Marò, finalmente la verità: ecco chi fece pressioni per rispedirli in India

I due Marò, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre

I due Marò, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre

Caso Marò, finalmente vengono a galla i nomi dei responsabili che fecero rispedire i due fucilieri di Marina in India: ecco chi sono, come denuncia Andrea Acquarone sul Giornale.

Trapassato prossimo e presente si guardano allo specchio. E il riflesso sono menzogne.

Mario Monti

Mario Monti

Quelle di un governo – Monti – che ha ingannato il Paese; quelle di un governo – Renzi – che non ha avuto il coraggio di rivelare (e risolvere) nemmeno questa.

Giulio Terzi, ambasciatore, ex ministro degli Esteri fino al marzo 2013, dopo i perché spiega oggi i retroscena delle proprie dimissioni. Le diede in diretta streaming: non voleva consegnare i nostri due soldati agli indiani. Ma palazzo Chigi lo aveva scavalcato.

Due sere fa, a Radio Radicale, l’allora numero uno della Farnesina, oltre a svelare ha denunciato. Chiedendo l’istituzione di una commissione parlamentare per indagare, soprattutto, auspicando di essere ascoltato dal Copasir.

Giulio Terzi

Giulio Terzi

Mentre Salvatore Girone langue ancora ostaggio di New Delhi per il quarto Natale e Massimiliano Latorre, in patria causa malattia, spera di non venir rispedito laggiù, l’ex ministro racconta delle pressioni ricevute dai pm affinché i due fucilieri tornassero in India tre anni fa, quando si trovavano in Italia – seppur da imputati – per la licenza natalizia. Gli input sarebbero partiti proprio da uomini vicini al premier.

Con la regia occulta di Corrado Passera, al dicastero dello Sviluppo economico. Questione di interessi e business, dunque. «È inspiegabile – accusa adesso Terzi – che organi di monitoraggio parlamentare, comitati che sorvegliano e rispondono all’esigenza democratica di vedere cosa accade nell’ambito dell’intelligence, non acquisiscano la documentazione, che il pubblico non possa essere sicuro che la documentazione venga acquisita».

Corrado Passera

Corrado Passera

La retorica domanda è provocatoria: «Come mai non è stata acquisita tutta la documentazione emersa nei mesi scorsi, soprattutto il documento fatto circolare dal ministero della Giustizia sull’impossibilità costituzionale di mandare indietro i fucilieri di Marina per conto del Guardasigilli dell’epoca. O la mail del consigliere politico del Quirinale Stefanini che garantiva sull’opinione del presidente Napolitano favorevole a che i nostri due militari restassero in Italia».

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