Affaire Stazione Isernia 2/ “L’intervento è illegittimo e favorisce le FS”.

Alberto Gentile continua a spiegare perché il progetto per cementificare l’area ferroviaria di Isernia è non solo illegittimo ma favorevole al privato, le FS. Voria e Melogli risponderanno?

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Alberto Gentile ci ha illustrato quanto contenuto nella sua relazione, arrivando anche a due possibili conclusioni riguardo le manipolazioni del Piano Regolatore: si potrebbe pensare al “tentativo di indurre in errore i consiglieri comunali”, oppure “si è inteso variare la zona da ‘C’ a ‘B/1.1’ e ‘F’”. Se così fosse, questa variazione non potrebbe essere arbitraria, ma, come ribadito, dovrebbe essere soggetta ad un iter lungo e molto e molto preciso.

Finita qui? Assolutamente no.

Leggendo sempre la relazione tecnica al Piano Regolatore viene fuori un’altra dimenticanza. Nel Piano, infatti, si stabilisce che vengano previsti “adeguati parcheggi sia a servizio dei nuovi insediamenti che per liberare dalla sosta dei veicoli Piazza della Repubblica”. Sarà davvero così? I dubbi sono forti, almeno stando al desolante commento di Gentile: “dalla documentazione in atti non è dato capire dove siano stati previsti i predetti parcheggi e in quale estensione”. E non è ancora tutto: il progetto prevede anche “destinazioni commerciali e/o direzionali”.

Ma il Decreto Ministeriale in materia (sempre il n.1444), all’art.5 comma 2, afferma: “nei nuovi insediamenti di carattere commerciale e direzionale, a 100 mq di superficie lorda di pavimento di edifici previsti, deve corrispondere la quantità minima di 80 mq di spazio, escluse le sedi viarie, di cui almeno la metà destinata a parcheggi”. Insomma, se si destinano aree alle attività commerciali è d’obbligo concepire anche uno spazio per i parcheggi. Ma anche questo, come già detto, è assente.

Ma a detta di Alberto Gentile le stranezze non sono finite qui. “Nella documentazione in atti non vi è alcuna progettazione di dettaglio”. Grossi buchi neri dunque che impediscono di capire “l’effettiva altezza dei manufatti da costruire, che sono raffigurati più bassi rispetto agli edifici già esistenti, là dove la loro rappresentazione non trova riscontro a fronte del numero dei piani che caratterizza questi ultimi”. In pratica i palazzi sono raffigurati più bassi, pur disponendo, nel progetto, di un’altezza certamente diversa (una palazzina, tra le tre, sarà di quattro piani). Manca, ancora, qualsiasi raffigurazione grafica del “ponte pedonale artistico” che viene semplicemente enunciato senza che ci sia alcun chiarimento (architettonico, estetico e, soprattutto, economico) a riguardo.

Insomma, le stranezze, le dimenticanze, le illegittimità sono tante. Ma, soprattutto, ingente è anche il guadagno a cui andrebbero incontro le FS (come ribadito anche in precedenti articoli, si parla di un  guadagno di circa 4 milioni e mezzo di euro). E questo è un concetto ribadito anche dallo stesso Gentile: “l’intervento edilizio-urbanistico oltre ad essere illegittimo (ed abbiamo visto i vari perché, ndr) tende, in definitiva, a creare indubbi vantaggi economici al privato FF.SS”.

Un grosso guadagno, dunque, mentre le domande da porsi sarebbero tante. “Chi ha quantificato il valore del terreno e l’officina della cultura che tra l’altro ha riattato la provincia con soldi pubblici?”, si chiede Alberto Gentile. E ancora: “c’è una perizia di un TERZO che valuta il valore dei 18 mila metri di cubatura che si cedono alle ferrovie ed il terreno più l’officina che le ferrovie cedono al comune?”. Se qualcuno, tra Voria e Melogli , vuole rispondere a Gentile e noi, saremo certamente lieti di ascoltarlo.

Per il momento la situazione è quella che abbiamo descritto. Con un grosso guadagno per le FS e il tutto, chiaramente, a danno della cittadinanza. Chapeau, cari amministratori.

 

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