Inchiesta/1. Ricostruzione terremoto: soldi per sisma 1984.

Michele Iorio e Filoteo Di Sandro stanziano soldi per la ricostruzione di edifici danneggiati dal sisma del 1984. Fatto alquanto strano, considerando il caso di San Giuliano di Puglia.

terremoto_lesioni--400x300365 mila euro per la ricostruzione. Attenzione però: non stiamo parlando del terremoto del 2002 (quello che colpì San Giuliano di Puglia per intenderci), ma, come si legge nella delibera n.784 del 27 settembre 2010, sono i soldi stanziati per il “secondo piano di ripartizione dell’anno 2010 delle risorse disponibili in favore degli edifici pubblici e di culto danneggiati dal sisma del 7 e 11 maggio 1984”. Avete capito bene: finanziamenti per la ricostruzione del terremoto dell’84.

Bisogna fare, a questo punto, una precisazione: è più che legittimo che chiese ed edifici pubblici vengano ricostruite, ma c’è chi ritiene che la manovra nasconda qualche interesse ben preciso. Tra i comuni interessati che riceveranno cospicui finanziamenti a distanza di 26 anni, troviamo Colli al Volturno, paese nel quale risiede l’Assessore che ha proposto tale iniziativa, Filoteo Di Sandro. Gli altri paesi beneficiari sono Cerro al Volturno, Castelverrino e Sessano del Molise, tutti paesi che comunque rientrano nello stesso collegio elettorale di Colli.

A parte questa curiosità che lasciamo interpretare liberamente ai nostri lettori, il punto è un altro: è chiaro – ci mancherebbe – che, sebbene si parli di danni causati da un terremoto di ben 26 anni fa, è più che doveroso ricostruire (anzi, semmai la questione è un’altra: dopo 26 anni ancora non si è finito di ricostruire?). Tuttavia, certamente gli abitanti dei comuni del cratere dell’ultimo terremoto che ha colpito il Molise (quello del 2002) storceranno il muso.

L’ultimo affronto di una serie impressionante.

“Entro due anni gli abitanti riavranno le case”. Con queste parole un provato Berlusconi in visita a San Giuliano consolava gli uomini e le donne che quel giorno, il 31 ottobre 2002, avevano perso tutto. Sembrava si fosse impegnato seriamente perché “sono padre di cinque figli, chi può capire meglio di me lo strazio di questi genitori?”. E invece no. Passano gli anni, ventiquattro mesi, il tempo promesso da Berlusconi per la ricostruzione, ma le macerie sono ancora tutte lì: quella che si vede “è la San Giuliano provvisoria, costruita (coi fondi raccolti dal Corriere della Sera e dal Tg5), su una collina che domina le macerie del borgo antico” (Corriere della Sera, 30 ottobre 2004). Dopo quei fatidici “ventiquattro mesi” la situazione ancora era drammatica: “in tutto questo tempo non sono state completate le demolizioni. Ci sono ancora 20 case da abbattere. In un anno nessuno ha fatto niente. Ci sono ancora da rimuovere le macerie delle demolizioni completate nel giugno del 2003”. Insomma, nessun miracolo. Persino per completare la nuova scuola, di anni ce ne sono voluti sei.

Oggi, sì, nel 2010, abbiamo una San Giuliano ricostruita quasi interamente. Ma gli altri comuni interessati, quelli su cui non è caduto l’occhio dei media e l’interesse del premier? I lavori sono fermi ancora al 30-35%. Dopo otto anni. Ed ora, come già abbiamo detto in precedenti articoli, si è posto fine anche alle agevolazioni di gas ed energia elettrica. In pratica, si vive ancora in casette di legno, ma si dovrà pagare per avere luce, riscaldamento ed acqua.

 

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