Pd Molise parte 3: Requiem For a Dream? Risponde Michele Petraroia

Da una parte la gestione fallimentare di Danilo Leva, che sembra un “requiem for a dream”, dall’altra le parole di speranza di Michele Petraroia.

Infiltrato.it pubblica la terza parte di un’inchiesta sul Pd locale (leggi parte 1 e parte 2), che ha preso spunto dalle riflessioni di Domenico Di Lisa. In parecchi si stanno “incazzando” per quello che scriviamo, qualcuno su facebook si è persino spinto a definirci “un carrozzone che elogia re silvio“, dimenticando un concetto basilare su cui poggia l’indipendenza di Infiltrato.it :non abbiamo padroni nè tetti sotto cui ripararci, l’unico riferimento è il lettore.

Rispondiamo alle accuse – che sono sempre legittime quando fondate su basi reali – con una frase di Jorge Luis Borges: “Per certi comunisti, se sei anticomunista sei subito definito fascista. Questo è incomprensibile, quanto affermare che se non sei cattolico sei un mormone.

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Cambia la gestione. Si potrebbe pensare che Leva, giovane democratico, possa capire gli errori dei passati dirigenti. Niente di tutto questo. Tornata elettorale del 28 marzo 2010. Termoli: buona parte del periodo pre-elettorale vedeva due possibili candidati alla carica di Primo Cittadino, Filippo Monaco e Antonio D’Ambrosio. Si vociferava anche la possibilità di primarie. Dopodiché cosa succede? I due nomi scompaiono dalla lista dei “papabili”. Inspiegabilmente.

Vengono allora avanzati altri nomi, alcuni improponibili per un Partito (che si dice) di centrosinistra, come quello di Lello Spagnuolo, ex An. E alla fine? Erminia Gatti è la candidata prescelta dal Pd, ma intanto Filippo Monaco non si ritira dallo scontro elettorale e si presenta appoggiato da 5 liste (tra cui l’Idv). Insomma, nulla di nuovo: ancora una volta Pd contro Idv. Ed anche i risultati non cambiano: Di Brino (candidato Pdl) ottiene il 45%, Monaco il 26, la Gatti un misero 8%. Dunque anche la figuraccia per il Pd. Anche se, chiaramante, per i dirigenti è stato un grande risultato: “Non posso che essere soddisfatta […] un termolese su dieci mi ha votato“, ha commentato la stessa Gatti. Contenta lei.

Ed oggi? Si avvicina sempre di più il giorno in cui i molisani saranno chiamati ad esprimere la loro preferenza politica alle regionali. Andando in giro per il Molise è evidente che circola un diffuso malcontento: “In Molise i giovani devono andarsene, il commercio è praticamente alla canna del gas, l’agricoltura non è proprio più conveniente farla – ci dice Michele Petraroia Assistiamo ai danni sia della manovra di Tremonti, sia della manovra regionale, che taglierà sui fondi sociali, sulla sanità, sulle scuole, sui trasporti. Mentre c’è un Molise reale che non ha cognizione di quello che potrà vedere in un domani, c’è una politica che non riesce ancora ad andare al di là di un’immagine molto squallida di beghe di potere”.

Il riferimento, è palese, è allo scontro Patriciello Di Giacomo. Ed è proprio Petraroia, insieme e Massimo Romano (Costruire Democrazia) e pochi altri, uno di quelli che ispira maggiore fiducia nell’elettorato di centrosinistra. Petraroia, che ha anche l’onestà intellettuale di ammettere gli errori passati.

Le difficoltà sono sotto gli occhi di tutti, non solo del Pd, ma di tutto il centrosinistra che oggettivamente è diviso, che a ogni appuntamento si presenta con più candidati ai vertici istituzionali, facendo il gioco del centrodestra. Questo ha consegnato il Molise, più che del Pdl, nelle mani di Michele Iorio perché anche i transfughi che si sono venduti non so se per trenta denari o anche per meno, non hanno aderito al Pdl, a cominciare da Nicola Cavaliere e altri; loro hanno aderito a Michele Iorio, come se fosse un partito”.

E allora? Allora “bisogna ripartire dalle cose concrete: lavoro, sanità, scuola, servizi sociali, ambiente, trasporti. E su questi punti bisogna costruire un progetto, bisogna mettere insieme le forze e si dice: si deve rispettare le legge, i diritti e i doveri, merito, competenza, talenti. Su queste parole d’ordine si deve portare avanti un’azione innovativa”.

Bisogna, allora, prendere al volo la proposta di Petraroia: riunire le forze concependo un progetto (valido) comune. Bisogna riunirsi e ritrovarsi per sconfiggere Michele Iorio e la sua gestione fallimentare.

Sicuramente Iorio è il principale responsabile di tutto quello che accade in Molise, sia in termini positivi che negativi. Esempi positivi di cui è responsabile Iorio non me ne vengono in mente, i negativi c’è l’imbarazzo della scelta: sfascio della sanità, la mancata messa in sicurezza delle scuole, mancato completamento della ricostruzione post-sisma,  il blocco delle opere infrastrutturali”.

Come dare torto alle parole di Petraroia? Ma bisogna anche ammettere che la vittoria di uno, molto spesso, è accompagnata dalla disfatta e dall’incapacità dell’altro.

Ce la faranno i nostri eroi? Si spera di sì perché, come conferma lo stesso consigliere regionale, “se non  ce la farà il Pd, il prezzo maggiore lo pagheranno i ragazzi perché chi non sta nel circuito dove c’è l’amico giusto al posto giusto avrà soltanto una strada per il proprio futuro, che è quella che conduce ad andar via da questa terra”.

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