ANTONIO CAMPANA/ Tra import-export, fondi Fas e tutela delle acque, spunta sempre l’Ingegnere

FONDI FAS

La tesi difensiva di Antonio “Don Abbondio” Campana è semplice: se ho sbagliato l’ho fatto in buona fede. Questo potrebbe risultare verosimile per uno stagista alle prime armi, per un funzionario poco informato, per un dirigente chiuso da mattina a sera nelle stanze dei bottoni, senza la luce necessaria per aggiornarsi sui grandi temi ambientali di cui ogni giorno si parla. Ma il suo caso non rientra tra questi. Vediamo perché.

 

Nella prima parte dell’inchiesta si diceva anche di un Campana spedito in giro per l’Europa a discettare di ambiente e affini.

In effetti la Comunità Europea si è dotata – con l’articolo 53 della direttiva n° 1013/2006 – di un sistema per il trasporto dei rifiuti, che regola l’import/exportof waste” tra i paesi del Vecchio Continente, definendone i parametri.

In Italia questa direttiva è determinata – a livello centrale – tramite la V divisione del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, la cosiddetta “Direzione Qualità della Vita”; a livello locale, invece, ogni regione ha un suo rappresentante. E, spulciando la “List Of Competent Authorities” stilata dal Parlamento Europeo, spunta il nome di Antonio Campana, referente molisano per un improbabile “Servizio Prevenzione e Tutela Ambiente”.

Perché è proprio di questo che l’Ingegnere dovrebbe occuparsi, di ambiente e di sviluppo sostenibiledi “una strategia per la protezione delle acque superficiali, delle acque di transizione, delle acque costiere e delle acque sotterranee”. Di questo ha discusso Campana – il 9 Giugno 2009 a Roma – quando è intervenuto alla “giornata di consultazione e partecipazione pubblica”, in cui si è parlato proprio di tutela delle acque e dei sistemi idrici.

Nulla a che vedere con gli smaltimenti illeciti nel mare di Termoli o nei terreni di agricoltori compiacenti.

Ora, per quale motivo “Don Abbondio” Campana – piuttosto che passare le giornate a cercare le marche da bollo per l’amico Del Torto – non si prodigava nello svolgere al meglio le sue funzioni di tutore dell’ambiente? Intelligenti pauca, direbbero i latini.

Ma c’è un ulteriore punto su cui soffermarsi.

Con decreto del Commissario delegato n.41 del 22 luglio 2005, Antonio Campana viene nominato responsabile APQ Ambiente (Accordo di Programma Quadro) per quanto riguarda la gestione dei fondi relativi alla delibera CIPE 17/2003, che fa riferimento ai fondi FAS con cui coprire le spese del famoso programma pluriennale ex. Art 15.

Il commissario delegato – è persino superfluo specificarlo – era Michele Iorio e l’ammontare totale dei fondi Cipe 17/2003 sfiorava i 122 milioni di euro. Quanto ha gestito Campana per l’APQ Ambiente? Circa 15 milioni di euro, di cui 10 stanziati per le aree sottoutilizzate e 5 per le aree sisma.

Un’assurdità se pensiamo che quei soldi in realtà servivano a coprire le emergenze scoppiate in seguito a terremoto ed alluvione.

Continua…. 

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