Inchiesta/2. Ricostruzione terremoto: la condanna di Iorio

La Corte dei Conti ha condannato Michele Iorio alla pena pecuniaria di 3.200 € per irregolarità nella ricostruzione post-sisma. Cosa si nasconde?

Infiltrato.it ieri ha pubblicato la prima parte dell’inchiesta sulla ricostruzione post-sisma, in seguito all’assurda notizia di fondi stanziati per il terremoto del 1984. Oggi la seconda parte.

corte-dei-contiEppure i soldi disposti per la ricostruzione non sono stati affatto pochi. E’ l’uso che se n’è fatto che sconcerta. Si parla, infatti, di ben 900 milioni spesi per la ricostruzione (anche se, secondo alcune stime, escluso San Giuliano di Puglia, le risorse necessarie per la ricostruzione ammonterebbero a più di 3 miliardi di euro). Come sappiamo Commissario per la ricostruzione è stato nominato Michele Iorio, il quale, in pratica, ha tenuto sempre allo scuro di come i soldi siano stati spesi.

E’quanto si evince, infatti, se prendiamo in mano alcune deliberazioni della Corte dei Conti in merito alla rendicontazione dei finanziamenti per la ricostruzione. In una delibera risalente a gennaio (27 gennaio 2010) la Corte dei Conti ha contestato espressamente “al commissario delegato il comportamento omissivo, il ritardo e, comunque, il non corretto adempimento dell’obbligo di rendiconti amministrativi relativi agli esercizi annuali 2003-2004-2007-2008-2009 e, con riferimento agli anni 2005-2006, per averli presentati in modo incompleto poiché privi di documenti giustificativi”. In pratica, non si è specificato come siano stati impiegati questi finanziamenti o, se lo si è fatto, in maniera incompleta. E’ regolare questo? Assolutamente no: “ogni semestre e, in ogni caso al termine di ogni esercizio, i funzionari delegati, titolari di contabilità speciale, trasmettono i rendiconti delle somme erogate, insieme con i documenti giustificativi, all’Ufficio Bilancio e ragioneria per il controllo successivo”. E chi è il responsabile (o meglio l’irresponsabile)? “Nessun dubbio può sussistere circa l’individuazione del soggetto tenuto alla resa del conto, vale a dire il Commissario Delegato”. In altre parole Michele Iorio.

Si dirà: se la Corte dei Conti dichiara ritardi ed irregolarità, il Commissario farà di tutto per rientrare nei ranghi. Nulla di tutto questo. Deliberazione del 9 febbraio 2010: stessa identica anomala situazione, tant’è che “per il comportamento omissivo o per il colpevole ritardo e, comunque, a causa del non corretto adempimento dell’obbligo di presentazione dei rendiconti amministrativi” la Corte dei Conti ha condannato Iorio alla pena pecuniaria di 3.200,00.

Ma andiamo avanti. Secondo voi, dopo due deliberazioni che in pratica ripetono le stesse identiche irregolarità, dopo anche una condanna pecuniaria, il Commissario delegato avrà imparato la lezione? Deliberazione del 14 giugno 2010: stesso copione. “Sono emerse numerose irregolarità nella fase della rendicontazione relativa alle contabilità speciali istituite a favore del Commissario Delegato per la ricostruzione del Molise”.

E nemmeno è finita qui. Michele Petraroia, qualche mese fa, presentò un’interrogazione proprio sugli interventi realizzati per la ricostruzione post-terremoto. Ma Michele Iorio, nel suo delirio di onnipotenza, contestò la competenza formale del Consigliere ad interrogare il Presidente della Giunta ed il Commissario delegato su atti e procedimenti afferenti la ricostruzione post terremoto. In realtà, come molti sapranno, i consiglieri hanno non solo il diritto, ma anche il dovere di interrogare il Presidente di Giunta, il quale, a sua volta, ha l’obbligo di rispondere anche se in un’altra veste (nella fattispecie, Commissario Delegato)

Finalmente, poi, il 28 settembre era prevista una seduta del Consiglio Regionale proprio sul motivo della mancata rendicontazione delle spese per la ricostruzione. Ma attenzione, colpo di scena: dopo appena due ore di attività la seduta, senza alcun motivo, viene sciolta. Proprio quando bisognava parlare del terremoto. E non è nemmeno tutto: bisogna infatti pensare che il provvedimento da discutere (e che poi, come detto, non è stato discusso) era stato presentato da cinque consigliere dell’opposizione ben 28 mesi fa (maggio 2008), dopo che “Report” condusse un’inchiesta che destò grande scalpore. Insomma, ricapitolando: finalmente viene messo all’ordine del giorno, dopo 28 mesi, la discussione della proposta di delibera tesa a far rimuovere e sostituire il Commissario Straordinario, ma quando si deve discutere il Presidente del Consiglio, Michele Picciano, scioglie la seduta. E’ più che legittimo, dopo questo excursus, avere dei dubbi: vuoi vedere che si vuole nascondere qualcosa?

 

LEGGI LA PRIMA PARTE

Inchiesta/1. Ricostruzione terremoto: soldi per sisma 1984

 

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