MASSONERIA IN MOLISE/ Poche luci e troppe ombre…

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I Fratelli molisani. Quelli che indossano grembiulini e pregano nei templi massonici; quelli che si nascondono perchè nell’ombra si agisce meglio; quelli che – probabilmente – gestiscono la cosa pubblica a loro unico e insindacabile giudizio. L’etica? Esiste, certo, e si chiama tornaconto personale. In questo scenario che indaga i rapporti tra la massoneria e la politica, in Molise, viene fuori un quadro che per qualcuno sarà difficile da digerire.

“In Abruzzo e Molise cresce il numero degli iscritti alla Massoneria del Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani. Gli iscritti alla Circoscrizione, che comprende le due regioni, sono 275 suddivisi in 13 Logge: 4 a Pescara, due a Lanciano, una rispettivamente a L’Aquila, Teramo, Montesilvano, Francavilla al Mare, Lanciano, Chieti e Campobasso. L’ufficio stampa del Grande Oriente precisa che l’eta dei nuovi iscritti si abbassa, consolidandosi ad una media di circa 35 anni”.

Questa è una agenzia ANSA di poche settimane fa alla quale in pochi hanno dato la giusta importanza, ovvero, cosa succede nella massoneria molisana. Innanzitutto bisogna dire che negli ultimi anni il GOI ha deciso una sorta di riorganizzazione sull’intero territorio nazionale, unificando quelle logge che seppur molto attive, avevano un numero ristretto di iscritti, e cosi al Molise, anche per una questione geografica, è toccato l’accorpamento con la regione Massonica dell’Abruzzo.

La sede dei Gran Maestri Venerabili si trova in una zona centrale di Pescara, scelta fatta a seguito della distinzione che la loggia pescarese ha avuto sullo scenario massonico nazionale, disegnando anche importanti dirigenti.

Ma facciamo un passo indietro.

In Molise sono  presenti tre logge legate al Grande Oriente D’Italia – quella massoneria per intenderci che viene definita “regolare”, cioè che opera nel rispetto delle leggi (ed è di quella che parliamo in questo articolo) – rispettivamente Nuova Era 771 con sede, prima dell’accorpamento, a Larino, la Loggia Ernesto Saquella 1366 di Campobasso e la Loggia Ernesto Natham di Termoli.

Su questa di Termoli ci sono alcune indiscrezioni che la vorrebbero praticamente in sonno, una condizione cioè di non operatività per un problema legato alla gestione ed alla nomina del locale Gran Maestro, che ha innescato una lotta intestina tra due fazioni che si contendono il controllo, anche se da ultime notizie attinte, sembra che ci sia la convergenza su un nome che ha anche responsabilità di governo cittadino.

La loggia di Larino invece ha sempre avuto un’attività più o meno regolare garantita anche da un ricambio generazionale al suo interno: infatti la palma d’oro per il rinnovamento va proprio alla Nuova Era 771, per capacità di fare sintesi e di guardare al futuro in modo diverso.

La presenza dei grembiulini è forte anche in Molise ma più che indagare l’ambito prettamente massonico, è interessante indagare l’aspetto politico che apre scenari curiosi sui locali liberi muratori.

Infatti, leggendo le cronache nazionali sullo scandalo che ha coinvolto i vertici della Protezione Civile, abbiamo scoperto che quella che viene chiamata loggia P3 – protagonisti Verdini e Carboni – operava indisturbata anche in Molise. Referente di eccezione quel famoso ingegnere Claudio Rinaldi, soggetto attuatore di quasi tutte le opere pubbliche del Molise.

Ma andiamo con ordine.

All’indomani del terremoto che ha sconvolto l’esistenza di 14 comuni del Basso Molise – così come per ogni calamità naturale – si mettono in moto tanti e tali interessi da far passare in secondo piano la reale emergenza che si viene a creare. E visto che San Giuliano di Puglia è stato il comune più colpito, andava ricostruito totalmente, cosi come è stato. Ad essere nominato soggetto attuatore, il controllore cioè dei soldi pubblici, è stato l’ingegner Rinaldi, indagato a Roma per abuso d’ufficio e a Firenze per corruzione.

Cosa c’entra Rinaldi con il terremoto molisano? C’entra e come, infatti tutti sanno che il comune fortorino è l’unico ad essere stato ricostruito perché sotto la gestione diretta della Protezione Civile, tanto che lo stesso Bertolaso è cittadino onorario di San Giuliano. E qui iniziano le stranezze. Come dichiarato anche dalla Corte dei Conti, Rinaldi, in qualità di Soggetto Attuatore, è stato autorizzato anche ad assumere personale tecnico specializzato (quattro unità) e ad avvalersi di sei unità del Servizio integrato infrastrutture e trasporti Campania-Molise.

Ma attenzione: già in questo una pesante irregolarità. Inizialmente Rinaldi era stato nominato Soggetto Attuatore soltanto per l’area di San Giuliano di Puglia (per “l’espletamento delle attività connesse con la realizzazione degli interventi e delle opere di ricostruzione inerenti al Comune”), ma ben presto ha assunto la qualità di soggetto attuatore per la realizzazione di tutti gli interventi e le opere di ricostruzione inerenti l’intero territorio della provincia di Campobasso .

In più ha avuto anche la possibilità di progettazione e realizzazione di interventi di edilizia, qualora delegato dalle amministrazioni comunali della stessa provincia. E proprio per questi “nuovi incarichi” altro personale: “è stato  autorizzato ad avvalersi di sei unità di personale del Servizio integrato infrastrutture e trasporti Lazio-Abruzzo-Sardegna e ad acquisire la disponibilità di una sede logistica idonea per la struttura di titolarità; è stata, altresì, concessa l’apertura di una contabilità speciale di tesoreria intestata allo stesso Soggetto Attuatore”.

Un potere enorme non solo nelle mani del singolo Rinaldi, ma nelle mani di una confraternita organizzata per far soldi sfruttando posizioni personali, amicizie particolari, e una forte influenza sui governi locali, originati proprio dall’appartenenza comune alla loggia massonica P3.

In che modo, vi chiederete, sia stato possibile tutto questo? E soprattutto perché?

Partiamo dall’aspetto economico.  Michele Iorio ha aperto ben due distinte contabilità speciali in favore del Soggetto Attuatore: la n.3280, relativa agli interventi di ricostruzione nel territorio della provincia di Campobasso, e la n.3990 relativa agli interventi specifici nel comune di San Giuliano di Puglia. Ci sarà qualche documento che attesti come sono stati spesi i soldi? Certo che no: agli atti del Dipartimento della Protezione Civile non risulta pervenuto alcun rendiconto. Addirittura, per quanto riguarda la contabilità speciale n.3280, istituita il 3 maggio 2005 e chiusa il 4 ottobre 2007, non c’è “alcun movimento né in entrata né in uscita”. Un mare di soldi senza rendicontazione e a favore della famosa cricca.

In concreto diverse sono le opere per cui Rinaldi è risultato “Soggetto Attuatore” fino al giugno 2010. Alcuni esempi che ci fanno capire ancora meglio: realizzazione di una Struttura socio-sanitaria assistenziale per anziani a San Giuliano per un importo complessivo di euro 1.060.000,00; “collegamento F.V. Trigno – F.V.Biferno pedemontana Montemauro” – importo complessivo euro 2.300.000,00; la ricostruzione del Comune di San Giuliano di Puglia, per la quale è stato approvato un  “Piano Generale di ricostruzione” che comporta una spesa complessiva di 240 milioni di euro, di cui circa 160 per le Opere Pubbliche e 79 per quelle private; realizzazione dei lavori per la messa in sicurezza e ammodernamento della SS 87 Sannitica nella tratta da Campobasso a Sant’Elia a Pianisi (per la cui progettazione compare anche il nome dell’Arch. Carlo Strassil, anch’egli indagato nell’ambito di un’inchiesta pescarese sulla Statale 81 “Mare-Monti”). Insomma, molti soldi ma nessun documento.

Una parte della massoneria italiana e molisana opera indisturbata in settori economici sicuri e remunerativi; il tutto con il placet della classe dirigente locale. La stessa storia che poi si è ripetuta all’Aquila.

Quindi qual è il ruolo della massoneria locale?

Quello di fornire supporto e aiuto nelle operazioni economiche e nelle opere pubbliche: molti Fratelli molisani sono ingegneri, architetti, dirigenti, politici, costruttori, traspostatori, capitani d’impresa (anche se in Molise è un eufemismo) che utilizzano denaro pubblico per gli affari privati (vedi Zuccherificio del Molise, Cantina Valbiferno e Conservificio di Guglionesi).

Questi sono i soggetti che in maniera più o meno trasparente gestiscono il potere economico, e non solo, nella XX Regione, per nulla esente dai fenomeni che a livello nazionale hanno più risalto, come appunto, il ruolo di certa massoneria nella vita pubblica, economica e sociale, di tutti i giorni.

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