RAPPORTO QUARS 2010/ Il canto stonato della Toy-Band “Miky Iorio & Friends”

“Nella classifica italiana della qualità dello sviluppo, il Molise si colloca solamente al 15° posto, mostrando un risultato insoddisfacente. Il mercato lavorativo è caratterizzato da disoccupazione, che riguarda il 9% della forza lavoro, da una precarietà diffusa e da un’elevata povertà regionale, che colpisce oltre il 24% della popolazione.” Parole e musica del Rapporto Quars 2010, di cui presentiamoper interola scheda relativa al Molise.

di Andrea Succi

toy_band_2Il magma della politica molisana continua a provocare schizzi di fango che ne deturpano la sempre più sozza immagine: dagli LSU cacciati dal Comune di Venafro all’ennesima inchiesta sui fondi post-terremoto, senza dimenticare l’affaire del porticciolo di Campomarino, Open Gates, l’eolico selvaggio, le discariche abusive e lo smaltimento di rifiuti pericolosi. Per non parlare poi della questione sanità, lì oramai il pozzo è talmente profondo che la luna fatica a specchiarvisi.

Le conseguenze di cotanto amore sugli inermi cittadini?

Per capire in profondità quali sono gli effetti prodotti dal canto stonato della Toy-BandMiky Iorio & Friends”, basta osservare il Rapporto Quars 2010, “Come si vive in Italia? Qualità sociale, diritti umani, ambiente, politiche pubbliche regione per regione”, curato da “Sbilanciamoci”.

47 associazioni – tra cui Altreconomia, Cittadinanzattiva, Emergency, Legambiente, Lunaria, Unione degli Studenti, Unione degli Universitari e WWF – aderiscono dal 2003 alla campagna “Sbilanciamoci”, il cui presupposto è ambizioso: “cambiare radicalmente la prospettiva delle politiche pubbliche rovesciando le priorità economiche e sociali, per rimettere al centro i diritti delle persone, di un mondo più solidale e la salvaguardia dell’ambiente anziché le esigenze dell’economia di mercato fondata su privilegi, sprechi, diseguaglianze.”

Per far questo bisogna innanzitutto capire “come si vive in Italia”, regione per regione, evitando di cadere nella trappola del PIL, un indice che – come ricorda da anni l’economista Serge Latouche – non è più sufficiente per valutare la qualità della vita.

Il Rapporto QUARS – Qualità Regionale di Sviluppo (oggi alla VI edizione) “classifica le regioni italiane in base alla misurazione del loro sviluppo ambientale, sociale e dell’entità e qualità della spesa pubblica.”

“L’indice poggia anche su altri indicatori e dati delle Nazioni Unite, dell’Istat, della Banca d’Italia e di varie università”, prendendo in considerazione sette aree tematiche: Ambiente, Economia e Lavoro, Diritti e Cittadinanza, Istruzione e Cultura, Salute, Pari opportunità, Partecipazione.”

Analizzando il Rapporto si scopre, per esempio, che la Lombardia al terzo posto nella graduatoria del Pil pro-capite per quanto riguarda la ricchezza e la produzione di beni e servizi non primeggia affatto in termini di benessere, sostenibilità e qualità della vita, chiudendo al 9° posto la classifica Quars 2010, che vede ai primi tre posti l’Emilia Romagna, il Friuli Venezia Giulia e la Liguria.

E il Molise?

Il piccolo Molise, passato da isola felice a tempio di sprechi, affari loschi ed ecomafia, presenta risultati a dir poco illuminanti. In senso negativo, purtroppo, come viene fuori dalla scheda regionale, che riportiamo per intero al fine di evitare strumentalizzazioni.

 

“Nella classifica della qualità dello sviluppo delle regioni italiane, il Molise si colloca solamente al 15° posto, mostrando un risultato complessivamente insoddisfacente; ad eccezione degli indicatori relativi ai Diritti e a Istruzione e Cultura, di poco sopra la media, tutte le altre dimensioni che compongono il QUARS assumono valori inferiori alla media nazionale.

Per quanto riguarda la dimensione Ambiente, il Molise si pone in una posizione leggermente inferiore rispetto alla media nazionale, grazie soprattutto a una struttura produttiva e socio demografica a basso impatto ambientale. Molto scarsi, invece, i risultati relativi alle variabili che descrivono le politiche ambientali adottate nella regione: il Molise si classifica all’ultimo posto tra le regioni italiane per capacità di raccolta differenziata dei rifiuti (solo il 6.5% dei rifiuti prodotti), in penultima posizione per quanto riguarda la diffusione di buone pratiche ambientali nelle amministrazioni locali, valutate dalla variabili Eco-management.

La situazione del Molise è ancora più sfavorevole nella dimensione Economia e Lavoro, il cui valore è molto al di sotto della media nazionale. Il motivo principale si rintraccia nella difficile situazione del mercato lavorativo, caratterizzato dalla presenza della disoccupazione che riguarda il 9% della forza lavoro, una precarietà diffusa e un’elevata povertà regionale che colpisce oltre il 24% della popolazione; questi valori, pur essendo bel al di sopra della media nazionale, sono tuttavia più bassi rispetto al gruppo di regioni del Mezzogiorno, escluso l’Abruzzo. Alcuni progressi sono stati compiuti negli ultimi anni dal punto di vista di equità della distribuzione; la concentrazione della ricchezza è ora al di sotto della media nazionale.

Il miglior risultato ottenuto dalla regione riguarda l’indicatore Diritti e Cittadinanza, anche se la situazione relativa alle varie componenti sembra piuttosto eterogenea. Per quanto riguarda i diritti delle famiglie, per esempio, a fronte di una situazione piuttosto buona rispetto all’emergenza abitativa (meno di uno sfratto ogni mille nuclei familiari), emerge una grande difficoltà nel raggiungimento dei servizi e nel sostegno offerto alle fasce deboli della popolazione.

Infine, la situazione relativa al tasso di abbandono della scuola dell’obbligo appare in peggioramento: gli ultimi dati Istat mostrano un risultato al di sotto della media nazionale.

Anche nella dimensione Istruzione, la situazione del Molise è abbastanza positiva, soprattutto per quanto riguarda la partecipazione all’istruzione secondaria (il 100% della popolazione di età compresa tra i 14 e i 18 anni) e il conseguimento del titolo universitaria (il 10,6% della popolazione). Inoltre il numero di biblioteche per abitante presenti sul territorio è il più alto in Italia, dopo la Valle d’Aosta.

Piuttosto scarso, invece, il livello delle strutture scolastiche, sia per l’insufficienza quantitativa che determina una mobilità universitaria molto elevata, sia per la qualità dell’edilizia che appare poco attenta alle tematiche ambientali.

Gli aspetti culturali appaiono molto trascurati: gli abitanti del Molise spendono solo 2 Euro al mese per eventi teatrali e musicali, il minimo tra tutte le regioni italiane.

La dimensione relativa alla Salute è quella in cui il Molise registra il risultato peggiore, soprattutto a causa dello scarso livello quali-quantitativo delle strutture ospedaliere e di assistenza sanitaria; la soddisfazione percepita dai cittadini è dunque molto bassa. Le uniche note positive provengono dal servizio di Assistenza domiciliare integrata e dalla mortalità evitabile, che si colloca sotto la media delle regioni.

Per le Pari Opportunità, la situazione del Molise appare ancora più grave rispetto a quella in cui versa l’intero paese. I servizi pubblici di sostegno alle donne sono inadeguati (solamente 4 posti ogni 100 bambini), cosi come quelli per l’autodeterminazione femminile (0.5 consultori ogni 20.000 abitanti). La disparità di accesso al mercato del lavoro è ancora elevata, se si considera che la differenza tra il tasso di attività degli uomini supera quello delle donne di oltre il 25%. Le variabili relative alla Partecipazione in Molise denotano valori molto scarsi sia rispetto alla partecipazione attiva della popolazione nella politica e negli eventi della società civile, sia riguardo gli sforzi fatti dalle amministrazioni locali per garantire trasparenza nello svolgimento del pubblico. L’unico dato superiore alla media nazionale è quello relativo alla presenza di organizzazioni di volontariato, 5.2 ogni 10.000 abitanti.”

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I dati del Quars 2010, se confrontati rispetto a quelli del 2009, denotano un peggioramento su tutta la linea, ad eccezione dell’area “Istruzione e cultura”, che però viene costantemente messa sotto assedio: basta ricordare il taglio dei finanziamenti alle strutture pubbliche in favore di quelle private.

La situazione non è delle migliori ma l’aspetto più preoccupante è che la propaganda messa in piedi dalla Toy-BandMiky Iorio & Friends” cerca di tacere, con cura e zelo, qualsivoglia notizia che scoperchi il pentolone. Assumersi le responsabilità politiche di tali risultati sarebbe doveroso e aiuterebbe a trovare soluzioni idonee e condivise per un rilancio economico, sociale e culturale di una regione che ha delle risorse immense. Basta sfruttarle. O saperlo fare.

 

APPROFONDIMENTI

MICHELE IORIO/ È ultimo nella classifica di gradimento dei Presidenti di Regione

Rapporto Quars 2010


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