Inchiesta eolico in Molise: le colpe della Regione

Continua l’inchiesta sull’eolico selvaggio in Molise: quali le colpe della Regione? 

Dopo aver indagato le motivazioni che spingono la lobby dell’eolico a inondare di pale il territorio molisano, vediamo ora quali sono le colpe della Regione, incapace di porre un limite agli speculatori.

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La società civile, intanto, sta cercando di fare il possibile per fermare questo scempio. Sono ben 33 le associazioni e gli enti che si stanno opponendo all’eolico selvaggio con mobilitazioni, manifestazioni e altre proteste civili: domani 1 settembre, ad esempio, la Uil Beni Culturali sarà presente davanti al Tribunale Amministrativo Regionale del Molise per dimostrare il proprio dissenso.

Ma tale rete di associazioni può contare anche su eminenti personaggi della società civile che hanno manifestato il proprio parere contrario: su tutti ricordiamo l’Arcivescovo di Campobasso, Giancarlo Maria Bregantini, e l’attore Michele Placido. E pare che tale mobilitazione possa far ben sperare, stando a quanto ci conferma Petraroia: “Una novità dell’ultimo periodo è che le varie associazioni hanno chiesto all’Assessore all’Ambiente di riaprire un confronto. L’Assessore si è messo a disposizione, ha detto che a settembre convocherà un confronto presso l’assessorato per modificare la legge 22 anche alla luce delle nuove linee guida nazionali che sono state approntate dal Ministero delle Attività Produttive nel mese di luglio e anche alla luce del fatto che una parte dell’articolato della legge 22 del 2009 è stata osservata dalla Consulta”.

Ma attenzione: non è tutto oro quello che luccica. La Regione Molise ha le sue colpe. Anzi, nel suo operato si possono rinvenire gravi responsabilità. Mentre, infatti, dal Governo Nazionale si cincischiava e non arrivava alcuna linea guida su tali questioni, la Giunta Regionale ha abrogato la legge precedente del 2008 (parto della precedente legislatura di centrosinistra)  che poneva alcuni limiti in materia, sostituendola con un’altra, la cosiddetta Legge Berardo (legge n.22/2009), dal nome del consigliere che l’ha presentata, Adelmo Berardo.

Spiegamoci meglio. Dopo un lavoro molto faticoso, la precedente giunta, nel 2008, giunge a stabilire un limite di pale installabili sul territorio molisano: 545 pale, limite che per molti comunque restava elevato (significava già una torre ogni 4 km2, uno dei rapporti più elevati in Italia). Ma cosa è accaduto nel frattempo? La legge è stata impugnata dal Governo Berlusconi e dichiarata incostituzionale da una pronuncia della Consulta nell’ottobre del 2009. Ma già prima della pronuncia della Consulta, per iniziativa del consigliere Adelmo Berardo, si è istruita e poi approvata la legge 22 del 7 agosto 2009 che ha abrogato la legge 15 (quella del limite delle 545 pale).

Tale nuova legge (“Nuova disciplina degli insediamenti degli impianti di produzione di energiaelettrica da fonti rinnovabili nel territorio della Regione Molise ”) in pratica ha annullato il limite di pale eoliche installabili sul territorio e, inoltre, ha cancellato il divieto di parchi eolici off-shore (impianti installati ad alcune miglia dalla costa di mari o laghi), che invece era contenuto nella precedente legge.

Risultato?Ad oggi noi abbiamo presso gli uffici della Regione qualcosa che va dai 4000/5000 richieste di installazione di pale eoliche”, ci rivela Michele Petraroia.

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