Misteri d’Italia. Mastrapasqua si dimette e “misteriosamente” spariscono i documenti contro di lui

mastrapasqua si dimette e spariscono i documenti su di lui

Dalla Regione Lazio sono spariti due preziosissimi faldoni contenenti i documenti originali che hanno determinato la stesura dei due protocolli con cui la Regione Lazio, a guida Polverini, aveva favorito, secondo la procura di Roma, proprio l’Ospedale Israelitico – Quando sono stati rubati? E, soprattutto, da chi e perché?…

 

Lo ha detto chiaro e tondo ai suoi collaboratori: «Io non mi dimetto. Ho operato secondo le regole. E poi perché dovrei farlo soltanto io?».

Antonio Mastrapasqua, presidente dell’Inps – nonché direttore generale dell’Ospedale Israelitico e con incarichi in decine di altri Enti pubblici – indagato per truffa aggravata, non vuole lasciare la prestigiosa poltrona. E da Palazzo Chigi rimbalza che la sua decisione è già arrivata alle orecchie del premier Letta. Eppure la poltrona sembra sempre più traballante.

Tanto più che la vicenda giudiziaria che riguarda il potente manager si tinge ora di un nuovo giallo. Dalla Regione sono infatti spariti due preziosi, anzi preziosissimi faldoni: quelli contenenti i documenti originali che hanno determinato la stesura dei due protocolli con cui la Regione Lazio, a guida Polverini, aveva favorito, secondo la procura di Roma, proprio l’Ospedale Israelitico.

Tutto per quegli interventi alla bocca erogati in regime di day hospital (e quindi con una richiesta di rimborso alla Regione più onerosa rispetto all’ambulatoriale), nonostante l’Israelitico non avesse questo specifico accreditamento. Mastrapasqua, difeso dall’avvocato Domenico Aiello, riversò i crediti dell’Israelitico, per 14,5 milioni di euro, all’Inpdap poi confluito nell’Inps.

Il singolare furto della documentazione è stato denunciato dalla Regione ai carabinieri della Stazione di San Paolo. «La scoperta della mancanza dei due faldoni – spiegano dalla giunta Zingaretti – è emersa durante un accertamento effettuato stamattina (ieri per chi legge, ndr) quando si sono presentati i carabinieri del Nas che indagano sul caso e che avevano bisogno di quei documenti».

Figuratevi la sorpresa, dunque. Nell’archivio degli uffici della Direzione Regionale Salute era tutto impilato in bell’ordine, peccato mancassero proprio quei due faldoni. «Si tratta – spiega la Regione in una nota – dei documenti in originale relativi agli atti istruttori che hanno portato a ratificare gli accordi con l’Ospedale Israelitico nei decreti del commissario ad acta n. 89 del 2011 e n. 149 del 2012». Ovviamente non è chiaro il momento in cui siano spariti i due faldoni.

Quando sono stati rubati? E, soprattutto, da chi e perché? Il problema è piuttosto serio, perché se è vero che esistono le copie di quei preziosi atti, è altrettanto vero che per l’inchiesta della pm Maria Cristina Palaia gli originali sono quanto mai necessari. Non è del tutto escluso, infatti, che un avvocato piuttosto solerte e puntiglioso possa rivendicare il dubbio che le copie siano state contraffatte.

Ma ecco perché sono importanti i decreti numero 89 e numero 149, siglati da Ferdinando Romano, ex direttore generale Programmazione e Risorse del Servizio Sanitario della Regione giunta Polverini, indagato nell’inchiesta giudiziaria che vede coinvolto Mastrapasqua. A quei tempi, la Regione avviò una trattativa con l’Ospedale Israelitico per superare in contraddittorio i rilievi emersi.

Trattativa culminata in un accordo integrativo e modificativo di quello del 3 agosto 2011, successivamente ratificato, il 6 agosto 2012, con il decreto numero 149 del commissario «ad acta». La Polverini, appunto. A firmare l’accordo con l’Israelitico diretto da Mastrapasqua il funzionario regionale indagato.

Il decreto numero 89 era stato invece concordato e firmato sempre dagli stessi protagonisti in questione il 7 giugno 2012. È anche su questi due atti pubblici che stanno lavorando inquirenti e investigatori.

Peccato però che i certificati originali delle tappe che portarono alla definizione degli accordi siano ora misteriosamente scomparsi.

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