Mafia, a Palermo sequestrati 50 mln all’imprenditore Niceta. È “vicino” a Matteo Messina Denaro

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Secondo gli investigatori, la nota famiglia attiva nel settore immobiliare, del commercio, dell’abbigliamento e della nautica, sarebbe vicino al boss latitante Matteo Messina Denaro.

 

Complessi aziendali, attività commerciali, immobili di pregio e disponibilità finanziarie.

E’ l’ingente patrimonio sequestrato ad una famiglia di noti imprenditori di Palermo, su richiesta della Procura del capoluogo siciliano, dai carabinieri del Ros e dallo Scico della Guardia di Finanza locale. In particolare, il capostipite, Mario Niceta, impresario palermitano di 71 anni, operante con varie ramificazioni in diversi settori commerciali della città, sarebbe un prestanome del boss latitante Matteo Messina Denaro, secondo la Procura distrettuale antimafia. E’ stata proprio la ricostruzione patrimoniale a permettere di capire agli investigatori antimafia delle infiltrazioni di Cosa nostra negli affari dell’imprenditore.

Il gruppo risulterebbe, sin dai primi Anni Ottanta, vicino ai fratelli Giuseppe e Filippo Guttadauro (quest’ultimo cognato di Matteo Messina Denaro, per averne sposato la sorella Rosalia), con i quali avrebbe condiviso interessi economici, in un sistema di reciproco vantaggio, così da contribuire all’espansione delle attività nel Palermitano e nel Trapanese.  Tra i beni sequestrati figurano 11 società e relativi complessi aziendali, con sede a Palermo e provincia, operanti nella gestione immobiliare, la vendita di preziosi, l’intrattenimento e il commercio al dettaglio di abbigliamento, 12 fabbricati, 23 terreni, 16 automezzi, 5 quote societarie e disponibilità finanziarie.

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