ESCLUSIVO/ Fossalto (Cb): 400 mila euro spesi, ma la scuola è ancora inagibile. E intanto i soldi continuano a crescere.

Spendono oltre 400 mila euro per ristrutturare una scuola colpita dal sisma e il risultato è: scuola chiusa per inagibilità. Accade a Fossalto, piccolo comune in provincia di Campobasso, rinomato per una delle gelaterie migliori d’Italia, dove una dolce vecchietta di nome Italia ristora le giornate di compaesani e non. Ai bambini, quindi, è concesso il lusso di un gelato, ma non il diritto di andare a scuola. O meglio, sono costretti ad utilizzare locali alternativi. E quell’edificio un tempo rinomato per essere tra i più moderni della zona – “posto su tre livelli di 600 metri quadri”, ci dice il sindaco Nicola Manocchio,“con attrezzature che consentono di svolgere compiutamente l’attività scolastica, con palestra, mensa e sala multimediale” – beh quell’edificio oggi è chiuso. Dichiarato inagibile dopo un adeguamento sismico, post- terremoto di San Giuliano di Puglia nel 2003, costato oltre 400 mila euro.

di Carmine Gazzanni

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Ma allora come sono stati impiegati quei soldi? Nessuno lo sa. E, fatto paradossale, pare che nessuno lo voglia sapere dato che Antonio Di Pietro ha fatto ben due interrogazioni parlamentari sulla questione (l’ultima lo scorso 26 aprile), ma, al momento, nessuna risposta dal ministro dell’Interno.

Per comprendere cosa sia accaduto dobbiamo partire dal 2006. Allora sindaco del comune di Fossalto, in provincia di Campobasso, era Nicola Cornacchione, oggi dirigente veterinario presso l’ASRem (stipendio annuo lordo di quasi 80 mila euro). L’otto giugno di quell’anno Cornacchione approva un progetto per “l’adeguamento sismico dell’edificio scolastico di proprietà comunale che ospita la scuola dell’infanzia, la scuola primaria e la scuola media”. Costo previsto: 280 mila euro.Un’iniziativa nobile: la scuola prima di tutto. Tant’è che l’ex sindaco fissa, come si legge nel documento comunale, un “termine perentorio” fissato per il 30 agosto 2006in modo da consentire il regolare inizio dell’attività scolastica”. Nessuno di questi limiti, come vedremo, è stato rispettato.

Come molti sapranno Commissario straordinario per la ricostruzione era Michele Iorio, Governatore della regione Molise, il quale decide difinanziare il progetto per un intervento che viene presentato dalla stessa struttura commissariale come “definitivo”. Ad essere incaricata dei lavori la Italscavi di Campobasso, ditta edile con un grande passato alle spalle (su cui, però, torneremo più avanti). Tant’è che la scuola, dopo i lavori, riapre e alunni e maestre possono tornare nel loro edificio.

Tutto normale, verrebbe da pensare. Tutto secondo le regole. E invece no. La scuola, infatti, oggi è chiusa perché inagibile. I lavori, che per la stessa regione erano “definitivi”, tali non sono stati. Né il finanziamento è stato (solo) di 280 mila euro. Come si evince dalla nota del 24 febbraio 2009 del Sub Commissario Nicola Romagnuolo, ci sono stati anche “finanziamenti integrativi”.Si legge infatti nel documento che “l’edificio scolastico è stato oggetto di un finanziamento complessivo di euro 473.015,09 finalizzato espressamente all’adeguamento sismico della struttura”. Oltre 473 mila euro, dunque. Per un “adeguamento sismico” nei fatti mai realizzato dato che la scuola è tuttora inagibile.

Nessuno se ne sarebbe accorto se non fosse stato per il nuovo sindaco Nicola Manocchio. Nel 2009, infatti, Fossalto cambia amministrazione: Manocchio si interessa sin da subito alla scuola, oggetto di un finanziamento tanto corposo. E il 5 novembre di quell’anno l’amministrazione comunale dispone “la chiusura temporanea dell’edificio scolastico in attesa che vengano svolti accertamenti tecnici”. Nessun controllo in seguito ai lavori (peraltro previsto dalla legge) era stato ancora fatto. Peccato, però, che tanto la regione quanto la struttura commissariale per la ricostruzione si lavano le mani della vicenda. Nella risposta del Sub Commissario, infatti, si comunica “l’impossibilità di aderire alla richiesta di sopralluogo” in quanto – continua la nota – le richieste non rientrano nelle competenze della struttura commissariale. Come dire: noi vi diamo i soldi, il resto non sono affari nostri.

Alla giunta comunale, allora, non resta altro che incaricare da sé un ingegnere per gli accertamenti. Il risultato è alquanto imbarazzante: con ben due relazioni (11 novembre 2009 e otto gennaio 2010) di cui Infiltrato.it è venuta in possesso, Maurizio Nerilli – l’ingegnere incaricato dal comune – riferisce che non sussistono le condizioni di sicurezza tali da poter modificare l’ordinanza di inagibilità. Ma c’è di più. Leggendo la relazione, infatti, si evince che i lavori eseguiti non solo non hanno permesso di aumentare il grado di sicurezza dello stabile nei riguardi di un sisma di forte intensità, ma, addirittura, “hanno posto in essere condizioni di pericolosità maggiori rispetto alla situazione preesistente”.

E non sarebbe nemmeno la prima volta che la Italscavi incorre in situazioni simili legate a ritardi: sembrerebbe che lo stesso sia accaduto in Puglia (dove c’è un contenzioso ancora aperto con la Regione Puglia) e con il comune di Siena (per un progetto pari ad un importo di 4 milioni di euro, poi revocato “per ragioni addebitabili a comportamento colposo dell’appaltatore – gravi ritardi, difformità tecniche del Progetto Esecutivo presentato – e violazione degli obblighi contrattuali”).

Il sindaco Manocchio, a quel punto, non può far altro che dichiarare la chiusura definitiva dell’edificio scolastico e lo spostamento delle attività presso un’altra struttura di proprietà del Comune. Un’assurdità che non conosce precedenti: come spendere quasi mezzo milione di euro per un adeguamento che non c’è stato e che è costato l’utilizzo di un altro edificio. Sprechi su sprechi, insomma.

Senza dimenticare, peraltro, che la relazione tecnica parla di lavori eseguiti “non conformi alle previsioni progettuali” perché “risultano parziali, incompleti e non idonei”. Perché, allora, la struttura commissariale ha finanziato un intervento che essa stessa definisce “definitivo” quando definitivo non è stato? È la stessa domanda che si pone anche il sindaco Manocchio: “non si capisce perché la struttura post-sisma non interviene dicendo che con quel finanziamento l’intervento doveva essere definitivo”.

La vicenda, però, non è destinata a finire qui. Come ci conferma anche il sindaco di Fossalto, la regione ha stanziato, per agosto, un altro milione di euro per il completamento dei lavori. Un totale, dunque, di un milione e 480 mila euro per un intervento che, inizialmente, sarebbe dovuto essere di soli 280 mila. Rimangono grossi buchi neri, dunque, nella vicenda di Fossalto.

Quello che resta, dunque, è una scuola chiusa perché inagibile. Nonostante i 480 mila euro già spesi e l’altro milione pronto ad essere stanziato. Nonostante la Regione nel 2006 parlasse di un intervento “definitivo” per (soli) 280 mila euro. Senza dimenticare, peraltro, che a settembre 2006, senza alcun collaudo che legittimasse una decisione di tale sorta, si è deciso comunque di permettere a insegnanti e bambini di tornare nel loro edificio. Perché nessuno chiede conto all’ex sindaco Nicola Cornacchione, né alla struttura commissariale (con Michele Iorio in testa), né tantomeno alla Italscavi? E perché, nonostante le due interrogazioni di Antonio Di Pietro, anche il ministero degli interni rimane silente?

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