La ricerca del RES identifica 3 tipologie di rapporti tra le diverse componenti dell’area grigia e cioè:  

La complicità, caratterizzata da uno scambio economico tra gli attori, che ha generalmente caratteri specifici, limitati nel tempo e nei contenuti;  

La collusione, cioè un modello di relazioni in cui i mafiosi e gli altri attori si mettono d’accordo per svolgere affari in comune, ovvero instaurano un tipo di scambio continuativo, che può assumere concretamente diverse forme: si può andare dalla funzione di «prestanome» nei confronti del mafioso fino alla costituzione di vere e proprie società di fatto;  

La compenetrazione, caratterizzata da rapporti organici e legami di identificazione rispetto ai mafiosi, ovvero una situazione in cui subentra una logica di appartenenza criminale.

Complici, soci e affiliati che possono tuttavia sfumare facilmente l’uno nell’altro” e che spesso riescono a costituire un cartello di malaffare persino più forte e pervasivo del sistema mafioso. Come nel caso dell’eolico, dove “sono state registrate evidenze in cui il “sistema del malaffare”, la cordata politico-clientelare è più forte del sistema mafioso.”

Ora il punto è: se i dati e i fatti registrati non solo da questa ricerca ma anche e soprattutto da investigazioni antimafia e da inchieste giudiziarie mettono in risalto come il Molise sia oramai diventato l’Eldorado per le mafie che vogliono riciclare capitali illeciti, smaltire rifiuti, investire e comprare perché c’è ancora qualche sciagurato che parla di “rischio infiltrazioni?

Il rischio tratta la sfera dell’eventualità, di un qualcosa che potrebbe accadere ma che ancora non è avvenuto. In Molise non esiste alcun rischio infiltrazione. Le Mafie ci sono e prosperano e chi continua a parlare di rischio o è complice o ha paura. Quale delle due?

APPROFONDIMENTI

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