GEOMECCANICA/ Finmolise, ecco i nomi di chi doveva controllare e non l’ha fatto. E spunta fuori la Finmeccanica…

Francesco Del Basso, Andrea Cacciavillani, Paolo Boffa e Domenico D’Agostino. Sono questi i 4 rappresentanti di Finmolise che avrebbero dovuto controllare l’operato di Geomeccanica e che invece non l’hanno fatto. Con due particolari: Paolo Boffa risulta essere un dirigente di Finmeccanica e Domenico D’Agostino, nelle ultime due tornate elettorali a Venafro, era in lista con… il Presidente di Geomeccanica, Pietro Di Lauro.

di Andrea Succi

FINMOLISE_NOMIFinora non si era mai saputo chi fossero i rappresentanti di Finmolise all’interno di Geomeccanica, quelli che avevano l’obbligo di controllarne l’operato per evitare che l’investimento pubblico regionale (circa 6 milioni di euro) andasse a finire male. E invece… non solo un cospicuo gruzzoletto di soldi pubblici è stato bruciato senza che nessuno muovesse un dito – o quasi – ma ci sono alcuni retroscena inquietanti che rivelano come i rapporti tra controllato e controllore siano molto ambigui.

Partiamo da un presupposto: quando la Regione decide di intervenire nel caso Geomeccanica, lo fa tramite la finanziaria pubblica regionale – la Finmolise – che mette sul piatto 6 milioni di euro (soldi dei contribuenti..) e acquista un terzo della società venafrana, di cui è socia al 35%.

A questo punto proprio Finmolise decide di entrare nell’ organo di controllo dell’operato di Geomeccanica, il collegio sindacale, di cui fanno parte tre membri. Secondo fonti ben informate, le nomine sarebbero state eseguite da Lorenzo Cancellario, Direttore Generale di Finmolise, che ha piazzato un uomo anche nel Cda della stessa Geomeccanica.

Quindi, ricapitolando, Finmolise aveva tre uomini nel collegio sindacale e uno nel Cda. I quattro moschettieri che abbiamo citato all’inizio. Nome per nome, cerchiamo di capirci qualcosa in più.

Francesco Del Basso, avvocato di Agnone e attuale Assessore provinciale, in quota Pdl, con una marea di deleghe: agricoltura, Edilizia e Sicurezza Scolastica, P.P.P. (Partenariato Pubblico privato), Agroindustria (Sviluppo e Produzione tartuficola Prov. Isernia), Sviluppo rurale, Commercio.

Andrea Cacciavillani, originario di Agnone, commercialista iscritto all’ordine di Isernia.

Il terzo nome è quello di Paolo Boffa, che risulta essere dal 1999 Direttore Vendite della Selex Communications, una società del gruppo Finmeccanica. E qui c’è il primo passaggio oscuro: perché un uomo di Finmeccanica viene scelto da Finmolise per controllare l’operato di Geomeccanica e l’investimento della Regione all’interno della stessa?

In realtà la ragione potrebbe essere ben precisa: tra le tre aziende interessate al rilevamento di Geomeccanica, ce n’era una – la Egt di Parma (le altre due erano l’Europea 92 e la Sunward Italia) – che secondo quanto riportato da Altromolise.it è “un’azienda solida e ben inserita nel mercato, con rapporti stretti con Finmeccanica.”

Boffa, quindi, rappresentava gli interessi della Regione Molise o gli interessi di Finmeccanica?

Il quarto membro piazzato da Finmolise all’interno di Geomeccanica è Domenico D’Agostino, venafrano, ex Assessore comunale al commercio durante la breve parentesi politica di Vincenzo Cotugno (cognato dell’europarlamentare Aldo Patriciello).

Anche intorno alla figura di D’Agostino si addensano ombre che non promettono niente di buono. Perché?

Sia nella tornata elettorale del 2005 che in quella del 2008, Domenico D’Agostino si è candidato nella lista civica “Il Patto” (capolista Vincenzo Cotugno) in cui – tra gli altri nomi – chi ti spunta fuori? Pietro Di Lauro, sì proprio lui, il Presidente di Geomeccanica.

Controllore e controllato che si ritrovano fianco a fianco, politicamente “core a core”, in un crogiuolo di intenti che sa tanto di inciucio: come potrebbe esserci indipendenza nella valutazione dell’operato di Geomeccanica, se il Presidente conduce affari politici con colui che in realtà dovrebbe controllarlo?

Risulta difficile credere che due persone politicamente così vicine si facciano poi la guerra in azienda.

E allora viene da chiedersi un’ultima cosa: chi, in Finmolise, ha scelto quei quattro nomi? E perché proprio quei quattro? E siamo sicuri che sia tutta farina del sacco di Lorenzo Cancellario?

Sarà meglio chiederlo direttamente a lui…

 

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