PROGETTO MEF/ Senza il consenso dell’utilizzatore finale: uno spreco da 5 milioni di euro

di Alessandro Corroppoli

Riassumendo possiamo dire che la prestazione contrattuale non è eseguita per inadempienza della Q.E.I. ma per incapacità della Regione Molise di creare le condizioni affinché il sistema potesse funzionare correttamente. Ma come è possibile mettere in piedi un sistema sperimentale del genere senza il consenso dell’utilizzatore finale?

Da ciò si evince che qualcuno, la Regione Molise, non è stato in grado di portare avanti il progetto ed è evidente lo stato SuperQuinto-MEFconfusionale che regna ai vertici dell’ente: prima si intende erogare 600.00,00 euro quale acconto su prestazioni contrattuali rese e poi si dice alla Q.E.I. di riconoscere la somma in relazioni a prestazioni extracontrattuali senza dimenticare lo spreco di soldi pubblici e il licenziamento per i lavoratori.

A stretto giro di posta arriva la risposta della Q.E.I. srl la quale il 28 aprile comunica di “non voler subordinare il pagamento di 600.000,00 euro all’accettazione della clausola imposta dalla Regione e Molise dati relativa a prestazioni extracontrattuali”.

In relazione  a quanto successo nei mesi precedenti e in particolare alla lettera di Molise dati del 26 aprile, l’azienda romana dichiara che: “la lettera di Molise Dati si configura come gravemente lesiva degli accordi presi e sopra accennati, e poiché in mancanza di diversa determinazione, ciò comporterà la cessazione di ogni attività entro tre giorni a far data da oggi (28.04.11), la presente è indirizzata per conoscenza anche alle controparti sindacali che sono a questo punto parte lesa , assieme alla Q.E.I. srl, dal comportamento illegittimo di Molise Dati che della Regione Molise”. Inoltre continuando a sfogliare il documento leggiamo che :”Nel corso dell’ultima riunione del 18 aprile, sia dalla regione Molise che dalla Molise Dati si è rilevato che il contratto non obbligherebbe i farmacisti ad adottare il Progetto MEF. L’affermazione è di eccezionale gravità. Delle due l’una: o una tale affermazione è palesemente infondata e la Premessa n. 8 al Contratto stipulato tra Molise Dati e Q.E.I. srl, secondo cui la Regione Molise adotterà gli opportuni provvedimenti per rendere possibile l’installazione delle infrastrutture presso i centri di erogazione servizi (farmacie), deve leggersi, come interpretazione di buona fede impone, nel senso che Molise Dati, anche tramite la Regione Molise, si è obbligata, ex art. 1381 c.c. e, dunque ha assunto l’obbligazione a che il sistema sia utilizzato dai farmacisti pena la propria responsabilità per inadempimento contrattuale oppure, al contrario, la Premessa n. 8 al Contratto dovrebbe leggersi in questo modo: la Regione Molise ha pagato a Molise Dati, che li ha corrisposti a Q.E.I. srl, la somma di euro 3.780.000,00 più iva per approntare un sistema il cui funzionamento è lasciato in balia di soggetti che non sono parti del contratto”. Ed infine che:”il mancato utilizzo delle validatrici da parte dei farmacisti non può essere in alcun modo imputato alla Q.E.I. la quale, anzi, dal mese di settembre del 2009 è in grado di far funzionare l’intero sistema e, di ciò vi è formale  riconoscimento da parte della stessa Molise Dati e, che sempre dallo stesso mese di settembre sta sopportando tutti i costi relativi all’attivazione del servizio, avendo realizzato le macchine validatrici, approntato la struttura, assunto personale ecc..”

L’undici maggio la Q.E.I. srl comunica ai lavoratori la sospensione delle attività mentre il 16 maggio parte la cassa integrazione  ordinaria dalla durata di 13 settimane a partire dall’11 maggio per tutti i 14 lavoratori. La motivazione della CIGO è: grave crisi finanziaria. Nell’accordo tra parte datoriale (regione Molise) e quella sindacale non vi è alcun riferimento al mancato pagamento dei canoni da parte di Molise Dati.

Ed arriviamo ai giorni nostri. Il 20 Giugno il giudice del Tribunale di Campobasso, Teresa Scacciavillani, ordina a Molise Dati il pagamento di alcune somme a quattro lavoratori della Q.E.I. che avevano avviato un decreto ingiuntivo nei confronti di Q.E.I. per il pagamento delle mensilità arretrate. I quattro dipendenti riceveranno le somme relativamente alle mensilità di dicembre 2010 e gennaio 2011 direttamente da Molise Dati in quanto terzo pignorato.

Finalmente il 27 luglio la vertenza Molise Dati – Q.E.I. srl approda in Consiglio Regionale. Qui, i consiglieri regionali Chierchia (Adc) e Incollingo (Fli) fanno approvare dall’assemblea un ordine del giorno con il quale il Consiglio impegna la Giunta regionale a mettere in pratica tutti gli strumenti possibili per sostenere il reddito dei lavoratori e garantire loro il reimpiego anche attraverso una stabilizzazione in Molise Dati. Mentre, nella stessa seduta del consiglio, viene bocciata dall’aula la richiesta del consigliere Massimo Romano di rinviare la discussione alla riunione successiva per permettere al Presidente Iorio e all’assessore Fusco Perrella di relazionare sulla questione e di mettere così in rilievo le responsabilità della Giunta Regionale.

Il tempo passa è il 2 agosto la commissione Inps di Campobasso sospende la pratica di CIGO perché ritiene non valida la causale, in un primo momento invece aveva dato parere positivo, rinviando al successivo mese settembre il nuovo esame della pratica previa produzione di un secondo accordo sindacale (che non è avvenuto).

Infine il 6 agosto la Q.E.I. srl non avendo avuto riscontri positivi dalla Regione Molise per la ripresa del progetto MEF è costretta a licenziare tutti i lavoratori: per 10 di loro l’ultima mensilità percepita è la tredicesima del 2010 mentre per i restanti 4 l’ultima è quella di gennaio 2011 grazie al pignoramento di Molise Dati. Tutti i lavoratori hanno predisposto ulteriori decreti ingiuntivi per il pagamento delle restanti mensilità arretrate e sono in attesa del pagamento delle settimane di CIGO e del Trattamento di fine rapporto.

In conclusione di questa triste vicenda possiamo dire che un Progetto nato e voluto fortemente dalla Regione Molise che doveva portare, dal momento della sua attuazione, ad un consistente risparmio di denaro da riutilizzare e reinvestire ha prodotto solo un’ulteriore spreco di liquidità, ad oggi, pari a circa 5.000.000,00 di euro (utilizzati praticamente a fondo perduto in questi anni e pagati dal contribuente) e al licenziamento di 14 lavoratori il cui destino è ancora molto incerto nel disinteresse generale della politica.


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