Molise: scuola pubblica in crisi? Iorio finanzia i privati.

Le scuole pubbliche sono a rischio chiusura, e il Presidente Michele Iorio cosa fa? Con una delibera tenuta nascosta finanzia la scuola privata per 800.000 €.

Molise: scuola pubblica in crisi? Iorio finanzia i privati.La scuola cade a pezzi. E intanto le istituzioni territoriali cosa fanno? Alcune, pare, sonnecchiano. E’ il caso della Provincia di Isernia. Nel territorio pentro, infatti, sono molti i plessi a rischio. In questi giorni, ad esempio, si fa tanto parlare degli istituti scolastici di Monteroduni, Macchiagodena, Venafro e Agnone, istituti che vivono il pericolo “chiusura”. Ma attenzione, Sergio Sorella ci rivela un altro piccolo particolare: “L’Istituto d’Arte potrebbe accorparsi con l’Itis, il Liceo Classico con il Magistrale e alla fine sarebbero cinque e non quattro le dirigenze scolastiche che verrebbero meno”. 

E l’amministrazione provinciale? Temporeggia, inspiegabilmente: “La provincia di Isernia ha nicchiato per un lungo periodo, tant’è che la Regione aveva dato come termine il 31 luglio per presentare il piano provinciale di dimensionamento e la Provincia non l’ha presentato. Probabilmente lo presenterà la settimana prossima. Staremo a vedere”. Al  momento, però, nessun piano è stato presentato dalla Provincia.

E passiamo alla Regione. Pare che Michele Iorio stia cercando di fare tutto il possibile per raddrizzare la questione. Il primo settembre, infatti, il Governatore del Molise ha firmato un Protocollo d’Intesa con il Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, “per la realizzazione di interventi finalizzati al miglioramento dei livelli di apprendimento della popolazione scolastica molisana per l’anno didattico 2010-2011”. In pratica il Molise beneficerà di un milione e cento mila euro per “progetti tendenti all’innalzamento della qualità dell’offerta formativa”. Certo, è un passo in avanti, ma insufficiente: “Sono risorse molto esigue perché è chiaro che stiamo parlando di una situazione alla quale noi abbiamo per questo anno scolastico 350 posti di lavoro in meno. E se queste risorse venissero usate pienamente si potrebbero fare pochissimi contratti, tra i 50 e i 100, però comunque molto lontani dai 350 posti persi”.

Ma attenzione: se da una parte la Regione è riuscita a giungere ad un accordo con il Ministero dell’Istruzione, dall’altra Sergio Sorella nei giorni scorsi ha rivelato una notizia che quantomeno lascia sbigottiti. La Regione Molise, davanti ad una scuola pubblica che va allo sfascio, a  cosa pensa? A finanziare la scuola privata.

Ma vediamo, a questo punto, di capire prima le sostanziali differenze strutturali che ritroviamo mettendo a confronto scuola pubblica e scuola privata. Differenze che la Riforma Gelmini non fa altro che acuire. Abbiamo chiesto in merito al Preside Franco Capone.

Nell’ordinamento è previsto che nel curricolo settimanale è possibile intervenire sul monte ore. Supponiamo che io faccia 9 ore di italiano in una classe. Lo Stato mi dice che se io ho delle capacità, facciamo conto io sappia anche il cinese, si può ridurre fino ad una quota del 20% l’italiano e si pongono due ore di cinese”.

In pratica, dunque, con le stesse risorse umane che si hanno, si possono fare anche attività diverse da quelle previste dal curricolo. Però questa elasticità nella scuola pubblica si riduce ai minimi termini: la riduzione, come detto, arriva fino al 20% e, inoltre, non tutti hanno la capacità richiesta – nell’esempio la conoscenza del cinese –  e allora, per installare un corso del genere, bisognerebbe necessariamente chiamare una persona esterna (e dunque avere ulteriori costi). La scuola privata, invece, ha la possibilità di moltiplicare ed ampliare l’offerta formativa perché all’insegnante che va alla scuola privata non si fa un contratto fisso per nove ore, ma lo si può adattare a seconda delle circostanze: continuando con l’esempio, l’insegnante di italiano può avere un contratto di solo sette ore e, dunque, a quel punto c’è la possibilità (e soprattutto la disponibilità economica) di chiamare l’insegnante di cinese per le due ore di corso.

La scuola privata, per sua natura, ha delle possibilità di dare risposte alle richieste dei cittadini che la scuola pubblica, pur volendo, non può offrire”. E la Riforma Gelmini, come anticipato, non fa altro che acuire questo deficit: “E’ previsto che all’ultimo anno delle scuole superiori si debba insegnare una materia in lingua straniera. Ma con quali risorse professionali? La scuola privata potrà chiamare un esterno direttamente; le scuole statali, invece, difficilmente potranno realizzare quanto richiesto, se non in alcuni casi eccezionali”.

Insomma , la scuola privata gode di vantaggi che potremmo definirestrutturali”. A questi si aggiungono, come abbiamo visto, quelli derivanti dalla Riforma stessa e ulteriori vantaggi, poi, provengono dagli stanziamenti nazionali: anche il Ministero, infatti, ha previsto sì tagli alla scuola pubblica, ma non c’è stato alcun decremento dei fondi pubblici per le scuole private.

E infine abbiamo la Regione Molise che è intervenuta con una delibera. Una delibera che non è stata diffusa per niente”, commenta il segretario Cgil incredulo. Leggiamo, allora, quanto si dichiara nella delibera n.403 della Giunta regionale del 31 maggio 2010. All’interno del documento si legge che la Giunta Regionaleunanime delibera di approvare il piano di riparto di contributi alle scuole dell’infanzia non statali e alle scuole primarie non statali e paritarie […] per un importo di Euro 800.000,00”. In sostanza 800.000,00 euro andranno alle scuole private che hanno fatto richiesta di contributi (“sono pervenute n.39 domande da parte della scuola dell’infanzia non statali e n.2 da scuole primarie paritarie”).

Un bel gruzzolo in un periodo di magra per la scuola pubblica. E poi la ciliegina sulla torta: “Si vanno a dare 40 mila euro a un’associazione sindacale (FISM Molise, ndr). Insomma, una decisione che non trova alcuna giustificazione, tant’è che a domanda mia specifica l’assessore (Filoteo Di Sandro, ndr) ha alzato soltanto le braccia perché non sapeva praticamente cosa rispondere”.

Ma qualcuno, da quando Sorella ha denunciato tale stanziamento, ha spiegato il motivo, ha chiarito la vicenda?Assolutamente nessuna risposta”, risponde secco Sorella. E allora gli chiediamo il perché: “Si continua con quella tattica di consenso  dando delle prebende varie senza fare un piano credibile: c’è un grave problema oggi da affrontare riguardo la scuola pubblica molisana, le risorse dovrebbero essere utilizzate in maniera oculata e invece qui abbiamo interventi a pioggia tanto per favorire qualche amico del giaguaro di turno”.

800.000 euro ai privati. E intanto alcuni plessi rischiano di chiudere. Plessi pubblici, chiaramente.

Fa niente se l’articolo 33 della Costituzione recita: “L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento. La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato”. D’altronde non c’è pericolo che qualcuno lo sappia: ora la Gelmini ha eliminato anche il diritto come materia. Conviene.

Ma forse Iorio & co. potrebbero spiegarci qualcosa a riguardo. Aspettiamo.

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