WATERGATE MOLISE/ Tutti (o quasi) i nuovi inquietanti retroscena di quella notte elettorale

di Andrea Succi

Lo dice anche Schopenhauer: “Ogni nuova verità passa per tre fasi. All’inizio si tende a ridicolizzarla. Poi la si attacca violentemente. Infine, la si dà per certa” Questo è quanto sta succedendo con il Watergate molisano, che dipinge una realtà elettorale al di là di ogni immaginazione. Cosa è accaduto nella notte tra lunedì 16 e martedì 17? Il blocco telematico c’è stato oppure no? E perché in certi ambienti si discute sempre più apertamente di brogli? Abbiamo parlato con la Prefettura di Isernia, con quella di Campobasso, con il Dipartimento Affari Interni del Viminale, con alcuni dei diretti interessati e con chi ci ha inviato le segnalazioni di irregolarità riscontrate nei seggi. Ecco cosa è venuto fuori.

sipario“Avendo svolto funzione di rappresentante di lista, per conto di una lista collegata al candidato uscente, Michele Iorio, posso affermare l’anomalia riscontrata nel seggio elettorale di Petacciato. Sulle tre sezioni di questo comune, alla fine dello spoglio delle schede ( quindi prima che i verbali venissero redatti), il risultato dei candidati era il seguente: Frattura 908, Iorio 832. Il sito della Prefettura di Campobasso riporta : Iorio 874, Frattura 871. Che dire…. a tutto c’è un limite…”  

Queste è solo una delle diverse testimonianze raccolte a seguito della nostra inchiesta sul Watergate molisano, “cioè uno scandalo politico portato alla luce dall’informazione indipendente. Se non fosse per l’esistenza del web, nessuno oggi saprebbe che le elezioni regionali del Molise sono probabilmente contraffatte, come un capo falso contrabbandato per merce di marca.” 

Ma perché si parla sempre più apertamente di brogli elettorali? E perché quella notte il centrosinistra ha dapprima esultato e poi si è ritrovato a commentare un’altra sconfitta? E ancora: perché c’è chi accusa il Viminale di un blocco telematico, temendo che questo possa aver causato un cambio di direzione nel risultato elettorale? Davvero si sta riducendo il distacco, di circa 1500 voti, tra il candidato risultato vincente, Michele Iorio, e lo sconfitto Paolo Frattura? E infine: cosa succederà?  

Queste sono le domande a cui proveremo a dare una risposta, partendo però da alcuni punti fermi. 

Primo: le elezioni, fino a prova contraria, sono state vinte dal centrodestra e da Michele Iorio.  

Secondo: in base a quanto ci ha raccontato Maria Olga Mogavero, delegata di lista per Frattura nell’Ufficio Elettorale presso la Corte d’Appello, che si sta occupando delle verifiche sui verbali di sezione, “è affrettato dire che stiamo recuperando.” 

Terzo: solo dopo la nomina a Governatore di Michele Iorio si potrà realmente accertare la veridicità sui presunti brogli elettorali, quando verranno istituiti i ricorsi e si andrà al ricontrollo delle schede. 

Questi sono i tre punti fermi necessari per analizzare, con lucidità, tutte le incongruenze che hanno caratterizzato quella famosa notte tra lunedì 16 e martedì 17, in cui il risultato finale si è saputo solo all’alba, dopo un serrato testa a testa tra il candidato di centrodestra e quello di centrosinistra.  

Voi non dovete raccontare cazzate! Siete dei comunisti! Iorio è sempre stato davanti. E se avete il coraggio le dovete scrivere queste cose, hai capito? Scrivilo che alle 2 di notte Iorio non ha fatto nessuna dichiarazione ufficiale, nessuna ammissione di sconfitta! Scrivilo che la sede di Campobasso non era chiusa e che i nostri sono anche stati infastiditi!”. 

Per far contento Gianfranco Vitagliano, assessore uscente e uomo di punta del Pdl molisano (secondo più votato con 4.381 preferenze) riportiamo pedissequamente quanto ci ha dichiarato, nonostante siano in tanti ad affermare il contrario: e cioè che nello stesso momento in cui il centrosinistra festeggiava, dall’altra parte c’era chi, seppur a denti stretti, ammetteva la sconfitta. 

Come mai accadeva questo? Semplice: i risultati trasmessi dai rappresentanti di lista evidenziavano un trend, statisticamente costante e numericamente consistente, secondo cui il vincitore sarebbe stato Paolo Di Laura Frattura, candidato Presidente per il centrosinistra. 

Ed ecco spuntare quindi il primo vero mistero di queste regionali 2011: perché dalle sezioni gli inviati del partito mandavano numeri difformi rispetto a quanto sarebbe poi uscito ufficialmente? 

Le spiegazioni sono diverse e tutte più o meno condivisibili: proviamo a elencarle. 

Secondo le testimonianze raccolte i risultati dello spoglio non corrisponderebbero a quelli segnati nei verbali poi inviati in Prefettura. Rileggiamo quanto ci è stato raccontato.  

Testimonianza 1: “Avendo svolto funzione di rappresentante di lista, per conto di una lista collegata al candidato uscente Michele Iorio, posso affermare l’anomalia riscontrata nel seggio elettorale di Petacciato. Sulle tre sezioni di questo comune, alla fine dello spoglio delle schede ( quindi prima che i verbali venissero redatti), il risultato dei candidati era il seguente: Frattura 908, Iorio 832. Il sito della Prefettura di Campobasso riporta : Iorio 874, Frattura 871. Che dire…. a tutto c’è un limite…”  

Testimonianza 2: “Martedì facevo il rappresentante di lista a Venafro e durante lo spoglio è uscito un voto per Di Chiro Pasqual Humberto (candidato con Alternativ@, centrosinistra, ndr). Mercoledì ho letto sul sito del Ministero che questo poveretto non aveva preso nessun voto!!!!!”  

Testimonianza 3: “In una sezione di Isernia un Presidente fingeva di non vedere i voti disgiunti per Frattura. Quando i rappresentanti di lista, fortunatamente molto attenti, gli facevano notare gli errori, lui candidamente si giustificava dicendo:”Scusate ero distratto”…” 

Testimonianza 4: “Presso la scuola materna di S.Pietro Celestino (seggio di Isernia), verso le 21.30 circa, un Presidente si è chiuso dentro e non faceva entrare nessuno. Quando qualcuno ha minacciato di chiamare la Digos, i funzionari presenti tendevano a minimizzare, dicendo di non fare questi casini.” 

Testimonianza 5: “Nel seggio di Longano ho contato 17 preferenze per Maria Teresa D’Achille (candidata nelle circoscrizione di Isernia per l’Idv, ndr), mentre il sito della Prefettura ne riporta solo 7.” 

Testimonianza 6: “A Isernia, nella sezione 13, le irregolarità riguardano una mancata assegnazione a Frattura dei voti disgiunti, che invece venivano ascritti al candidato di centrodestra, e il mancato annullamento di schede con segni di riconoscimento, che invece sarebbero state assegnate a Michele Iorio.” 

Testimonianza 6: “Nella sezione 10 di Isernia, le prime 600 schede scrutinate (su 1.200 circa) non sono state mostrate dal Presidente ai rappresentanti di lista. Se andranno al riconteggio succederà un macello. Io ho provato a contestare ma mi trovavo tutti contro.” 

Testimonianza 7: “A Conca Casale ci sono persone che dichiarano di aver votato per un certo candidato e quei voti, nel sito della Prefettura, non risultano.” 

Per dovere di cronaca riportiamo anche un’altra testimonianza, eccellente, quella dell’assessore uscente Gianfranco Vitagliano: “Voi non sapete nemmeno dove sta di casa la democrazia, le cose sono sempre andate così, anche a me hanno tolto 40 voti.” Dove, non è dato sapere. 

A questo punto viene da chiedersi: si tratterebbe di brogli o di imperizia? 

Secondo persone informate dei fatti ci sarebbe stata molta “incapacità, ignoranza e inefficacianella conta dei voti da parte di Presidenti e scrutatori, messi in difficoltà dall’enorme quantità di voto disgiunto che ha caratterizzato questa tornata elettorale. “Considerando che il verbale non è predisposto per il voto disgiunto”, ci racconta chi ha vissuto dall’interno quella nottata, “questo può aver indotto in errore il Presidente di seggio.” Che, di conseguenza, avrebbe comunicato dati sbagliati alla Prefettura, creando quindi la discrepanza tra i risultati inviati nelle sedi elettorali dai rappresentati di lista e quelli ufficiali raccolti dal Viminale. L’ipotesi, perché di questo si tratta, verrebbe confermata dalle testimonianze raccolte. Ecco uno dei motivi per cui, fino ad una certa ora, c’era chi festeggiava e chi invece fissava il vuoto della sconfitta e poi i ruoli si sono ribaltati. 

Anche la Prefettura di Isernia conferma la tesi dell’imperizia di chi doveva spedire i dati, puntando il dito, però, su un altro aspetto: la lentezza nella ricezione dei risultati elettorali inviati dai comuni. “Non c’è stato nessun blocco telematico”, ci dicono, “ma sicuramente il flusso elettorale era molto lento, per cui ci siamo ritrovati a inserire i dati fino alle 7:30 del mattino. La stanchezza ha quindi prodotto errori, umani, come quello relativo a Franco Valente (candidato per il Pd nella circoscrizione di Isernia, si è visto assegnare 40 voti in meno, presi nel Comune di Pozzilli e non registrati sul sito della Prefettura, che però ha in seguito riparato all’errore, ndr).” 

La smentita al presunto blocco telematico arriva anche dalla Prefettura di Campobasso, secondo cui – rivela il Capo Gabinetto – “non è vera neanche la tesi del flusso anomalo nella ricezione dei dati inviati dai comuni.” 

Eppure qualche stranezza c’è. 

Nella Provincia di Isernia i primi dati, come risulta dal sito del Ministero dell’Interno, sono stati inseriti a partire dalle ore 18:02 (Castel del Giudice è in assoluto il primo comune che risulta aggiornato). Il flusso è stato costante fino alle 20:36 (comune aggiornato Roccasicura) per poi riprendere dopo quasi un’ora, precisamente alle 21:27 (Macchiagodena).  

Di nuovo, l’aggiornamento dei dati è stato costante fino alle 22:17 (Carovilli), si è interrotto per 45 minuti e poi è ricominciato alle 23:00 (Sessano del Molise), per filare via liscio fino alle 3:25 (aggiornato Sant’Agapito). Qui c’è stata un’interruzione di quasi due ore, perché l’aggiornamento è ripreso solo alle 5:07 (Fornelli), ma si è nuovamente bloccato alle 6:11 (Frosolone), per poi ripartire dopo quasi un’ora, quando alle 7:04 è stato inserito Civitanova del Sannio, un paesino di 618 votanti, con un seggio unico, i cui dati – per essere scrutinati, inviati e inseriti – hanno impiegato la bellezza di 16 ore.  

Tutti i paesini a cavallo di quelle lunghe interruzioni hanno in comune una percentuale atipica di schede nulle o bianche, troppo sopra o troppo sotto la media. In 4 casi, Carovilli, Macchiagodena, Roccasicura e Civitanova del Sannio, entrambi i dati risultano anomali. Uno di questi 4 comuni sono in amministrazione straordinaria, retto da un commissario prefettizio: Stefano Conti, Capo Gabinetto della Prefettura di Isernia, per Civitanova del Sannio. Le altre tre amministrazioni, Carovilli, Macchiagodena e Roccasicura sono guidate dal centrodestra 

Spostandoci nella provincia di Campobasso, dove secondo la Prefettura non c’erano stati flussi anomali, evidenziamo anche qui delle incongruenze, che però risultano minime rispetto alla circoscrizione pentra. 

Il primo comune aggiornato è Provvidenti (84 votanti), ore 17:05, e l’unico stop significativo, di oltre mezz’ora, avviene tra le 20:16 (Mafalda) e le 20:53 (Gildone). Anche qui i due paesini hanno in comune una percentuale, rispetto alla media, bassa di schede nulle e alta di schede bianche. E sono entrambe amministrate dal centrodestra. 

Resta un’ulteriore riflessione da fare: se il flusso dei dati risultava lento – come confermato dalla Prefettura – non c’è motivo di credere che ci siano verbali rimasti in coda durante l’aggiornamento, cioè che i risultati faxati dai comuni abbiano fatto la muffa prima di essere aggiornati. E allora come si spiega che tra gli ultimi enti pervenuti, vale a dire dalle 2:46 in poi, vi siano diversi comuni con un numero di votanti di gran lunga inferiore a mille? Com’è possibile che per scrutinare 600/700 schede si impieghi almeno 12 ore, quando in casi analoghi c’è voluto molto meno? Per l’ennesima volta, è il caso di dirlo, ricorre quell’assurda coincidenza: quasi tutti i piccoli enti, tra gli ultimi pervenuti, presentano una percentuale anomala sia di schede bianche che di schede nulle. E quasi tutti sono amministrati dal centrodestra. 

Che significato attribuire a queste informazioni? Come interpretare certi numeri? Segnali di brogli o, piuttosto, casualità statistiche? 

Secondo analisti ben informati dei fatti “senza prove, questi elementi possono voler dire tutto e niente. Certo, rappresentano una buona base di partenza per ricerche più approfondite. Ma l’unico modo sicuro per dimostrare un’eventuale broglio sarebbe quello di trovare una gola profonda.” E quindi cosa rispondere a chi parla di brogli? “Se mi chiedi se io creda o no ai brogli, allora ti dico che la mia risposta è no. Per ora.”


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“Avendo svolto funzione di rappresentante di lista, per conto di una lista collegata al candidato uscente, Michele Iorio, posso affermare l’anomalia riscontrata nel seggio elettorale di Petacciato. Sulle tre sezioni di questo comune, alla fine dello spoglio delle schede ( quindi prima che i verbali venissero redatti), il risultato dei candidati era il seguente: Frattura 908, Iorio 832. Il sito della Prefettura di Campobasso riporta : Iorio 874, Frattura 871. Che dire…. a tutto c’è un limite…”

Queste è solo una delle diverse testimonianze che abbiamo raccolto a seguito della nostra inchiesta sul Watergate molisano, “cioè uno scandalo politico portato alla luce dall’informazione indipendente. Se non fosse per l’esistenza del web, nessuno oggi saprebbe che le elezioni regionali del Molise sono probabilmente contraffatte, come un capo falso contrabbandato per merce di marca.”

Ma perché si parla sempre più apertamente di brogli elettorali? E perché quella notte il centrosinistra ha dapprima esultato e poi si è ritrovato a commentare un’altra sconfitta? E ancora: perché c’è chi accusa il Viminale di un blocco telematico, temendo che questo possa aver causato un cambio di direzione nel risultato elettorale? Davvero si sta riducendo il distacco, di circa 1500 voti, tra il candidato risultato vincente, Michele Iorio, e lo sconfitto Paolo Frattura? E infine: cosa succederà?

Queste sono le domande a cui proveremo a dare una risposta, partendo però da alcuni punti fermi.

Primo: le elezioni, fino a prova contraria, sono state vinte dal centrodestra e da Michele Iorio.

Secondo: in base a quanto ci ha raccontato Maria Olga Mogavero, delegata di lista per Frattura nell’Ufficio Elettorale presso la Corte d’Appello, che si sta occupando delle verifiche sui verbali di sezione, “è affrettato dire che stiamo recuperando.”

Terzo: solo dopo la nomina a Governatore di Michele Iorio si potrà realmente accertare la veridicità sui presunti brogli elettorali, quando verranno istituiti i ricorsi e si andrà al ricontrollo delle schede.

Questi sono i tre punti fermi da cui partire per analizzare, con lucidità, tutte le incongruenze che hanno caratterizzato quella famosa notte tra lunedì 16 e martedì 17, in cui il risultato finale si è saputo solo all’alba, dopo un serrato testa a testa tra il candidato di centrodestra e quello di centrosinistra.

“Voi non dovete raccontare cazzate! Siete dei comunisti! Iorio è sempre stato davanti. E se avete il coraggio le dovete scrivere queste cose, hai capito? Scrivilo che alle 2 di notte Iorio non ha fatto nessuna dichiarazione ufficiale, nessuna ammissione di sconfitta! Scrivilo che la sede di Campobasso non era chiusa e che i nostri sono anche stati infastiditi!”.

Per far contento Gianfranco Vitagliano, assessore uscente e uomo di punta del Pdl molisano (secondo più votato con 4.381 preferenze) riportiamo pedissequamente quanto ci ha dichiarato, nonostante siano in tanti ad affermare il contrario: e cioè che nello stesso momento in cui il centrosinistra festeggiava, dall’altra parte c’era chi, seppur a denti stretti, ammetteva la sconfitta.

Come mai accadeva questo? Semplice: i risultati trasmessi dai rappresentanti di lista evidenziavano un trend, statisticamente costante e numericamente consistente, secondo cui il vincitore sarebbe stato Paolo Di Laura Frattura, candidato Presidente per il centrosinistra.

Ed ecco spuntare quindi il primo vero mistero di queste regionali 2011: perché dalle sezioni gli inviati del partito mandavano numeri difformi rispetto a quanto sarebbe poi uscito ufficialmente? 

Le spiegazioni sono diverse e tutte più o meno condivisibili: proviamo a elencarle.

Secondo le testimonianze raccolte, su tutte quelle provenienti da Petacciato, Isernia e Venafro, i risultati dello spoglio non corrisponderebbero a quelli segnati nei verbali poi inviati in Prefettura. Rileggiamo quanto ci è stato raccontato.

Testimonianza 1: “Avendo svolto funzione di rappresentante di lista, per conto di una lista collegata al candidato uscente Michele Iorio, posso affermare l’anomalia riscontrata nel seggio elettorale di Petacciato. Sulle tre sezioni di questo comune, alla fine dello spoglio delle schede ( quindi prima che i verbali venissero redatti), il risultato dei candidati era il seguente: Frattura 908, Iorio 832. Il sito della Prefettura di Campobasso riporta : Iorio 874, Frattura 871. Che dire…. a tutto c’è un limite…”

Testimonianza 2: “Martedì facevo il rappresentante di lista a Venafro e durante lo spoglio è uscito un voto per Di Chiro Pasqual Humberto (candidato con Alternativ@, centrosinistra, ndr). Mercoledì ho letto sul sito del Ministero che questo poveretto non aveva preso nessun voto!!!!!”

Testimonianza 3: “In una sezione di Isernia un Presidente fingeva di non vedere i voti disgiunti per Frattura. Quando i rappresentanti di lista, fortunatamente molto attenti, gli facevano notare gli errori, lui candidamente si giustificava dicendo:”Scusate ero distratto”…”

Testimonianza 4: “Presso la scuola materna di S.Pietro Celestino (seggio di Isernia), verso le 21.30 circa, un Presidente si è chiuso dentro e non faceva entrare nessuno. Quando qualcuno ha minacciato di chiamare la Digos, i funzionari presenti tendevano a minimizzare, dicendo di non fare questi casini.”

Testimonianza 5: “Nel seggio di Longano ho contato 17 preferenze per Maria Teresa D’Achille (candidata nelle circoscrizione di Isernia per l’Idv, ndr), mentre il sito della Prefettura ne riporta solo 7.”

Testimonianza 6: “A Isernia, nella sezione 13, le irregolarità riguardano una mancata assegnazione a Frattura dei voti disgiunti, che invece venivano ascritti al candidato di centrodestra, e il mancato annullamento di schede con segni di riconoscimento, che invece sarebbero state assegnate a Michele Iorio.”

Testimonianza 6: “Nella sezione 10 di Isernia, le prime 600 schede scrutinate (su 1.200 circa) non sono state mostrate dal Presidente ai rappresentanti di lista. Se andranno al riconteggio succederà un macello. Io ho provato a contestare ma mi trovavo tutti contro.”

Testimonianza 7: “A Conca Casale ci sono persone che dichiarano di aver votato per un certo candidato e quei voti, nel sito della Prefettura, non risultano.”

Per dovere di cronaca riportiamo anche un’altra testimonianza, eccellente, quella dell’assessore uscente Gianfranco Vitagliano: “Voi non sapete nemmeno dove sta di casa la democrazia, le cose sono sempre andate così, anche a me hanno tolto 40 voti.” Dove, non è dato sapere.

A questo punto viene da chiedersi: si tratterebbe di brogli o di imperizia?

Secondo persone informate dei fatti ci sarebbe stata molta “incapacità, ignoranza e inefficacia” nella conta dei voti da parte di Presidenti e scrutatori, messi in difficoltà dall’enorme quantità di voto disgiunto che ha caratterizzato questa tornata elettorale. “Considerando che il verbale non è predisposto per il voto disgiunto”, ci racconta chi ha vissuto dall’interno quella nottata, “questo può aver indotto in errore il Presidente di seggio.” Che, di conseguenza, avrebbe comunicato dati sbagliati alla Prefettura, creando quindi la discrepanza tra i risultati inviati nelle sedi elettorali dai rappresentati di lista e quelli ufficiali raccolti dal Viminale. L’ipotesi, perché di questo si tratta, verrebbe confermata dalle testimonianze raccolte. Ecco uno dei motivi per cui, fino ad una certa ora, c’era chi festeggiava e chi invece fissava il vuoto della sconfitta e poi i ruoli si sono ribaltati.

Anche la Prefettura di Isernia conferma la tesi dell’imperizia di chi doveva spedire i dati, puntando il dito, però, su un altro aspetto: la lentezza nella ricezione dei risultati elettorali inviati dai comuni. “Non c’è stato nessun blocco telematico”, ci dicono, “ma sicuramente il flusso elettorale era molto lento, per cui ci siamo ritrovati a inserire i dati fino alle 7:30 del mattino. La stanchezza ha quindi prodotto errori, umani, come quello relativo a Franco Valente (candidato per il Pd nella circoscrizione di Isernia, si è visto assegnare 40 voti in meno, presi nel Comune di Pozzilli e non registrati sul sito della Prefettura, che però ha in seguito riparato all’errore, ndr).”

La smentita al presunto blocco telematico arriva anche dalla Prefettura di Campobasso, secondo cui – rivela il Capo Gabinetto – “non è vera neanche la tesi del flusso anomalo nella ricezione dei dati inviati dai comuni.”

Eppure qualche stranezza c’è.

Nella Provincia di Isernia i primi dati, come risulta dal sito del Ministero dell’Interno, sono stati inseriti a partire dalle ore 18:02 (Castel del Giudice è in assoluto il primo comune che risulta aggiornato). Il flusso è stato costante fino alle 20:36 (comune aggiornato Roccasicura) per poi riprendere dopo quasi un’ora, precisamente alle 21:27 (Macchiagodena).

Di nuovo, l’aggiornamento dei dati è stato costante fino alle 22:17 (Carovilli), si è interrotto per 45 minuti e poi è ricominciato alle 23:00 (Sessano del Molise), per filare via liscio fino alle 3:25 (aggiornato Sant’Agapito). Qui c’è stata un’interruzione di quasi due ore, perché l’aggiornamento è ripreso solo alle 5:07 (Fornelli), ma si è nuovamente bloccato alle 6:11 (Frosolone), per poi ripartire dopo quasi un’ora, quando alle 7:04 è stato inserito Civitanova del Sannio, un paesino di 618 votanti, con un seggio unico, i cui dati – per essere scrutinati, inviati e inseriti – hanno impiegato la bellezza di 16 ore.

Tutti i paesini a cavallo di quelle lunghe interruzioni hanno in comune una percentuale atipica di schede nulle o bianche, troppo sopra o troppo sotto la media. In 4 casi, Carovilli, Macchiagodena, Roccasicura e Civitanova del Sannio, entrambi i dati risultano anomali. Due di questi 4 comuni sono in amministrazione straordinaria, retti da un commissario prefettizio: Stefano Conti, Capo Gabinetto della Prefettura di Isernia, per Civitanova del Sannio, e Nicola Di Matteo (nel 2001 fu nominato dall’allora Ministro Scajola Commissario Straordinario per la Comunità Montana Alto Molise) per Roccasicura. Le altre due amministrazioni, Carovilli e Macchiagodena, sono guidate dal centrodestra. 

Spostandoci nella provincia di Campobasso, dove secondo la Prefettura non c’erano stati flussi anomali, evidenziamo anche qui delle incongruenze, che però risultano minime rispetto alla circoscrizione pentra.

Il primo comune aggiornato è Provvidenti (84 votanti), ore 17:05, e l’unico stop significativo, di oltre mezz’ora, avviene tra le 20:16 (Mafalda) e le 20:53 (Gildone). Anche qui i due paesini hanno in comune una percentuale, rispetto alla media, bassa di schede nulle e alta di schede bianche. E sono entrambe amministrate dal centrodestra.

Resta un’ulteriore riflessione da fare: se il flusso dei dati risultava lento – come confermato dalla Prefettura – non c’è motivo di credere che ci siano verbali rimasti in coda durante l’aggiornamento, cioè che i risultati faxati dai comuni abbiano fatto la muffa prima di essere aggiornati. E allora come si spiega che tra gli ultimi enti pervenuti, vale a dire dalle 2:46 in poi, vi siano diversi comuni con un numero di votanti di gran lunga inferiore a mille? Com’è possibile che per scrutinare 600/700 schede si impieghi almeno 12 ore, quando in casi analoghi c’è voluto molto meno? Per l’ennesima volta, è il caso di dirlo, ricorre quell’assurda coincidenza: quasi tutti i piccoli enti, tra gli ultimi pervenuti, presentano una percentuale anomala sia di schede bianche che di schede nulle. E quasi tutti sono amministrati dal centrodestra.

Che significato attribuire a queste informazioni? Come interpretare certi numeri? Segnali di brogli o, piuttosto, casualità statistiche?

Secondo analisti ben informati dei fatti “senza prove, questi elementi possono voler dire tutto e niente. Certo, rappresentano una buona base di partenza per ricerche più approfondite. Ma l’unico modo sicuro per dimostrare un’eventuale broglio sarebbe quello di trovare una gola profonda.” E quindi cosa rispondere a chi parla di brogli? “Se mi chiedi se io creda o no ai brogli, allora ti dico che la mia risposta è no. Per ora.”

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